M5S: il 20/2 udienza su ricorso liste
13 Febbraio Feb 2018 1530 13 febbraio 2018

M5s Europa, Borrelli non fa più parte del Movimento

L'eurodeputato e socio di Rousseau entra nei Non iscritti. La causa ufficiale: motivi di salute. L'assistente parlamentare a L43: «Non ne eravamo al corrente». Intanto Di Maio replica al bonifico-gate: «Sarà un boomerang per gli altri».

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Mentre il bonifico-gate - ormai la contabilità dei versamenti mancanti supera il milione - sta preoccupando e non poco Luigi Di Maio e i vertici del Movimento, da Bruxelles arriva la notizia che l'eurodeputato David Borrelli «ha ufficializzato il suo ingresso nel gruppo dei non iscritti». Borrelli «ha comunicato alla delegazione italiana del MoVimento 5 Stelle che la sua è stata una scelta sofferta ma obbligata da motivi di salute. Prendiamo atto che Borrelli, conclude la nota, «non fa più parte del MoVimento 5 Stelle», si conclude la nota a firma della capo delegazione Laura Agea.

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L'UFFICIO: «NON NE ERAVAMO AL CORRENTE». La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno. L'assistente parlamentare di Borrelli si è limitato a dichiarare a Lettera43.it: «Non ne eravamo al corrente. Non sappiamo che informazioni darle». Non solo. L'eurodeputato solo questa mattina postava su Facebook un post sul ritardo nell'innovazione digitale come se nulla fosse.

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L'addio di Borrelli al M5s è un piccolo terremoto. L'eurodeputato infatti non solo era tra i membri con Vito Crimi del Think Tank Group di Confapri ma almeno fino a ieri faceva parte, con Davide Casaleggio e il consigliere comunale di Bologna Massimo Bugani, dell'Associazione Rousseau. «Sono in quell’associazione ma è come se non ci fossi», ammise però lo stesso Borrelli al Foglio lo scorso gennaio. «Tutti e tre gli incarichi sono intestati a Davide Casaleggio, bisogna chiedere a lui». Uno scivolone non da poco.

IL FALLITO TENTATIVO CON L'ALDE. Borrelli, ex pizzaiolo e già consigliere comunale a Treviso (è giunto quindi al secondo mandato) a Strasburgo fu anche tra i registi del corteggiamento naufragato malamente del M5s nei confronti del gruppo filoeuropeista Alde di Guy Verhofstadt. Finito nel mirino di alcuni colleghi, per far rientrare il M5s in Efdd dovette anche rinunciare alla carica di co-presidente del gruppo. In quell'occasione, comunque, l'eurodeputato fu difeso da Beppe Grillo: «Caro David, non abbiamo da rimproverarci nulla», gli scrisse. Lo scorso ottobre invece il suo nome finì nuovamente sotto i riflettori per l'assunzione da parte della collega europarlamentare Isabella Adinolfi della sua fidanzata, una storica dell'arte. Borrelli in quel caso assicurò di non aver esercitato alcuna pressione.

IL CONTRATTACCO DI DI MAIO. Ora il mistero sul caso agita ulteriormente le acque già tempestose del Movimento. Di Maio e Alessandro Di Battista giocano anche sui social all'attacco. La strategia è puntare il dito contro gli altri partiti che ora criticano i 5 stelle ma che non si sono mai tagliati lo stipendio. «Questa vicenda sarà un boomerang per tutti i partiti che ci stanno attaccando perché ora per i cittadini è chiaro che noi abbiamo restituito 23 milioni di euro mentre gli altri si sono intascati fino all'ultimo centesimo», ha ribadito il candidato premier. «Il tempo di concludere le verifiche e per chi ha fatto il furbo non ci sarà più posto nel Movimento. Per noi le regole sono sacre e questa è una garanzia per gli italiani».

LA LISTA DEGLI INADEMPIENTI. Intanto i controlli sui parlamentari non in regola coi versamenti proseguono. «Stiamo procedendo con i controlli per mettere fuori dalla porta quelli che non hanno donato tutto quello che avrebbero dovuto», si legge su Facebook. «A ora sono emerse irregolarità da parte di queste persone: Andrea Cecconi, Carlo Martelli, Maurizio Buccarella, Ivan Della Valle, Emanuele Cozzolino. A ognuno di questi è stato chiesto di provvedere immediatamente a versare quanto dovuto. Domani pubblicheremo ulteriori dati».

Stiamo procedendo con i controlli per mettere fuori dalla porta quelli che non hanno donato tutto quello che avrebbero...

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