Disabili Abili Festival Logo
ABILE A CHI?
7 Aprile Apr 2018 0900 07 aprile 2018

Festival dei disabili? Occhio a non creare ghetti pericolosi

A Bologna una manifestazione interamente dedicata alla disabilità. Con talenti in vari campi e discipline. Ma così si rischia di separarli dalla “normalità abile”. Servirebbero invece occasioni di scambio fra tutti.

  • ...

Dal 18 al 21 aprile 2018 all’interno di Exposanità a Bologna - padiglione 16 e stand 30 - è in programma la terza edizione del Disabili Abili Festival, una manifestazione interamente dedicata al mondo della disabilità. I “talenti disabili” in svariati campi e discipline parteciperanno all’interno di talk show presentati da Lulù Rimmel, cantante e influencer.

EX PARTECIPANTI DEL GF13. Ci saranno artisti, scrittori, attivisti per i diritti delle persone con disabilità, vip del mondo della moda e dello sport. Alcuni nomi, tra tanti: Valentina Acciardi, modella e partecipante della trasmissione Grande Fratello 13 e Guido Marangoni, padre di una bambina disabile, presenteranno rispettivamente i loro libri.

BALLERINI DOWN E SPORTIVI. Cris Brave e "Storto ma non troppo" sono stati chiamati a offrire il loro personale ritratto della disabilità, attraverso il racconto dell'esperienza di rapper, il primo, e youtuber, il secondo; Max Ulivieri e l’Associazione Luca Coscioni parleranno del loro impegno nella difesa dei diritti delle persone con disabilità. E ancora, nel campo dello sport, Salvatore Cimmino illustrerà il progetto "A nuoto nei mari del globo" e potremo conoscere da vicino Patrick, ballerino con sindrome di Down e la sua squadra, Disabili Abili La Fortezza, pronta a partecipare agli Special Olympics.

Un fenomeno con il pallone!!!

Geplaatst door Disabili Abili srl op vrijdag 6 april 2018

Insomma il programma, ancora passibile di modifiche, si presenta estremamente ricco e variegato. Al di là dei nomi e delle peculiarità degli ospiti, penso sia importante il messaggio che sta alla base della manifestazione: è giunta l’ora di cambiare radicalmente l’immagine che comunemente, spesso ancora oggi, si ha delle persone con disabilità.

LA DISABILITÀ È CONDIZIONE NEUTRA. Non più tristi vittime della loro sfortunata condizione, ma protagonisti attivi delle proprie vite. E soprattutto donne e uomini, alcuni anche molto giovani, che hanno sviluppato delle doti e delle competenze meritevoli di essere condivise con gli altri. Perché la disabilità è di per sé una condizione neutra, come il colore degli occhi o la statura, siamo noi ad attribuirle una connotazione positiva o, purtroppo nella maggior parte delle volte, negativa.

UN'AZIENDA SANITARIA? OTTIMO! La realtà si tinge del colore delle lenti attraverso cui viene guardata, potremmo affermare. Cercando e contattando gli organizzatori del festival, mi ha positivamente sorpresa il fatto che si tratta di un’azienda, la Disabili Abili, specializzata in supporti e ausili per le persone con disabilità.

Che tipo di persone saranno invogliate a partecipare a una manifestazione dedicata alla disabilità? Ci saranno anche non disabili tra il pubblico?

Non è banale il fatto che una ditta che opera in un campo prevalentemente sanitario si preoccupi di organizzare occasioni di scambio e confronto sul mondo della disabilità, finalizzate a gettare i semi di un auspicabile cambiamento socio-culturale e politico del modo in cui lo si guarda, se ne parla e si ci si interviene con azioni concrete.

PRESENTI SOLTANTO DEGLI "ESPERTI"? Riflettendo sul possibile target di pubblico che prenderà parte all’iniziativa, mi chiedo: che tipo di persone saranno invogliate a partecipare? Il pubblico sarà composto prevalentemente da spettatori con disabilità o sarà misto, cioè formato anche da non disabili? Saranno presenti principalmente gli “esperti”, ossia coloro che vivono questa condizione sulla propria pelle e chi se ne occupa per lavoro, o anche gente che della realtà specifica ne sa poco o niente?

UN PRECEDENTE CHE NON INCORAGGIA. Pensare a tutto ciò mi fa venire in mente un’altra lodevole iniziativa, il Disability Pride Italia, a cui ho partecipato nella sua prima edizione. In quel caso, sebbene il programma fosse ricco e interessante, la partecipazione non è stata particolarmente ingente e il pubblico era costituito prevalentemente da persone con disabilità e da realtà del terzo settore che se ne occupano.

Buona serata a tutti! <3 <3 <3

Geplaatst door Disabili Abili srl op vrijdag 6 april 2018

Una delle abitudini della mente è quella di ragionare per categorie e se per certi versi ciò aiuta a “mettere ordine” nell’infinita variabilità della specie umana, per altri rischia di semplificare un po' troppo la realtà soprattutto perché, per definizione, le categorie accorpano elementi simili e separano quelli diversi tra loro.

SI OTTIENE UN RISULTATO OPPOSTO. Credo sia impossibile non utilizzarle - tutti abbiamo bisogno di ridurre un minimo la varietà dell’esistente -, ma è importante l’uso che se ne fa e anche il criterio che viene scelto per decidere gli elementi da unire tra loro e quelli da separare. Rispetto all’argomento di cui stiamo ragionando, mi sembra importante evitare il rischio di incoraggiare la nascita di possibili pericolosi “ghetti disabilisti” contrapposti alla “normalità abile”, eventualità di natura opposta alle finalità di chi organizza simili iniziative.

FOCUS DA SPOSTARE IN FUTURO. In questo caso i criteri utilizzati per scegliere i “talentuosi” sono stati la loro abilità e la presenza di una condizione di disabilità. Forse in futuro si potrebbe pensare di spostare leggermente il focus, allargandolo o restringendolo a seconda dei punti di vista. L’essere disabile è uno dei molti elementi che costruiscono l’identità di un individuo e ha pari importanza degli altri.

Perché non organizzare un incontro di presentazione di romanzi autobiografici oppure scritti da giovani talenti e invitare scrittori disabili e non?

Perché non organizzare iniziative centrate sugli interessi e sulle competenze individuali? Potremmo, per esempio, organizzare un incontro di presentazione di romanzi autobiografici pubblicati recentemente oppure scritti da giovani talenti e invitare scrittori disabili e non. Oppure scegliere di concentrarci sul mondo della musica, organizzando concerti ed eventi i cui protagonisti siano cantanti con e senza disabilità.

LE DIFFERENZE VANNO VALORIZZATE. In questo modo non si eliminerebbero le differenze, che anzi rimarrebbero ben visibili, perché il nostro scopo non è annullarle bensì riconoscerle e valorizzarle. Ma forse si creerebbero più facilmente occasioni di scambio e condivisione tra tutti. Pensiamoci.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso