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Il futuro del Pd
SALVINI DI MAIO
MAMBO
14 Marzo Mar 2018 0945 14 marzo 2018

La sinistra, il governo Di Maio-Salvini e la psichiatria

Chi vuole aprire ai 5 stelle lo fa perché affetto da "sindrome di evitamento". Meglio affrontare la realtà, e lasciare a chi ha vinto l'onore e l'onore di governare. Solo imparando a fare opposizione si potrà evitare una fine ingloriosa.

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La linea di Renzi sembrerebbe essere quella che spinge i vincitori delle elezioni a fare un governo assieme. Il Pd resterebbe solitario all’opposizione con iniziali svantaggi ma con la possibilità di intestarsi l’unica soluzione positiva, nel prossimo voto, di fronte al patatrac dei due partiti di governo. Piaccia o no, è una ipotesi seria. Quello che Renzi forse non ha capito è che per andare su questa strada deve guardare più a Corbyn che a Macron. Ma questo è un altro ragionamento.

UNA TENTAZIONE SINISTRA. A sinistra altri, col mio irrilevante dissenso, vorrebbero aprire nettamente ai 5 stelle in nome di una contiguità di popolo e anche in nome della governabilità. Non va escluso che vi sia addirittura una parte che preferirebbe dare una mano a un governo leghista-berlusconinano, guidato da un leghista moderato, tipo Giorgetti o Maroni.

UNICA VIA: IL GOVERNO DEI VINCITORI. C’è poi l’ipotesi del governo di tutti che giustamente Di Maio rifiuta perché in sé dichiara l’iniziale inutilità della vittoria elettorale. Il governo di scopo non ha scopo, visto che il dramma politico attuale non è frutto solo di una brutta elegge elettorale ma del crollo della gamba sinistra del sistema politico. Resta in campo solo il governo dei vincitori. L’unico a essersi opposto ai 5 stelle è stato uno dei vincitori di destra, cioè Berlusconi, che tuttavia è stato sopraffatto da Salvini che con i 5 stelle ha molte cose in comune.

Questa sinistra non conosce il popolo. E se dovrà fare opposizione dovrà chiamare maestri che l’hanno fatta e che la spieghino ai giovani virgulti o agli attempati leader che hanno conquistato spesso con ripescaggi indecorosi seggi nelle assemblee elettive

La sinistra, termine che uso in senso molto ampio, di fronte a questa prospettiva mette in atto quella che gli psichiatri chiamano la “strategia dell’evitamento”. Che cos’è lo capiamo attraverso il dizionario della Treccani che la definisce così: «In senso ampio cercare, procurare, fare in modo, riuscire a non fare o ricevere o incontrare, subire, provocare cosa sgradita o che potrebbe creare danno o molestia o che per qualsiasi altro motivo costituisca o appaia un male». Detto in termini più semplici se un certo evento o fatto o persona mi creano ansia o panico io evito di evocarli anzi evito che si possano realizzare. L’effetto è paradossale perché a furia di evitare ciascuno di noi restringe il proprio angolo di vita e anche perché il nostro evitamento non impedisce che l’evento si realizzi.

A SCUOLA DI OPPOSIZIONE. La sinistra vuole evitare il governo Salvini-Di Maio per le seguenti ragioni: perché l’Europa non vuole, perché teme il prevalere di una maggioranza estremista sui diritti civili e sull’immigrazione, perché teme che scassi i conti dello Stato, perché teme per la democrazia, perché non è abituata, da dopo la caduta del Muro di Berlino, a concepirsi fuori da una prospettiva di governo. Questa sinistra non conosce il popolo, non solo il proprio ma tutto il popolo e se dovrà fare opposizione dovrà chiamare maestri che l’hanno fatta e che la spieghino ai giovani virgulti o agli attempati leader che hanno conquistato spesso con ripescaggi indecorosi seggi nelle assemblee elettive.

LA MAGGIORANZA NON HA SEMPRE RAGIONE. In verità alcune di queste paure, o tutte, sono reali. Un bravo psichiatra però direbbe a chi mette in atto la “strategia di evitamento” di smettere di farlo. Ci si fa più male a cercare di evitare le cose che ad affrontarle come sono e come noi emotivamente le viviamo. Il governo dei populisti farebbe passare una tragica nottata agli italiani, avremmo convulsioni sociali molto forti, spaccature ideologico-religiose inedite, tensioni istituzionali ma rappresenterebbe il primo bagno nella realtà della politica anche del suo popolo di elettori. La minestra che gli italiani hanno voluto è questa. Non piace? Riflettano. Non è un atteggiamento dispettoso verso gli elettori, come potrebbe sembrare, ma neppure è fondato sull’ipocrisia che la maggioranza ha sempre ragione. La maggioranza ha diritti e doveri. Oggi difenda il proprio diritto di governare e il proprio dovere di farlo.

IL RISCHIO DI UNA FINE INGLORIOSA. Chi ha perso deve controllare e cercare di rovesciare questa situazione. Nessuno può evitare questo passaggio rischiosissimo ma assai meno rischioso di altre pasticciate soluzioni. Evitare il governo degli estremisti aprendo una linea di credito verso la Ditta Casaleggio equivale a voler evitare il rischio di un governo Salvini ma aprirebbe lo scenario di una fine ingloriosa della sinistra ridotta ad ancella politica. Questa situazione ha certamente nella sinistra il maggior colpevole. Tuttavia il giustizialismo, che è il padre di questa situazione, ha altri nomi e cognomi nella magistratura, nel giornalismo, nell’accademia, nell’economia. Se la vedessero un po’ loro, no? Noi raduniamo le truppe. La battaglia sarà molto lunga e forse dolorosa, direi una lunga marcia, ma è l’unica cosa che si può fare.

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