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7 Febbraio Feb 2018 2130 07 febbraio 2018

La campagna "soft" di Renzi: pochi comizi e molti social

Il leader del Pd sta restando nell'ombra rispetto agli avversari. E sposa la linea della spersonalizzazione. Mentre ai candidati Dem consiglia la "modalità aperitivo".

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Candidato di collegio più che candidato premier. Abito scuro e camicia bianca, senza cravatta, Matteo Renzi bussa al citofono di un militante di Firenze. Una decina di persone in salotto, la tavola imbandita con dolci, piatti di plastica, tovaglioli rossi di carta. Da candidato nell'uninominale di Firenze per il Senato, inaugura i suoi aperitivi elettorali: «Anche chi voterà per Lega o M5s sa che la situazione è oggettivamente migliore di quattro anni fa», dice quasi distaccato. È lo stile "zen" del segretario: lontana la maratona della campagna referendaria, lontani i tempi della personalizzazione e pure i ritmi forsennati del treno Pd.

Niente sovraesposizione: avanti la squadra e i cento punti di programma «anche un po' noiosi». Al Nazareno aspettano i sondaggi che nei prossimi giorni daranno un quadro più chiaro della situazione con le rilevazioni collegio per collegio sui nomi dei candidati. C'è ancora spazio per un ripensamento, per il rush finale. Ma per ora, con le percentuali che, nella maggior parte dei rilevamenti, non sembrano superare il 23%, Renzi sposa la linea della spersonalizzazione e del gioco di squadra. Ciascuno impegnato nel suo collegio: da segretario e ministri in giù.

LONTANO DAI RITMI DI SALVINI E DI MAIO. E così Renzi sabato sarà in un centro congressi a Perugia, dov'è candidato nel listino proporzionale, domenica nei parchi delle Cascine e dei Renai di Firenze, lunedì ancora nel suo collegio, ospite il ministro Minniti, per parlare di sicurezza. E intanto tivù e radio, locali e nazionali. Ma con parsimonia, per ora: nulla a che fare con i ritmi forsennati di Salvini o Di Maio. Paolo Gentiloni, dopo aver lanciato la sua campagna nel quartiere Ostiense con i volontari Dem, nella sua campagna di collegio sperimenta una nuova forma di "tam tam", che supera anche i social network: messaggi audio, da far girare con il "passaparola" su whatsapp, per intervenire - con tono sempre istituzionale - su temi locali come le sorti di un cinema in una piazza di Trastevere.

"MODALITÀ APERITIVO". Renzi consiglia ai candidati dem la modalità aperitivo, il "tea party" alla maniera Pd, con chiacchierate con gruppi di dieci, massimo quindici persone («Ma non durante Sanremo, mi raccomando...»). Per la chiusura, niente grandi piazze: cento eventi in giro per l'Italia, sfidando l'inverno e anche 'incidenti' come quello di Firenze, dove si deve cercare un'alternativa alla piazza Santissima Annunziata scelta dal segretario, perché c'era già la fiera del cioccolato. C'è chi, tra i Dem, spiega anche che questa volta, a differenza della campagna referendaria, nella scelta "soft" c'entrano anche le risorse limitate. Ma il tesoriere Francesco Bonifazi assicura che il supporto della comunità Dem con il due per mille consente di «vivere anche senza» finanziamenti pubblici. E fa partire il crowdfunding on-line: si può sostenere non un candidato, ma una «sfida da vincere» o un evento.

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