Nogarin (M5s) indagato, turbativa asta
10 Aprile Apr 2018 1449 10 aprile 2018

Livorno e il quasi flop del reddito di cittadinanza

Il sindaco M5s Filippo Nogarin lo ha introdotto nel 2015. Ora il Comune fa fatica a trovare le coperture. 

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A Livorno le prove generali del reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle, hanno subito una battuta d'arresto. Qui dopo 70 anni di giunte rosse, prima Pci e poi centrosinistra, nel 2014 è diventato sindaco il pentastellato Filippo Nogarin. Alla fine del 2015 Ina Dhimgjini, assessore al Sociale, ha lanciato il primo bando per ottenere il reddito di cittadinanza: 500 euro al mese per 100 beneficiari. Ora, nel bilancio 2018, le casse del Comune toscano non riescono più a sostenere questa misura. La proposta degli uffici che si occupano di servizi sociali è di dare un contributo da 500 euro all'anno a 400 persone da erogare in due tranche semestrali di 250. Tutt’altra cosa dalle intenzioni sbandierate nel 2015.

UNA MISURA DA 300 MILA EURO. L'intera vicenda è stata ricostruita dal quotidiano Il Tirreno. Nel febbraio 2016 si è chiuso il bando che ha permesso a 100 cittadini di Livorno di ricevere 500 euro al mese per sei mesi. Le richieste sono state circa 1.000 e i requisiti da soddisfare erano cinque: avere un'età compresa fra 35 anni e l'età della pensione, risiedere nel territorio comunale da almeno 5 anni, essere disoccupati, essere iscritti al centro per l'impiego e avere un Isee inferiore a 6.530 euro. Gli assegnatari dovevano garantire ogni settimana quattro ore di lavori socialmente utili oppure otto ore per progetti culturali, sociali e formativi. La misura ha avuto un costo di 300 mila euro.

CONTRIBUTI RIDOTTI. Nel 2017 lo sforzo del Comune è stato maggiore: 400 mila euro di cui 300 mila arrivati dalle casse comunali e 100 mila dal ministero come contributo per la presenza dei profughi in città. Nel 2018 invece sono cominciate le difficoltà. Come riporta sempre il Tirreno, infatti, quest'anno la coperta si è accorciata a 280 mila euro. E la proposta è di dare 500 euro l'anno a 400 persone. Una idea sospesa, ha detto al quotidiano Dhimgjini, «perché l’amministrazione vuole aumentare il budget, portandolo a 450 mila euro, per mantenere gli stessi standard». Come? Riscuotendo un credito dell'Asl. Nella speranza che tra poco ci sia un reddito di cittadinanza nazionale e non più comunale, ha aggiunto l'assessore «per il 2018 stiamo pensando a una misura su base annuale: 200 euro al mese per 170 famiglie»

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