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Elezioni 2018
Lorenzo Fioramonti
27 Febbraio Feb 2018 1056 27 febbraio 2018

Lorenzo Fioramonti e le fake news contro il candidato ministro di Di Maio

Indicato dal leader M5s come futuro titolare dello Sviluppo economico, l'economista si è dovuto difendere dalle accuse di essere al soldo di Soros e dei Rothschild

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Lorenzo Fioramonti è probabilmente il primo candidato del Movimento 5 stelle vittima di una campagna di denigrazione on-line costruita intorno ai nomi che gli attivisti M5s hanno spesso usato per denigrare gli avversari: Rotschild, l'Aspen Institute, il finanziere di origini ungheresi Soros. Fioramonti è stato indicato il 27 febbraio da Luigi Di Maio come futuro ministro dello Sviluppo economico nel caso in cui il Movimento vincesse le elezioni del 4 marzo. Si occupa, tra le altre cose, di indici alternativi al Pil per la misura del benessere di un Paese, tema su cui ha scritto Presi per il Pil, l'Asino d'oro edizioni, la cui prefazione è stata curata dall'ex ministro ed ex numero uno dell'Istat Enrico Giovannini. Giovannini è anch'egli esperto in materia ed è considerato tra i padri in Italia dell'indice dello sviluppo equo e sostenibile, strumento alternativo al Prodotto interno lordo per la misura dell'efficacia delle politiche pubbliche.

Fioramonti insegna all'Università di Pretoria come professore associato di politica economica (grazie a una cattedra finanziata dall'Unione europea), è senior fellow al Centre for social investment dell'Università tedesca di Heidelberg. Si è laureato in scienze politiche a Tor Vergata, ha conseguito un dottorato in Scienze politiche a Siena. Ma non è di questo che deve rendere conto, l'attenzione di alcuni blog complottisti è puntata su altro. Così Fioramonti ha dovuto scrivere su Facebook una nota di chiarimento lo scorso 8 febbraio: «Da qualche giorno girano sui social delle informazioni false a mio carico, secondo cui sarei al soldo di fondi d'investimento legati a Soros o alla famiglia Rothschild. Solo il fatto che questa storia esista mi fa ridere. La fantasia di alcuni ovviamente non ha limiti».

LA VALANGA PARTITA SU FACEBOOK. La storia di Fioramonti braccio armato della finanza rapace dentro il M5S è stata costruita selezionando alcuni pezzi della sua biografia e montandoli assieme in un quadro teso a dimostrare la sua vicinanza a nomi e think tank considerati pericolosi. La prefazione del suo libro a cura di Giovannini, ad esempio, è presa a pretesto per collegarlo all'Aspen institute, l'università dove insegna a Pretoria per avvicinarlo alla famiglia Rothschild. Altre correlazioni sono più fumose: è un dato di fatto, ad esempio, che abbia scritto alcuni articoli per Open Democracy, ma il legame con Soros non è immediato. In questo caso, è facile si sia confusa Open Democracy con Open Society Foundations, che è effettivamente la fondazione del finanziere. Su Facebook uno dei post più condivisi – oltre mille volte – è stato scritto da Nicolas Micheletti, che si definisce «fondatore del movimento politico Democrazia Verde, sovranista e ambientalista, e di Economia Democratica, gruppo che si occupa di studi di macroeconomia e geopolitica».

Solo il fatto che questa storia esista mi fa ridere. La fantasia di alcuni ovviamente non ha limiti

Lorenzo Fioramonti

Il post di Micheletti è stato ripreso dal movimento Roosvelt e, attraverso questo, anche dal Giornale che definisce Fioramonti come «l'economista dei grillini amico dell’élite». Su un altro blog si può leggere: «I veri uomini del grande potere sbucano sempre dal nulla: o meglio, hanno alle spalle anni di carriera in istituzioni finanziarie di vertice, ma restano a lungo nell’ombra, al riparo dai riflettori. Da lì lavorano sodo, in modo formidabile e spesso con un unico obiettivo: mettere in ginocchio gli Stati, imponendo il rigore neoliberista che impoverisce il 99% arricchendo solo l’élite».

LA REPLICA: «SOLO STUPIDAGGINI». Fioramonti ha replicato così alle accuse: «La tesi complottista sembra scaturire da una foto mia presso la residenza di Bellagio della Fondazione Rockefeller fatta nel 2013. In quel periodo, infatti, mi venne chiesto di partecipare a una serie di incontri e ad un convegno su Nuovi modelli di sviluppo, con altri studiosi di tutto il mondo e alcuni premi Nobel. Il mio contributo al convegno è stato proprio quello di discutere indicatori di benessere post-Pil per la creazione di nuove economie sostenibili». Poi il grillino ha continuato: «A seguito del convegno, la Fondazione ha poi deciso di cancellare ogni suo investimento nelle fonti energetiche inquinanti, passando massicciamente alle rinnovabili. Soltanto un'occasione di studio che ha portato a qualche risultato benefico per il resto del mondo. Come si arrivi a Soros o Rothschild non mi è chiaro. Per alcuni è un problema il fatto che abbia scritto per anni per la piattaforma www.opendemocracy.net, insieme a colleghi come Mary Kaldor e Yanis Varoufakis. La piattaforma raccoglie le voci di molti studiosi autorevoli e le pubblica. Il signor Soros non c'entra nulla. Tutto qui. Nessun complotto e nessun finanziamento. Non perdiamo tempo con queste stupidaggini per favore».

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