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Verso le elezioni

Grasso Renzi 140509193953
MAMBO
13 Febbraio Feb 2018 0850 13 febbraio 2018

La grande lite della sinistra morente a pochi giorni dal voto

Pd e LeU devono evitare nei prossimi 15 giorni di sovraeccitare la propria gente, e i propri propagandisti, l’uno contro l’altro. C'è una destra che cresce e le due forze dell’ex centrosinistra devono far fronte comune, almeno sul tema dei diritti.

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Mancano ormai solo due settimane alla fine della campagna elettorale e la destra ha una sua fisionomia. Ci sono divisioni interne, rivalità, diversità di toni, ma la destra che si presenta oggi sulla scena a chiedere un voto è assai più unita di quella della “triade” di Berlusconi, Fini e Casini (oggi renziano). Con la sua ultima dichiarazioni sulle unioni civili, Berlusconi si è collocato nettamente sul fronte reazionario, abbandonando l’illusione di essere diventato un moderato aperto ai tempi. Le sue parole sono diverse da quelle di Salvini e Meloni ma ormai anche lui preferisce parlare di immigrati da cacciare, di diritti civili da retringere piuttosto che insistere sul tema delle tasse.

IN SCENA PERSONAGGI DI BASSA CARATURA. Gli altri due restano imbattibili nel dire cosacce e anche cretinate. La Salvini mignon ha fatto una figura barbina con la foto dei fascisti che sparavano ai civili presentandola come foto di fascisti fucilati dai partigiani e ha aggiunto l’ignobile attacco al direttore del museo Egizio di Torino. La politica fa pagare alla democrazia un pedaggio inesorabile ed è questo: molto spesso vanno in prima scena personaggi che nessuna azienda assumerebbe, che non supererebbero un concorso pubblico, a cui non affideresti le chiavi della tua macchina neppure per un minuto. Ma la democrazia vuol dire porte aperte e bisogna accettare questo prezzo umano e intellettuale che si deve pagare.

A conclusione della sua carriera diciamo che Berlusconi ha aiutato a nascere il primo raggruppamento che, dalla Lega a Casa Pound a Forza Nuova, ha creato una area eversiva di oltre il 15%

Quindi la destra è ormai una destra vera, in cui i moderati contano poco. Un pezzo di questo schieramento si è fascistizzato in modo accelerato, ovviamente negando di farlo. Anni fa avremmo detto che Berlusconi aveva costituzionalizzato il partito della destra estrema, togliendolo dall’isolamento. A conclusione della sua carriera diciamo che il Cavaliere ha aiutato a nascere il primo raggruppamento che, dalla Lega a Casa Pound a Forza Nuova, ha creato una area eversiva di oltre il 15%.

RENZI, ANTIPATICO DI PROFESSIONE. La sinistra invece continua a farsi i dispetti. Renzi, fra le tante cose che potrebbe dire, attacca un giorno Massimo D’Alema, un giorno Pietro Grasso. Un giornalista di bella carriera come Giuseppe Turani si chiede perché il segretario Pd sia tanto odiato e ovviamente dà la colpa ai comunisti (c’è un mondo socialista che darebbe la colpa ai comunisti anche per l’instabilità delle stagioni), mentre non coglie il dato filosofico, cioè che la sua domanda è sbagliata: Renzi non è odiato ma, se posso usare una parola forte, “sta sul c...o” agli italiani perché chiacchiera, ha creato un blocco di potere di incapaci, ha una vocazione autoritaria nella gestione del suo partito.

Matteo Renzi e Pietro Grasso.

ANSA

LeU resta invece, a oltre metà campagna elettorale, una cosa indistinta. Non è guidata da alcuno, sono tutti in periferia a cercarsi un posto in parlamento, ha i manifesti più tristi dell’epoca moderna. Cose che non si erano mai viste prima. Facebook ci propone immagini di riunioni, talvolta affollate, tutte al chiuso, vedo pochi, tranne D’Alema, fare letteralmente il casa per casa. Soprattutto, come ha ben sottolineato Alessandro De Angelis sull’Huffington Post, non emerge il “quid”.

UNA POTENZIALE ALLENAZA BUTTATA ALLE ORTICHE. Il tema elettorale dovrebbe essere: cara sinistra, qui siamo vicino al crac, dateci forza, non siamo perfetti, siano ancora un abbozzo di partito ma potremmo aiutarci a vicenda, noi dando vita a una forza di sinistra vera, voi non disperdendo il voto e l’occasione. Cari elettori di sinistra, usateci come un taxi, non sappiamo dove vi portiamo ma sappiamo che vi conduciamo in terre conosciute dove raduneremo la carovana e ci rimetteremo in cammino. Invece Leu si perde in proposte programmatiche che ascolta nessuno. E non ha una politica verso la prospettiva di governo. Anche qui servirebbe chiarezza.

Si potrebbe dire: cara sinistra, non c’è alcuna possibilità di andare al governo, noi soprattutto non andremo al governo con Berlusconi, quindi dateci il voto per creare la più forte opposizione politica. Oppure si potrebbe dire: non vogliamo il centrosinistra, ma una sinistra che si rispetti ha interlocutori al centro. Qui ci sono Calenda e Bonino e qui c’è pure Renzi o quel che ne resterà di lui. Si può fare un accordo minimo?

SI COMBATTA RENZI SENZA ATTACCARE IL PD. Le due forze dell’ex centrosinistra devono evitare nei prossimi quindici giorni di sovraeccitare la propria gente, e i propri propagandisti, l’uno contro l’altro. Su Facebook un compagno di Lecce ha dissentito da me che “non” mi auguravo il crollo del Pd perché invece vede in questo crollo la chiave salvifica della nuova stagione politica. Io sono antico e credo che si possa combattere una leadership senza augurarsi il crollo del suo partito, soprattutto perché molti suoi elettori sono, diciamo così, fratelli diversi. C’è il fronte dei diritti civili, c’è l’antifascismo, l’opposizione a Lega e a M5s, il grande tema dei diritti sociali. Possibile che non riusciate a concentrarvi solo su questo?

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