ZAIA
13 Marzo Mar 2018 1428 13 marzo 2018

Olimpiadi 2026, Bolzano dice no alla candidatura delle Dolomiti

Duro il presidente della Provincia autonoma Kompatscher: «Impossibile l'impatto zero». Ma Zaia non molla: «Puntiamo a Giochi diffusi».

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Non c'è solo la Torino di Chiara Appendino a sperare - nonostante le spaccature pentastellate - nelle Olimpiadi invernali del 2026. Anche il governatore del Veneto Luca Zaia si è fatto avanti lanciando l'ipotesi di una candidatura delle Dolomiti, attraverso una rete di località fra Veneto, Trentino e Alto Adige.

IL NO DI BOLZANO. Un appello però rispedito al mittente dalla Provincia di Bolzano. «Allo stato attuale sono impossibili Giochi a impatto zero», ha commentato il presidente Arno Kompatscher che ha chiesto al Comitato olimpico internazionale «di rivedere i criteri per i Giochi olimpici, altrimenti non si troveranno più località in Europa disposte a ospitarli». Il governatore altoatesino ha evidenziato l'impatto ambientale ed economico che comporterebbe la realizzazione del villaggio olimpico e degli impianti sportivi. «Ovviamente confermiamo la nostra disponibilità a mettere a disposizione impianti e piste da sci già esistenti, come l'avevamo già fatto con la candidatura poi bocciata con un referendum di Innsbruck», ha sottolineato.

ZAIA INSISTE: «SÌ A UNA OLIMPIADE DIFFUSA». Zaia dal canto suo ha rilanciato: «Non vogliamo andare contro a nessuno e a nessuna candidatura. Litigare sullo sport di certo non è educativo. Pensiamo che saremo in grado di presentare qualcosa di unico e alternativo: noi portiamo le Olimpiadi delle Dolomiti, un scenario e un contesto unico di un patrimonio dell'Unesco, e va detto che fino ad oggi si sono mai tenute olimpiadi in un contesto di Patrimonio dell'Umanità». Il governatore leghista ha quindi assicurato che ne discuterà la prossima settimana con i presidenti delle Province autonome ribadendo i capisaldi della candidatura congiunta e cioè: «L'idea di una location patrimonio dell'umanità, la sostenibilità e il low cost con un grande valore di investimenti che non è infrastrutturale ma di messa in rete». «Mettendo assieme Trento, Bolzano e il Veneto puntiamo a una olimpiade diffusa e la smettiamo finalmente con la suggestione che le olimpiadi si devono fare in centro città». «Sarebbe una incredibile opportunità anche per sdoganare e rilanciare le Dolomiti», ha concluso Zaia, «e non va dimenticato che abbiamo anche una bella palestra nei mondiali di Cortina del 2021 e che quindi potremmo arrivare al 2026 con un abbrivio organizzativo non indifferente».

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