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15 Aprile Apr 2018 1600 15 aprile 2018

Governo, nuove frecciate tra Salvini e Di Maio al Vinitaly

I due leader sono tornati sulle trattative dopo le consultazioni. Scherzando il leghista ha proposto al rivale un vino "sforzato", perché si «deve sforzare a fare qualcosa di più», ma il pentastellato ha replicato: «Centrodestra strada non percorribile».

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Quattro leader, un convitato di pietra, un possibile destinatario di un mandato esplorativo. La partita di governo è entrata al Vinitaly senza però vedere ancora un finale. A Verona sono arrivati in quattro, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, Luigi Di Maio e Maurizio Martina, oltre alla presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati. E con lo stesso copione degli ultimi giorni si è litigato su Silvio Berlusconi (leggi anche: Governo, Salvini in Molise chiude alla partecipazione del Pd).

SALVINI: «UNO SFORZATO PER DI MAIO». L'incontro più atteso, quello tra Di Maio e Salvini, non è avvenuto neanche per caso. I due si sono lanciati avvertimenti, evocato aperture ma, di fatto, rimasti sulle proprie posizioni. «Di Maio deve fare di più», ha incalzato Salvini, offrendo al leader del M5S il vino valtellinese «Sforzato». «Chi si ostina con il centrodestra unito fa danno al Paese», ha replicato il capo dei Cinque Stelle, riaprendo al Pd. Il botta e risposta ha sullo sfondo una vera e proprio sfida, con il Vinitaly a fare da scenografia.

GUERRA DI POSIZIONE VERSO LE REGIONALI. Le Regionali in Molise e Friuli Venezia Giulia sono vicine e la visita alla fiera enologica è anche una prova di forza elettorale per i due leader, nella speranza che il Quirinale dia loro il tempo per superare le date del 22 e del 29 aprile. È una guerra di posizione, non una rottura. Se il Vinitaly non ha sciolto i nodi e non ha portato all'incontro tanto atteso non ha acuito, d'altro canto, neanche la distanza tra Salvini e Di Maio. Che, con frasi tutte a sfondo enologico, hanno dato l'impressione di parlarsi in vista dei prossimi giorni.

NESSUN CONTATTO TRA I DUE DOPO LE CONSULTAZIONI. «Un bicchiere di vino con Di Maio? Non oggi», ha spiegato Salvini. «Il vino è una grande occasione per dialogare», ha replicato Di Maio. E a chi gli ha chiesto perché non chieda a Salvini, distante poche centinaia di metri, di sciogliere gli ormeggi verso un governo di cambiamento, Di Maio ha risposto allargando le braccia: «gliel'ho già chiesto». Dopo le consultazioni, ha detto il leader leghista, i due non si sono sentiti. E forse anche per questo Di Maio al Vinitaly ha riaoerto il secondo forno, quello del Pd.

NUOVO APPELLO DEL M5S AL PD. «La nostra proposta di un contratto di governo è anche al Pd, io voglio fare un appello al senso pratico di tutti, non ci si può bloccare sulle logiche politiche», ha sottolineato. «Chiama in causa il Pd per alzare il prezzo con la Lega. È una vecchia tattica che non porta a nessuna parte», è stata la secca replica del capogruppo dem, renziano, Andrea Marcucci. A fine giornata, l'impressione è che il primo forno, quello leghista, sia al momento quello ancora più caldo.

DI MAIO: «CENTRODESTRA UNITO È UN DANNO PER L'ITALIA». Anche se, ai microfoni, Di Maio e Salvini hanno mostrato di parlare due lingue diverse. «L'idea del centrodestra unito non esiste, non è una strada percorribile», ha spiegato il primo rilanciando il suo "niet" a Silvio Berlusconi, che lontando da Verona ha cercato di rimettersi al centro della scena politica rilanciando lo spirito di Pratica di Mare. «Il mio obiettivo è il centrodestra unito, spero anche di altri», ha ripetuto come un mantra il capi del Carroccio. Eppure il leader leghista ha evitato di parlare dell'ex Cavaliere per tutto il tempo.

TUTTI ASPETTANO UN EVENTUALE INCARICO A CASELLATI. Ognuno aspetta la prima mossa dell'altro. Ma per Salvini, al di là di FI, un eventuale accordo non può prescindere dalla rinuncia di Di Maio alla premiership. Una rinuncia che per ora non è arrivata. «Siamo ad un blocco di questa partita di scacchi», hanno fatto sapere dal M5S. Ad accomunarli con la Lega, la speranza di un mandato esplorativo a Casellati, per prendere altro tempo. «L'acqua divide gli uomini, il vino li unisce», scriveva l'autore napoletano Libero Bovio. E chissà che, fra qualche giorno, la sua frase non suoni come una profezia.

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