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14 Maggio Mag 2018 1916 14 maggio 2018

Governo Lega-M5s, per Libération è il «populismo al potere»

Il direttore scrive che il Movimento, se arrivasse a un accordo, dimostrerebbe di cambiare posizione come si fa con una camicia. Poi bacchetta i partiti tradizionali. E parla di impotenza dell'Ue su temi sociali e immigrazione.

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Il laboratorio italiano ha creato «un nuovo prototipo», scrive il 13 maggio nella sua Lettre Politique Laurent Joffrin, direttore di Libération. Dopo l'eurocomunismo, Gladio, Mani pulite, la destra catodica di Silvio Berlusconi e il centrodestra mediatico di Matteo Renzi, arriva «il populismo al potere». La Lega (estrema destra) e il M5s (anti-sistema), ricorda il giornalista, stanno infatti per accordarsi per governare il Paese.

«MACRON CLOWNESCHI». La Lega, spiega Joffrin, «è un movimento già vecchio, diventato da regionalista a nazionalista e anti-europeo che si richiama al Front National». Il M5s, invece, in questo scenario rappresenta la vera novità. Joffrin definisce Beppe Grillo e i suoi accoliti una sorta di «Macron clowneschi», ma con più inventiva. Mettono infatti in pratica su larga scala quell'«en même temps» - allo stesso tempo - caro al leader di En Marche. Come? Ecco qualche esempio. «ll M5s propone un abbassamento delle tasse e al contempo un innalzamento della spesa pubblica; un inasprimento della politica migratoria e - nello stesso tempo - una estensione dei diritti Lgbt; una politica europea e insieme anti-europea. Si fanno portavoce di una democrazia integrale grazie alla Rete e, allo stesso tempo, il loro movimento è controllato da vertici che decidono ogni cosa».

IL «MOVIMENTO UFO». La forza del Movimento deriva, sottolinea Joffrin, «dalla denuncia contro le storture del sistema e dalla sua vocazione per progetti di ispirazione ecologica e sociale». Tuttavia, mette in guardia il giornalista francese, «i cinque stelle possono cambiare posizione come si cambia una camicia a seconda delle evoluzioni dell'opinione pubblica, monitorata senza sosta attraverso i social network». Un metodo, se ci si pensa, abbastanza comodo: «Qualsiasi cosa il M5s faccia una volta arrivato al potere, dopo aver sostenuto tutto e il suo contrario, potrà sempre rispondere all'elettorato stupito: "Ve lo avevo detto"». Insomma, Joffrin non ha dubbi: si tratta di un «Movimento ufo che confonde sistematicamente i punti di riferimento di destra e sinistra».

I MOTIVI DEL SUCCESSO. Per molto tempo i più ottimisti, fa notare Joffrin, hanno visto questo partito come un bastione alla deriva dell'estrema destra. Ma ora «è diventato il quarterback nel concludere proprio con l'estrema destra un accordo di governo». Gli spiriti razionali, invece, «punteranno il dito contro l'incoerenza, l'inesperienza, la demagogia». Ma dovrebbero anche domandarsi, conclude amaro il direttore, «perché una formazione del genere è riuscita a raccogliere un terzo dei voti se non grazie al fallimento dei partiti tradizionali, al menefreghismo dei governi precedenti e alla triste impotenza dell'Europa sul sociale e l'immigrazione. E il M5s mette questi critici fuori dalla porta con un Vaffanculo».

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