Berlusconi, c.destra insieme al Colle
6 Aprile Apr 2018 1445 06 aprile 2018

Di Maio all'angolo: Salvini non scarica Berlusconi e il Pd chiude

Il leader leghista chiede al centrodestra di andare unito al Colle e ottiene il sì del Cav. Mentre il Pd ribadisce ancora una volta la chiusura al Movimento. 

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Non si placano le schermaglie tra i partiti dopo l'appello del presidente Mattarella a cercare un'intesa per formare una maggioranza di governo. Dopo il veto di Silvio Berlusconi nei confronti del Movimento 5 stelle, Matteo Salvini rilancia l'unità della coalizione di centrodestra ma avverte: «L'unico governo possibile è tra centrodestra e M5s». E con un «programma minimo», gli fa eco il consigliere del Cav, Giovanni Toti.

CENTRODESTRA UNITO AL COLLE. Salvini prova poi a sterilizzare le condizioni poste da Luigi Di Maio, che al Quirinale ha detto di non voler riconoscere una coalizione che sia alle elezioni, sia alle consultazioni, è andata divisa al punto di correre con tre diversi candidati premier. «Chiederò a Berlusconi e Meloni di andare insieme alle consultazioni», ha risposto il leader del Carroccio. E la sua proposta ha fatto centro. Dopo una pausa di riflessione con lo stato maggiore di Forza Italia, Berlusconi ha accettato annunciando che alle prossime consultazioni il centrodestra si presenterà con una delegazione unitaria.

IL M5S CONDANNA LA MOSSA DI SALVINI. «Salvini scelga tra il cambiamento e il riportare indietro l'Italia con Berlusconi», fanno sapere i pentastellati. La mossa di Salvini viene condannata, perché in questo modo il segretario della Lega avrebbe messo «se stesso e tutto il centrodestra all'angolo». Di Maio, in ogni caso, non molla la presa sul Carroccio: la richiesta di un incontro con la sola Lega resta. Sta a Salvini ora scegliere. Intanto però il M5s ha cercato di forzare l'apertura anche verso il Pd. Ma anche lì c'è stato un incidente.

LO SCONTRO TRA TONINELLI E MARTINA. «Il Pd ha la responsabilità del fallimento delle politiche degli ultimi cinque anni e di aver approvato una legge elettorale che ha portato a questo stato di caos», ha attaccato il capogruppo al Senato Danilo Toninelli, dopo aver invitato a un atto di «responsabilità» sia Berlusconi, chiedendogli di farsi da parte, sia il reggente del Pd Maurizio Martina. Ai dem «stiamo dando un'opportunità», ha detto ancora Toninelli, ricordando che Pd e M5s hanno a suo dire «dialogato nella costituzione dei presidenti di Camera e Senato e degli uffici di presidenza».

TUTTO IL PD FA MURO CONTRO I PENTASTELLATI. Ma il Pd fa muro. «È chiaro che queste parole dimostrano l'impossibilità di un confronto con noi. Finiscano con i tatticismi esasperati, con la logica ambigua dei due forni come se non contassero nulla i programmi», la risposta di Martina. Toninelli ha replicato tendendo la mano: «Il Pd non strumentalizzi il senso delle mie parole e non cerchi pretesti. La nostra visione critica sull'operato del governo in questi anni resta, ma per il bene del Paese chiediamo sinceramente al Pd di metterci intorno a un tavolo».

L'APPELLO DELLA PRESIDENTE DEL SENATO. Tra i dem, tuttavia, anche Andrea Orlando ha chiuso all'ipotesi. Mentre il capogruppo renziano al Senato, Andrea Marcucci, ha commentato così: «Toninelli mente sapendo di mentire. Il M5s ha chiuso un accordo spartitorio con il centrodestra basato solo sull'occupazione delle poltrone». Per tornare al dialogo servirebbe un vera moratoria sui veti incrociati. E l'invito è arrivato dalla seconda carica dello Stato, la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati: «In un un clima in cui si cerca la pacificazione, porre veti è un errore. Bisogna fare tutti gli sforzi possibili per vedere se si trovano punti programmatici comuni».

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