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Aggiornato il 08 febbraio 2018 7 Febbraio Feb 2018 1653 07 febbraio 2018

Macerata, il sindaco chiede lo stop di tutte le manifestazioni

L'appello del primo cittadino per azzerare «il rischio di ritrovarsi dentro divisioni o possibili violenze». L'Anpi rilancia un corteo nazionale in data da destinarsi.

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A Macerata, su richiesta del sindaco, sono state sospese tutte le manifestazioni: quelle di CasaPound e Forza Nuova - che sostengono il mancato stragista xenofobo Luca Traini - e il corteo antirazzista e antifascista organizzato per sabato 11 febbraio da varie sigle tra cui l'Anpi. Che ha raccolto l'appello del primo cittadino. Conferma invece la sua presenza Possibile e lo fa con un tweet di Pippo Civati. Un azzeramento che però ha fatto scoppiare la polemica, visto che di fatto in questo modo vengono equiparati un corteo in difesa della Costituzione e contro ogni forma di razzismo con fiaccolate e sit in organizzati da formazioni neo-fasciste.

L'APPELLO DEL SINDACO. «Si fermino tutte le manifestazioni, si azzeri il rischio di ritrovarsi dentro divisioni o possibili violenze, che non vogliamo», ha chiesto il sindaco Romano Carancini. «I prossimi giorni sono, da un certo punto di vista, più delicati di quelli terribili passati», ha spiegato chiedendo a tutti «di farsi carico del dolore, delle ferite e dello smarrimento della mia città». «So bene che c'è il 'sentire' di molti di voler esprimere tanti buoni sentimenti generati dalle brutte cose accadute la scorsa settimana», ha continuato. «Ma oggi io ho a cuore la mia città, la forte volontà di proteggerla verso la nostra normalità, il nostro quotidiano incedere tra bellezze e problemi». Per questo il sindaco si è appellato «alle donne e agli uomini, in particolare ai giovani, di buona volontà per sospendere spontaneamente ogni pur legittimo desiderio di far sentire la propria voce, in questi giorni difficili e fragili». E ha ribadito: «Io sento forti le responsabilità per la città, per la comunità di cui sono parte e credo che ci sia un tempo per il silenzio e un tempo per manifestare, tutti insieme, a favore della vita, per la nostra Costituzione, per i diritti alla legalità. Questo è il tempo della riflessione e dell'impegno a riprendersi e ritrovarsi, tra noi, verso quello che siamo».

ANPI: «MANIFESTAZIONE SOSPESA». L'appello del sindaco è stato raccolto dall'Associazione partigiani. «Nel prendere atto dell'appello, seppur tardivo, del sindaco di Macerata affinché si fermino tutte le manifestazioni in città per il clima di smarrimento, paura e dolore vissuto dalla comunità locale», scrive l'Anpi in un comunicato, «abbiamo assunto la decisione, non senza preoccupazione e inquietudine, di sospendere la manifestazione nazionale del 10 febbraio». «Nel contempo», si legge ancora nella nota, «pretendiamo che Macerata non diventi un luogo di attiva presenza neofascista: ciò sarebbe in violazione della Costituzione della Repubblica, delle leggi vigenti in materia e della civiltà. Siano quindi vietate le iniziative annunciate per i prossimi giorni in città da Forza nuova, da CasaPound e da tutti i seminatori di razzismo. Il sindaco sia protagonista, assieme ai ministri deputati, di questa operativa assunzione di responsabilità». «Resta fermamente inteso», prosegue l'Anpi, «che il nostro impegno continua nel solco di una forte azione di contrasto ai fascismi e ai razzismi che dovrà necessariamente condurre il governo a sciogliere i partiti e le associazioni che si richiamano a quelle aberranti ideologie». La manifestazione antifascista di carattere nazionale è solo rinviata a luogo e data da destinarsi.

MARTINA CON IL SINDACO E CON ANPI. «Noi raccogliamo l'appello di queste ore del sindaco di Macerata rispetto alla sua comunità di non avere ulteriori iniziative in città e condividiamo l'idea, proposta da Anpi, di una manifestazione antifascista nazionale contro ogni intolleranza, violenza e xenofobia», ha commentato il vicesegretario dem Maurizio Martina. «Per tenere alta l'attenzione sui rigurgiti pericolosi che il Paese deve isolare e sconfiggere e per rilanciare l'impegno democratico a cui ci richiama la Costituzione».

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