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mambo
10 Aprile Apr 2018 0929 10 aprile 2018

La mucca in corridoio eravamo noi, cioè voi

L'idea stessa del Pd era sbagliata. A partire da Veltroni, passando per Bersani, il partito ha mutato la sua natura. Perdendo di vista il popolo. Per questo dovremmo riscoprire la lezione di Reichlin. 

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Anche io come tanti leggo ogni mattina le notizie sulla finta lite fra Di Maio e Salvini e sulla vera lite del Pd. Posso dire che non mi appassionano? Posso dire, per essere sincero fino in fondo, che le considero del tutto irrilevanti anche se avranno qualche conseguenza sulla vita del Paese?

LA FOLLIA DELLA SINISTRA. Siamo in un mondo in cui, come disse magistralmente il Papa che gli ultrà cattolici detestano, c’è una vera guerra mondiale a pezzettini. Nel cuore dell’Europa, e l’Italia non è da meno, avanzano movimenti di destra che a chiamarli populisti si dà loro nobiltà. Il crocevia politico in questo nostro amato Paese vede una discussione sul governo che non ha mai avuto al centro una sola idea di quel che dobbiamo produrre, come e in che modo. Per di più c’è una sinistra che si gingilla sul fatto se bisogna allearsi o no con uno che ha promesso di distruggere partiti e sindacati. Follia, o se posso osare, coglionaggine pura!

IL SIGNIFICATO DI OPPOSIZIONE. Le parole della politica ormai sono state stravolte. Pensate un po’ che il concetto elementare di opposizione, che si fa quando non si hanno i voti per governare, diventa Aventino (che fu una grande cosa, forse sbagliata, ma del tutto diversa dai tempi di oggi), rinuncia a fare politica, chiamarsi fuori, non avere senso delle istituzioni, essere privi di responsabilità. Da che mondo e mondo fare opposizione è una attività nobile quando non sei in grado di svolgere quell’altra nobile attività che è governare. E quando sei costretto all’opposizione da un voto popolare che indica che ampi strati popolari ti rifiutano, dovresti dedicarti a capire le ragioni della sconfitta e porre le basi per una ripartenza. Nel nostro caso la ripartenza non è un semplice cambio di gruppo dirigente, che considero ovvio, ma è la necessità di porre su altre basi una nuova, leggesi “nuova”, formazione politica di sinistra abbandonando tutte le strategie che ci hanno portato a questo baratro.

Matteo Renzi al Senato.

ANSA

Quanta colpa abbia Renzi io l’ho scritto centinaia di volte, ma lo vogliamo dire che l’idea del Pd era sbagliata? Solo per pochi mesi questa idea, nella versione di Walter Veltroni, ebbe una sua lucentezza poi con Veltroni medesimo e con tutti suoi successori, se ne facciano una ragione anche i bersaniani, è stato un susseguirsi di cose incomprensibili, di lento mutamento di natura, di perdita di vista del riferimento popolare. Altro che la mucca in corridoio. La mucca eravamo noi, ovvero eravate voi e noi che vi venivamo dietro lasciando deperire, fino alla scomparsa, i rapporti con il nostro popolo.

LA LEZIONE DI REICHILIN. Qualche giorno fa ho ricordato a Lecce, assieme a Enrico Rossi, Alfredo Reichlin, forse il dirigente comunista più colto, raffinato e elitario che, tuttavia, seppe costruire con il popolo un rapporto assolutamente straordinario anche portando a termine il mandato di Togliatti di “sbracciantilizzare” il partito comunista di quella regione. Fece una cosa straordinaria che non portò alla sostituzione del nostro popolo con un indistinto accrocco elettorale ma spinse a vedere dove il bracciante era anche contadino, e parlò di figure miste, dove era necessario mettere al centro gli operai e non solo altre categorie di lavoratori, sottolineò l’importanza delle città e dei ceti urbani.

AL POSTO DELL'IDEOLOGIA, LA BATTAGLIA. Un dirigente colto e intelligente come lui non annoiò la sua gente con l’ideologia ma mise il suo partito al centro della battaglia, che si inventò, sull’irrigazione (aiutato anche da Valentino Parlato), dell’industrializzazione, del salto di civiltà e fece questo con dirigenti quasi tutti senza titolo di studio che in cuor loro stavano con Giorgio Amendola ma avevano eletto come loro capo il ragazzo gappista che aveva fatto il liceo con Luigi Pintor ed era stato educato all’antifascismo da Giaime Pintor.

LA COSTRUZIONE DI UN POPOLO. Perché questo ricordo? Non solo perché Reichlin è stato il mio capo (ho scritto non a caso “capo”), non solo perché come lui non tornerei indietro dalla scelta dell’89, non mi offenderò mai, anzi, se mi dicono “comunista”, ma perché oggi dobbiamo fare una operazione analoga alla sua su scala nazionale. Furono altri, e in tempi diversi, che spinsero i comunisti pugliesi sulla strada della politica come confronto e accordo fra partiti, ma il mio direttore dell’Unità, che pure invitava a vedere nella Dc una grande forza di popolo, costruì letteralmente il proprio popolo e gli dette una direzione con contenuti veri, evidenti, innovativi, di sviluppo.

OCCORRE COSTRUIRE QUALCOSA DI NUOVO. Ecco perché, per quel che mi riguarda, continuerò a leggere e scrivere sulle finte liti fra Di Maio e Salvini e sulla vera lite nel Pd, ma come cittadino, ormai abbastanza anziano e sufficientemente cardiopatico, vorrei spingere la carriola per costruire una nuova unitaria grande formazione politica che sappia essere di sinistra nel senso che sia rivoluzionaria nei contenuti, autonoma da tutti i poteri anche da quello dei media, democratica. Se si fa questo, ci sono, sennò ho una bella famiglia allargata a cui dedicarmi

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