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14 Febbraio Feb 2018 0922 14 febbraio 2018

Mélenchon incontra Potere al Popolo mentre LeU si guarda l'ombelico

Mentre il partito di Viola Carofalo incontra leader europei di sinistra, Grasso & co continuano a nascondersi e a basare le proprie politiche sull'odio verso Renzi e il Pd.

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Leggo sul Manifesto di oggi 14 febbrario: «Jean-Luc Mélenchon sarà ospite a Napoli della lista Potere al Popolo. Due settimane fa Viola Carofalo, capo politico del movimento, con una delegazione aveva incontrato a Parigi il leader di La Francia Insoumise». I delegati francesi visteranno l’ambulatorio popolare dell’ex Ong Je so’ pazzo «per cercare di replicare l’esperienza partenopea a Marsiglia».

POTERE AL POPOLO GUARDA ALL'EUROPA. Scrive ancora Il Manifesto che Gabriel Amard, portavoce nazionale di La France Insoumise, ha dichiarato: «Da un lato si profila una grande coalizione tra Berlusconi e il centrosinistra, dall’altro il Movimento 5 stelle vira a destra e nasce un movimento come Potere al Popolo». Replicano da Potere al Popolo: «Nasciamo dal basso ma puntiamo urgentemente a costruire legami e confronti con le realtà europee per superare le guerre tra poveri che hanno generato le politiche di austerità e miseria imposte da tutti gli ultimi governi».

LeU non ha una politica verso la sua destra, cioè verso il Pd, ma non ne ha alcuna verso la sua sinistra

Tre considerazioni. La prima: era buona tradizione , soprattutto della sinistra, invitare in Italia leader europei per mostrare il legame internazionale e soprattutto perché l’amicizia con partiti affini rafforzava l’identità. La seconda: non si capisce come sia potuto accadere che Liberi e Uguali non si sia accorta del legame che andava stringendosi tra Potere al Popolo e La France Insoumise. Vuol dire che non hanno rapporti internazionali, soprattutto per non essere riusciti, o forse per non aver neppure provato, a chiamare qui un leader occidentale di sinistra o spedire Pietro Grasso a incontrarli a Londra o a New York. La terza: Potere al popolo è ormai una realtà, secondo alcuni sondaggi si starebbe avviando verso il 2%, con voti che presumibilmente intercetta mentre sarebbero potuti andare a Liberi e Uguali. LeU non ha una politica verso la sua destra, cioè verso il Pd, ma non ne ha alcuna verso la sua sinistra. Per giunta fa una campagna elettorale semi-clandestina malgrado la generosità delle sue migliaia di militanti e anche dei suoi candidati. Con tutta evidenza “la capa non è bbuona”, in questo caso non c’è.

Scrivo con amarezza queste riflessioni perché ritengo, ogni giorno di più, che un buon risultato di LeU sia l’unica polizza di assicurazione per far rinascere la sinistra in questo Paese. L’immagine di Leu è sempre stata opaca, stupisce questa reticenza a mostrarsi, a dire con forza il tema vero, che non sono le tasse universitarie, ma il voler diventare il polo ricostruttivo della sinistra.

I TANTI ERRORI DI LIBERI E UGUALI. Alcuni di noi hanno sollevato queste e altre critiche ma non siamo stati ascoltati, anzi, siamo stati trattati come “rompicoglioni”. Non è un buon segno. Non aver cercato di fare campagna elettorale anche avvalendosi di persone non ingaggiate ma interessate al progetto avrebbe dato qualcosa in più. Non parlo per me. Io faccio una vita appartata. Parlo per quelle tante persone che sarebbero state volentieri a fianco di un movimento di sinistra pur non sentendosi coinvolte nel suo progetto né affascinate dal suo gruppo dirigente.

LEU SMETTA DI ESSERE OSSESSIONATA DA RENZI. È l’ultimo articolo che scrivo su LeU: torno alle analisi e lascio ad altri le sollecitazioni amichevoli. Spero che in questi ultimi 15 giorni LeU smetta di essere ossessionata dal Pd e da Renzi, che fornisca agli elettori una buona ragione per votarla, è l’unico argine alla disfatta della sinistra, che proponga un’idea di politica riformatrice avanzata in cui lo Stato non si ritira più ma spende per creare nuova economia e aiutare chi sta male. Conto molto sul fatto che per tanti elettori di sinistra valga il motto primum vivere.

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