Orlando, alleanza M5s trovata di Renzi
9 Aprile Apr 2018 1109 09 aprile 2018

Orlando: «Il contratto di Di Maio è poco credibile»

L'esponente della minoranza Pd contro la linea Renzi: «Non servono muri». E aggiunge: «In democrazia nessuno è spettatore, l'idea dei pop corn non mi piace».

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«In democrazia nessuno è spettatore, l'idea dei pop corn non mi piace». Andrea Orlando entra nel dibattito sul futuro politico del suo partito, il Pd. Il ministro della Giustizia uscente critica la linea ferrea dell'opposizione suggerita da Matteo Renzi prima di scendere dal palcoscenico. In un'intevista a Repubblica ha dichiarato che «non servono muri. Si può fare l'opposizione ma non deve passare il messaggio che corrisponda alla nullafacenza. Dialogare non significa porgere l'altra guancia ma provare a disarticolare il fronte avversario».

«CONTRATTO DI DI MAIO POCO CREDIBILE». «Al di là degli esiti politici, bisogna apprezzare che i toni cambino perché i toni hanno avvelenato il dibattito democratico», ha poi aggiunto ai microfoni di Radio Capital. «Ma un conto è migliorare le modalità di dialogo, un altro sono i fatti concreti perché quelli non si possono basare sui tatticismi. E non so se ci siano le condizioni» per un'intesa di governo. «Ho forti dubbi, partiamo da posizioni molto distanti. È molto difficile pensare a una collaborazione se non convergere su singoli punti». Ma quello che rende poco credibile Di Maio, secondo Orlando, «è dire se c'e Salvini mi rivolgo a Salvini, se c'è il Pd mi rivolgo al Pd. Di Maio parla di contratto alla tedesca ma parte da slogan. Se vuole assumere ruolo e credibilità dovrebbe iniziare a dire quale è la sua agenda. La discussione perlomeno sarebbe più seria» sottolinea.

«LA DECISIONE SPETTA A MARTINA». «Siamo tutti d'accordo sul fatto che l'esito delle elezioni è una collocazione all'opposizione», ha messo in chiaro. «Ma opposizione significa cose diverse, una collocazione contemplativa o un ruolo attivo, sulla base di punti precisi che si possono realizzare dall'opposizione». L'occhio è rivolto alle ultime dichiarazioni di Luigi Di Maio che ha chiesto al Pd di seppellire l'ascia di guerra per dare un governo al Paese. L'ex Guardiasigilli ha concluso sottolineando come le scelte sul futuro del Pd siano comunque in mano a Maurizio Martina, segretario reggente del partito. «Non ha mai avuto paura del dialogo ma la decisione sull'incontro con Di Maio spetta a Martina».

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