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7 Aprile Apr 2018 1042 07 aprile 2018

Di Maio vuole fare un governo con il Pd: sotterriamo l'ascia di guerra

Il leader dei Cinque Stelle: mai posto veti su Renzi, serve responsabilità. Franceschini chiede al partito di «fermarsi e riflettere». Salvini: mamma mia

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Chiusa (per ora) la porta del centrodestra, Luigi Di Maio torna a bussare a quella del Pd. In un'intervista a Repubblica, il leader dei Cinque Stelle nega di aver mai posto un veto nei confronti di Matteo Renzi - al contrario di quanto fatto con Berlusconi, pare di capire - e poi tende la mano così: «Io non sto rinnegando le nostre idee né le critiche che in più momenti abbiamo espresso anche aspramente nei confronti del Pd, e che anche il Pd non ci ha risparmiato. Credo però che ora il senso di responsabilità nei confronti del Paese ci obblighi tutti, nessuno escluso, a sotterrare l'ascia di guerra».

IL BRUNETTA FURIOSO. Di Maio non è l'unico a rivolgersi al Partito Democratico dalle colonne di un giornale: sulla Stampa Renato Brunetta, criticando fortemente Di Maio e senza risparmiare frecciate alla Lega di Salvini, così dichiara: «Quando mai si è deciso nel centrodestra di mettere un veto sul Pd? Lo ha deciso Salvini, forse, non il centrodestra. Se Di Maio si permette i due forni (dialogo sia con la Lega che con il Pd, ndr), perché il centrodestra non può fare lo stesso?».

IL PD SI SPACCA. Di fronte alle parole del leader dei Cinque Stelle, i democratici si spaccano. «Non esiste nè si sta ragionando su alcuna svolta nella trattativa con i 5 Stelle» sostiene il sottosegrario alle politiche europee Sandro Gozi, uno dei primi a intervenire. In area minoranza, anche Gianni Cuperlo è scettico: «Al momento non mi sembra ci siano possibilita' per un governo M5S-Pd. Non vedo grandi elementi di novità». Più sfumato l'intervento del reggente, Maurizio Martina che parla di «autocritica apprezzabile nei toni, esta evidente l'ambiguità politica. Noi continuiamo a pensare che la differenza la fanno i contenuti. Da questo punto di vista non vedo novità. Il tempo dell'ambiguità è finito». Ma è l'ìntervento di Dario Franceschini a palesare le difficoltà del Nazareno: «Di fronte alle novità politica dell’intervista di Di Maio serve riflettere e tenere comunque unito il Pd nella risposta. L’opposto di quanto sta accadendo: rispondiamo affrettatamente e ci dividiamo tra noi. Fermiamoci e ricominciamo».

SALVINI: MAMMA MIA. Duro il leader della Lega: «Governo Di Maio-Renzi, governo 5Stelle-Pd? Mamma mia.....Sto facendo e farò tutto il possibile per cambiare questo Paese, con coerenza, serietà e onestà, ascoltando tutti. Una cosa è certa: o nasce un governo serio, per ridare lavoro, sicurezza e speranza all'Italia, oppure si tornerà a votare, e noi stravinciamo».

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