Porter
TRUMPERIE
14 Febbraio Feb 2018 1710 14 febbraio 2018

L'amore è cieco come la Casa bianca davanti al picchiatore Porter

Il segretario personale di Trump, accusato di violenza dalle ex mogli, si è dimesso. Washington sapeva, però lo ha difeso. E il presidente mette in dubbio le parole delle vittime. Che bel San Valentino made in Usa.

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A proposito di San Valentino: si sa che l’amore è cieco e infatti la Casa bianca lo ha dimostrato quando ha preferito chiudere gli occhi e ignorare le informazioni che l’Fbi aveva dato sul conto di Robert Porter. Robert Porter, segretario personale della Casa bianca dall’inizio dell’amministrazione Trump, è considerato dal presidente e da John Kelly, capo di Stato maggiore, «A man with integrity and honor» anche se entrambi erano al corrente delle informazioni che l’Fbi aveva sul suo conto, e cioè che è una persona violenta che ha picchiato entrambi le sue ex mogli: ha dato un pugno in faccia a una delle due e ha menato l’altra sotto la doccia.

FOTO CON L'OCCHIO NERO. Le due donne erano state interrogate dall’Fbi all’inizio del 2017 e una di loro aveva mostrato le sue foto con l’occhio nero. In primavera le informazioni sono passate alla Casa bianca, che ha comunque deciso non solo di assumere Porter, ma di dargli una delle più alte cariche dell’amministrazione.

LO STAFF ERA AL CORRENTE. Ovviamente la Casa bianca smentisce e afferma senza battere ciglio di aver scoperto queste informazioni soltanto a inizio febbraio 2018. In realtà Porter aveva ammesso di aver parlato del suo passato violento con il consigliere della Casa bianca e braccio destro di Trump Don McGahn nel gennaio del 2017.

Robert Porter è il primo a destra. (Getty)

Martedì 13 febbraio 2018, durante una lunga udienza, il capo dell’Fbi Christopher Wray ha spiegato a tutti i membri del Congresso per filo e per segno come sono veramente andate le cose, contraddicendo quello che la Casa bianca ha affermato fino alla fine, e cioè che non sapevano nulla.

UN MATRIMONIO TRAUMATICO. Intanto sul Washington Post è uscito un lungo articolo firmato da Colbie Holderness, la prima moglie di Porter, che spiega con spietata onestà il suo terribile matrimonio, gli abusi ricevuti e la difficoltà di ricrearsi una vita dopo un’esperienza così traumatica. Malgrado le suppliche di Kelly di rimanere, Robert Porter, che nega che tutto questo sia successo e si dichiara innocente, ha deciso di dare le dimissioni.

AMAREZZA PER LE DIMISSIONI. Donald Trump, che non ha esattamente un passato roseo con le donne, ha espresso su Twitter la sua amarezza per le dimissioni, mettendo in dubbio la credibilità delle vittime: «La vita delle persone viene distrutta da questo tipo di accuse. Alcune sono vere e alcune sono false. Alcune sono nuove e alcune sono vecchie. Non ci si salva dalle accuse false - la carriera e la vita sono finite. Non esistono più delle procedure regolari a norma di legge?».

Né Trump né nessuno della sua amministrazione ha sprecato una parola per denunciare la gravità del fatto e nessuno ha pensato bene di sottolineare la semplice e ovvia nozione che la violenza in generale è inaccettabile, e che quella sulle donne in particolare è una delle maggiori cause di morte.

ERA PRONTO ALLA PROMOZIONE. Nel loro parlare a vanvera, sperando disperatamente che la verità non venisse fuori, si sono dimenticati di menzionare il fatto che gli Stati Uniti aborrono chiunque maltratti mogli o fidanzate. Si sono limitati a dire che Porter è un uomo d’onore e che in fondo è stato accusato senza processo. Hanno continuato a negare di essere perfettamente a conoscenza del passato violento del segretario di Stato, che se non si fosse licenziato avrebbe addirittura ottenuto uno scatto di carriera.

MENO ROSE E PIÙ RISPETTO. Inutile dire che per San Valentino, invece delle rose e dei cioccolatini, che fanno pure venire i brufoli, sarebbe meglio ricevere un po’ più di rispetto, che sembra mancare anche davanti alla violenza.

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