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Scianel
15 Maggio Mag 2018 1109 15 maggio 2018

Donna premier? Per farli rigare chiamate Scianel o Cersei Lannister

Dovevano dare l'incarico a una figura femminile. Ma poi i maschietti si sono ripresi il pallone. Se Mattarella vuole davvero ristabilire l'ordine chiami una di queste papabili da serie tivù.

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«Il Quirinale valuta la possibilità dell'incarico a una donna». Questo il titolo che è andato per la maggiore nel pieno della questione della formazione di un governo neutrale. I nomi? Ho fatto i compiti: Elisabetta Belloni, segretario generale della Farnesina, elegante romana da Ninfeo per la serata finale del Premio Strega; Anna Maria Tarantola, ex vice direttore generale della Banca d'Italia, ex presidente Rai, figura forse poco chigiana, ma sicuramente molto quirinalizia (pensate a quella sua cofana nella Sala degli specchi, tra due corazzieri); Lucrezia Reichlin (che nome da G8!), la mia preferita, dotatissima economista dal rotacismo pronunciato e seducente. Naturalmente è durata poco. I maschietti si sono ripresi il pallone quasi subito, e la mia ricerca andrà via via uscendo dalla cronologia del browser. Ma se premier donna poteva essere, mi sono detta, allora mandiamo chi in quel posto potrebbe farli rigare tutti davvero dritti. E ho fatto un elenco di papabili.

DIANE LOCKHART. Avvocatessa liberale col pelo sullo stomaco, ha la preparazione e la calma olimpica per governare un Consiglio dei ministri in cui un manipolo di uomini generalmente non sa quello che sta facendo ma lo sta facendo con molta professionalità.

Diane Lockhart della serie tivù "The Good Wife".

OLIVIA POPE E MELLIE GRANT. Un ticket, sì, perché le due disgraziate hanno passato tanto di quel tempo dietro allo stesso smidollato che la poltrona se la sono guadagnata per innegabili meriti di servizio.

Mellie Grant (a sinistra) e Olivia Pope di "Scandal".

MURPHY BROWN. Brillante e linguacciuta, chissà cosa avrebbe fatto di fronte a questioni come le statue velate nei Musei Capitolini in occasione della visita del presidente iraniano Hassan Rouhani. (La risposta: avrebbe dato ragione a chi le aveva coperte, poi ne avrebbe svelata una davanti a Rouhani).

Murphy Brown, protagonista dell'omonima sitcom Anni 90.

ANNALISE KEATING. Avenger delle aule universitarie e di tribunale, col suo senso per la vodka liscia (e per certe parrucche in testa) potrebbe farci superare di slancio qualsiasi crisi istituzionale imprevista.

Annalise Keating del programma tivù "Le regole del delitto perfetto".

SCIANEL. Imprenditrice, profonda conoscitrice del Mezzogiorno, non ha un curriculum penale immacolato, certo, ma nessuno è perfetto. (Lo so che è “morta”, ma sono convinta che ce la resuscitano, se lo chiediamo con educazione).

Scianel di "Gomorra".

KAREN WALKER. Punto vita impeccabile, doti comunicative innate e trascorsi nella finanza; con lei avremmo un posto assicurato al tavolo di Big Pharma. Probabilmente trasferirebbe la sede del governo a Vigna Clara.

Karen Walker di "Will & Grace".

QUINN KING. Vuoi non considerare la pupara delle pupare? La mattina presenzierebbe ai summit internazionali per la photo opportunity, la sera olierebbe la macchina del fango. (Nominerebbe subito Rachel sottosegretaria alla presidenza del Consiglio dei ministri, ovvio).

Quinn King della serie "Unreal".

CERSEI LANNISTER. Credo che basti il nome. O no?

Cersei Lannister, "Il trono di spade".

Infine, in un sussulto di realtà, ammetto però che ho pensato anche a Virginia Raggi: dopo il Campidoglio, avremmo almeno la risposta definitiva alla domanda: «Ma si può fare peggio di così?».

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