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Il futuro del Pd
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12 Marzo Mar 2018 0930 12 marzo 2018

Sinistra, meno parlamento più lotte sociali

Per rinascere non ci sono alternative: servono generosità e fantasia.  Occorre tornare tra la gente per combattere le ingiustizie e proporre una alternativa credibile. Senza cedere alle lusinghe di governo.

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Ci vorrà molta fantasia e molta generosità nella sinistra per risalire la china. Dico questo non immaginando un voto favorevole a un governo del M5s. Ho letto tutte le argomentazioni di chi incoraggia questa scelta. Resto convinto che sarebbe il suicidio della sinistra. Il Pd e LeU sono stati collocati dall’elettorato all’opposizione. In questi anni il Pd ha governato non avendo mai avuto un consenso elettorale che ne legittimasse il prevalere.

NO A UN GOVERNO CON IL M5S. Se si ripetesse la scena con l’appoggio a un governo guidato da un leader che interpreta una politica del tutto opposta alla sinistra, saremmo al limiti dell’offesa democratica. I 5 stelle sono, inoltre, un universo imperscrutabile. Chi comanda ovvero chi li comanda? Come prendono le decisioni? Il fatto che i suoi elettori siano di sinistra non dice molto. Conta la direzione di marcia del partito. Anche la Lega è votata da operai che hanno in tasca la tessera della Fiom e nessuno sano di mente proporrebbe che il Pd e/o LeU appoggiassero Salvini. Comunque ognuno vada dove lo porta il cuore. Io resto fra quelli nettamente contrari all’appoggio a un governo e al dialogo con i 5 stelle.

SERVONO FANTASIA E GENEROSITÀ. La fantasia e generosità servono perché così come la sinistra è oggi organizzata culturalmente e nella società non ce la farà mai più a vincere. Anzi retrocederà sempre più fino a sparire.

La battaglia parlamentare non deve essere finalizzata, almeno in questa legislatura, a una ipotesi di governo. Il tema della sinistra è come stare nella società

Servo alcune premesse fondative. Le prime riguardano il modo di guardare il mondo. Se non si riprende a ragionare sulla riformabilità del capitalismo e sulla sconfitta di quello che ha portato al 2008 e, dopo di allora, a tanti disastri, se non si riprende il filo di un altro ordine economico anche mondiale, saremo sempre lì a fare i camerieri di chi ha portato i ricchi alla vittoria sui poveri e il mondo occidentale vicino alla catastrofe. Non bisogna avere paura di pensieri anti-sistema purché non immaginino violenza, predominio dello Stato, limitazione della democrazia. Tutto questo non sarebbe socialismo e noi al socialismo democratico dobbiamo puntare.

SMONTARE IL POTERE CHE CORTEGGIA I 5S. Per un tempo non breve la battaglia parlamentare deve diventare una battaglia “contro” leggi ingiuste e “per” provvedimenti favorevoli alle libertà e ai diritti sociali. La battaglia parlamentare non deve essere finalizzata, almeno in questa legislatura, a una ipotesi di governo. Il tema della sinistra è come stare nella società. Il parlamento viene dopo le lotte sociali. Le lotte sociali vanno organizzate in ogni segmento in cui si annida l’ingiustizia ma serve anche un disegno che aiuti a capire dove si può più facilmente smontare il potere attuale che già corteggia i 5 stelle. È assurdo che la sinistra non abbia almeno una riforma, una sola, che faccia capire che il mondo lo si può cambiare.

UNA INVERSIONE DI PROSPETTIVA. La sinistra deve stare dentro la società al modo in cui ci sono stati gli storici partiti di massa. Non date retta a chi vi dice che è tutto superato. La voglia di comunità, di generosità sociale, vivere per gli altri, di organizzare la protesta non sono fuori dall’esperienza umana di centinaia di migliaia di cittadini. Manca chi organizzi, chi si faccia carico, chi si spenda con lo stesso animo dei volontari delle organizzazioni non governative. Insisto: il parlamento viene dopo. Non propongo l’Aventino, propongo un più corretto equilibrio fra lotta politica e sociale e lotta parlamentare. In tutti questi decenni la lotta parlamentare ha prevalso. Nei prossimi dieci deve essere il contrario.

Da sinistra, Speranza, Grasso, Civati e Fratoianni.

A chi oppone il pessimismo verso un’operazione visibilmente di lungo periodo va opposto l’argomento che non c’è alternativa. Se la lotta sarà solo parlamentare, se i partiti si frantumeranno alla ricerca del leader carismatico, la sinistra diverrà povera cosa.

I FRATOIANNI LASCINO IL CAMPO. È necessario anche che la classe dirigente anziana, ma anche persone come Fratoianni, lascino il campo. La sinistra parte da gente nuova, vecchia o giovane, con uno scouting che deve tenere conto di ciò che ciascuno fa nella vita sociale o dice per far capire agli altri dove bisogna andare. Solo chi si metterà sulle spalle questo progetto potrà diventare nel tempo il leader di un gruppo dirigente ampio che potrà far rinascere la sinistra.

NON ESISTONO SCORCIATOIE. Scorciatoie non ce ne sono. Servono studio e lavoro di massa (perdonate il linguaggio antico). Vedrete che l’ottimismo tornerà e potremo diventare imprendibili per i nuovi occupanti del potere. Nessuno di loro, né Lega né 5 stelle sapranno essere partiti di lotta e di governo. Incastonati nelle loro poltrone, potremo con molto lavoro e altrettanta pazienza scardinare il loro rapporto con l’elettorato che è stato nostro o che può diventare nostro.

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