Sum 02
6 Aprile Apr 2018 2104 06 aprile 2018

Sum #02, il M5s torna a Ivrea pensando al governo

Sul palco non dovrebbe esserci Beppe Grillo. Presente Luigi Di Maio. Tra le novità l'ex ministro Massimo Bray, il filosofo Diego Fusaro, il pm Nino Di Matteo. E poi Enrico Mentana e Andrea Scanzi.

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Ivrea, un anno dopo. Stessa location, stesso format, stesso slogan: «Capire il futuro». Sul palco del Sum #02 un parterre di relatori variegato, che occhieggia un po' alla cultura liberale un po' a quella di sinistra. In platea un Movimento 5 stelle e un Luigi Di Maio che, rispetto al 2017, sono a un passo dal governo ma arrivano in Piemonte con la tegola del centrodestra unito al Colle. Una notizia che giunge come un colpo di fulmine sulla testa del capo politico, proprio mentre è in viaggio, in treno, verso Ivrea.

GRILLO DOVREBBE ESSERE A ZURIGO. La politica, anche questa volta, non salirà sul palco ideato da Davide Casaleggio e dall'Associazione che porta il nome di suo padre Gianroberto. Ma sarà protagonista. Ci sarà Luigi Di Maio, come detto. E una folta pletora di parlamentari, vecchia guardia e neoeletti. Mentre non dovrebbe esserci Beppe Grillo, che proprio il 7 aprile sarà a Zurigo per il suo show.

PRESENZE CONFERMATE E MOLTE NOVITÀ. Sul palco molte le conferme: dal direttore editoriale Gianluigi Nuzzi al sociologo Domenico De Masi, fino alla psicologa Maria Rita Parsi. Tra le novità ecco l'ex ministro della Cultura del governo Letta Massimo Bray, il filosofo Diego Fusaro, il pm Nino Di Matteo, il fisico Roberto Cingolani. Tra i giornalisti figurano invece Enrico Mentana, Luisella Costamagna e Andrea Scanzi.

I TEMI DELL'EVENTO. Tecnologia, medicina, ambiente, democrazia diretta, energia saranno alcuni dei temi di Sum #02, evento con il quale Casaleggio vuole ultimare il suo "manifesto". Ma se nel 2017 l'iniziativa lanciò definitivamente il Movimento "governista", questa volta andrà in scena il Movimento di governo. Un governo mai così vicino, eppure mai così difficile.

IL VIAGGIO DI DI MAIO IN TRENO. È la partita dei prossimi giorni che Di Maio ha in mente durante il suo viaggio in treno. Presenza low profile, per il leader del M5s, che non si alza neanche una volta dal suo posto sul lato finestrino. Chatta, telefona, scambia due chiacchiere con lo staff sedutogli accanto e di fronte, saluta chi lo riconosce nel corso del tragitto. La sua maschera non tradisce neanche per un attimo il fastidio, che invece serpeggia eccome, per la mossa di Matteo Salvini. Una mossa che, secondo i pentastellati, dimostra come il leader della Lega pensi al suo partito, a perdere tempo fino alle Regionali, e non al Paese.

IL TIMORE DI DOVER SCENDERE A PATTI CON BERLUSCONI. Tra gli esponenti del M5s riuniti sul treno i dubbi cominciano a serpeggiare: «Ma potrà mai fare Salvini un governo con il Pd, quel Pd al quale si è rivolto anche Di Maio?». Più che una domanda è un timore, perché in qualche modo la decisione di Salvini rischia di costringere il M5s a scendere a patti con il suo "diavolo", Silvio Berlusconi. Di Maio lo sa e per ora predica prudenza. Il dialogo con la Lega non è interrotto, l'invito all'incontro intatto. Il leader parlerà il 7 aprile, tentando di sparigliare le carte in vista del secondo, chissà se decisivo, giro al Quirinale.

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