Martina, opposizione Pd in 4 punti
6 Aprile Apr 2018 1305 06 aprile 2018

Governo, tra M5s e Pd il dialogo resta un miraggio

Martina risponde a muso duro a Toninelli: «Così il confronto è impossibile». Ma da Toti arriva la prima apertura di Fi ai pentastellati. Mentre Orlando attacca Renzi.

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Nessun confronto col Movimento 5 stelle. È netta la linea del Partito democratico all'indomani della seconda giornata di consultazioni conclusasi con un nulla di fatto e l'offerta di un contratto alla tedesca lanciata da Luigi Di Maio a Lega e Partito democratico. «Leggo che il capogruppo al Senato del Movimento 5 stelle ritiene il Pd 'responsabile del fallimento delle politiche di questi anni'. È chiaro che queste parole dimostrano l'impossibilità di un confronto con noi. Finiscano con i tatticismi esasperati, con la logica ambigua dei due forni come se non contassero nulla i programmi e la coerenza ideale e dicano chiaro se sono in grado di assumersi una qualche responsabilità verso il Paese».

DA TOTI APERTURA AL M5S. In mattinata, il M5s aveva registrato una lieve apertura da Forza Italia, malgrado il niet di Silvio Berlusconi annucniato appena 24 ore prima. «È possibile trovare un programma minimo di governo tra centrodestra e M5s con la buona volontà», aveva detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. «Il dialogo sugli incarichi istituzionali è stato una prova che induce un po' di ottimismo, ma non è facile e non so neanche quanto possa durare».

ORLANDO SFIDA IL M5S. Il Pd, tuttavia, deve fare i conti anche con le schermaglie interne, con Andrea Orlando che ha lanciato una sorta di aut aut all'ex segretario Matteo Renzi. «Deve decidere», ha detto, «se ritiene che la colpa della sconfitta non sia sua, ma mia o dei cambiamenti climatici ritiri le dimissioni. Se invece si assume una quota significativa di responsabilità, la cui conseguenza sono le dimissioni, deve consentire a chi ha avuto l'incarico pro tempore di esercitarlo, altrimenti non riparte l'iniziativa e la ripresa dei rapporti del Pd con la società».

La risposta del capogruppo M5s al Senato Danilo Toninelli non si è fatta attendere. «Il Pd non strumentalizzi il senso delle mie parole e non cerchi pretesti», ha detto. «Abbiamo idee differenti ed è evidente che la nostra visione critica sull'operato del governo del Pd in questi anni resta», ma «per il bene del Paese il M5s chiede sinceramente al Pd di metterci intorno ad un tavolo».

«IL BENE DELL'ITALIA PRIMA DI TUTTO». Sulla critica all'operato del Pd, «non abbiamo cambiato idea e farlo non sarebbe né serio né credibile. Ma qui si sta parlando del bene dell'Italia che è superiore a qualsiasi distanza possa esserci tra noi. Per il bene del Paese appunto il M5s chiede sinceramente al Pd di metterci intorno a un tavolo a cercare i punti di convergenza per risolvere i problemi dei cittadini. È chiaro che ci sono tanti punti che ci dividono, ma il nostro sforzo deve essere quello di trovare punti di unione», ha aggiunto Toninelli.

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