Marianna Madia
9 Febbraio Feb 2018 1730 09 febbraio 2018

Sotto elezioni fioccano gli aumenti per gli statali: il quadro

A poche settimane dal voto del 4 marzo raffica di accordi contrattuali. Sbloccate le trattative su Pa, polizia e militari, vigili del fuoco, scuola e ricerca. Incrementi che vanno da 85 a 132 euro. La situazione.

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Adesso mancano solo i dipendenti della sanità e quelli degli enti locali. Insieme, circa 1 milione e 800 mila persone. Ma i tavoli sono già programmati per la settimana del 12 febbraio e la speranza è di chiudere i contratti dei lavoratori pubblici anche in questi ultimi settori in tempi brevissimi. Magari per mettere qualcosa in busta paga prima delle elezioni del 4 marzo, già a fine febbraio. Non gli aumenti in sé, ma gli arretrati magari sì. E non sono pochi soldi, visto che tutto è fermo dal 2010, quando fu deciso il blocco degli aumenti per ragioni di bilancio.

CURIOSE LE TEMPISTICHE. Le scadenze elettorali mettono le ali ai rinnovi contrattuali nel settore pubblico, insomma. Aumenti ovviamente più che legittimi, visto il lunghissimo blocco; tuttavia la tempistica è curiosa. Il 30 novembre del 2016, pochi giorni prima del referendum sulla riforma costituzionale (bocciata), la ministra Marianna Madia aveva firmato con i sindacati l'accordo quadro - che riguardava 3,3 milioni di lavoratori - per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, fermo da 8 anni.

AUMENTI MEDI DI 85 EURO. L'accordo, che prevedeva aumenti medi di 85 euro lordi al mese di media, era però per l'appunto solo un accordo quadro che, dopo diversi pareri tra cui quello della conferenza Stato-Regioni, doveva poi tradursi in intese più precise. Adesso, una dopo l'altra, stanno arrivando tutte le singole intese, in una corsa a chiudere il prima possibile che coinvolge, assieme alla Madia, i ministri di riferimento dei singoli settori e quindi Valeria Fedeli, Marco Minniti, Roberta Pinotti: il 19 gennaio 2018 è stato firmato il contratto degli statali, cioè chi lavora in ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici. Circa 250 mila persone. È il contratto che ha fatto da apripista.

Contratto statali, firmato l'accordo: aumento di 85 euro

È stato firmato l'accordo per il rinnovo del contratto degli statali, ovvero per i dipendenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. In tutto circa 247 mila persone. L'aumento medio mensile è di circa 85 euro lordi a regime sullo stipendio base. Il rinnovo copre il triennio 2016-2018.

Poi è arrivato il contratto per polizia e militari, che riguarda 450 mila persone, al di fuori del bacino di 3,3 milioni dei lavoratori pubblici tradizionalmente intesi. In questo caso non si tratta di un contratto vero: gli aumenti vengono definiti con un decreto del presidente della Repubblica che ha “premiato” queste categorie con 110-132 euro lordi in più al mese.

VIGILI DEL FUOCO, SCUOLA E RICERCA. Poi è stata la volta, l'8 febbraio, dei 30 mila vigili del fuoco (aumenti standard di 84 euro lordi mensili) e infine il 9 febbraio è arrivato il settore dell'istruzione e della ricerca, che conta 1,2 milioni di persone. Il contratto della scuola e della ricerca garantisce aumenti in busta paga tra gli 80 e i 110 euro lordi e, al pari delle altre intese, prevede meccanismi di tutela che “coprono” chi, con gli aumenti, avrebbe sforato i livelli massimi per ottenere anche il bonus renziano da 80 euro.

Vigili del fuoco, via libera al nuovo contratto: cosa cambia

Dopo militari e forze dell'ordine, anche per i vigili del fuoco arriva la sospirata firma al rinnovo del contratto, che porterà ad aumenti in busta paga pari mediamente a oltre 84 euro mensili. "Un giusto riconoscimento a operatori della sicurezza che hanno dimostrato, anche nelle più recenti calamità, grandissima professionalità e abnegazione, riscuotendo l'apprezzamento unanime del Paese", ha commentato il ministro dell'Interno, Marco Minniti.

Gli aumenti si vedranno nella busta paga di marzo-aprile, a seconda dei casi, e quindi a elezioni già chiuse. Ma quando arriva il via libera della Corte dei conti si possono erogare da subito gli arretrati.

MANO TESA ANCHE AI DOTTORATI. C'è già semaforo verde per i lavoratori dei ministeri, che riceveranno tra i 370 e i 720 euro. Intanto il 2 febbraio il ministro Giuliano Poletti aveva firmato il decreto che esenta 15 professioni dall'aumento dell'età pensionabile, mentre da gennaio è scattata l'aumento della borsa di studio per i dottorati di ricerca, che era fermo all'infima cifra di mille euro.

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