Giovanni Toti
6 Aprile Apr 2018 1118 06 aprile 2018

Governo, Toti apre a un accordo a tempo col M5s

Il presidente della Liguria ha detto che è possibile trovare un programma minimo tra centrodestra e pentastellati con la buona volontà. Ma solo per poco tempo: «Difficile duri cinque anni».

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Il primo a fare il punto nel centrodestra dopo la prima tornata delle consultazioni è stato il consigliere politico di Silvio Berlusconi e presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti: «Nel dire non voglio un governo fatto di invidia sociale, odio e pauperismo, il presidente Berlusconi ha messo un punto sul programma, credo che nessuno nel centrodestra possa dissentire», ha detto intervenendo a Circo Massimo Radio Capital.

TOTI: «CENTRODESTRA HA PIU' VOTI DEL M5S». «Il centrodestra ha preso più voti e i 5 stelle se vogliono partecipare allo sforzo dovranno in qualche modo adeguarsi», ha aggiunto. «Le parole di Berlusconi erano certamente un riferimento al M5S, ma non in senso di non voler collaborare dal punto di vista numerico o programmatico, ma segnare il punto: si parte dall'incarico a Salvini se Mattarella vorrà darglielo». Ma Toti, rispetto alle preclusioni della vigilia, ha lasciato la porta aperta a un'eventuale intesa coi pentastellati: «È possibile trovare un programma minimo di governo tra centrodestra e M5S con la buona volontà, il dialogo sugli incarichi istituzionali è stata una prova che induce un po' di ottimismo, ma non è facile e non so neanche quanto possa durare».

«ACCORDO NECESSARIO PER COLPA DELLA LEGGE ELETTORALE». «Che Di Maio dica 'non faccio alleanze con qualcuno' fa parte della narrazione necessaria a fare digerire al proprio mondo la necessità di dialogare con qualcuno», ha commentato, «L'accordo quale che sia tra le forze politiche è una dolorosa necessità frutto di una legge elettorale sbagliata con un ritorno al proporzionale che ha portato indietro il Paese». Per il presidente ligure è necessario «una sorta di Governo che traghetti il Paese a fare una nuova legge elettorale, a sterilizzare le clausole di salvaguardia», il tutto con la convinzione che Mattarella possa metterlo in piedi, «potrebbe durare uno-due anni, la darei molto alta come possibilità. Un governo di coalizione centrodestra-M5S che dura cinque anni non è facile, è abbastanza lontano».

«CREDO ANCORA NEL PARTITO UNICO». «Profeta nel deserto, di federazione o partito unico del centrodestra ne parlo da molto tempo, perché penso che di fronte a un movimento grillino al 33%, il centrodestra si debba strutturare in qualcosa di più consistente per ambire nel lungo periodo a dare le carte nel Paese», ha detto ancora il consigliere dell'ex Cav. «Non credo che il 'predellino' lo debba fare una persona, deve essere un movimento di popolo», ha aggiunto, «bisogna imparare dagli errori del Pdl, bisogna che non sia una vocazione annessionistica della Lega, tutti i partiti devono convincersi, le classi dirigenti devono amalgamarsi come stiamo facendo in Liguria da tre anni, il partito unico non può essere una scelta solo verticistica, dev'essere qualcosa di fondativo».

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