Berlusconi
16 Maggio Mag 2018 2146 16 maggio 2018

Berlusconi "riabilitato" ed europeista al vertice del Ppe

«Grande preoccupazione» per le trattative di governo M5s-Lega e le conseguenze su «mercati, aziende e famiglie». Ma il Cav lascia Salvini libero di tentare ancora. E assicura di non avere per ora «in programma» il ritorno in parlamento.

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Altro che «complotto» europeo come nel 2011, c'è «grande preoccupazione». Silvio Berlusconi torna sulla scena europea e allarga le distanze dal governo M5s-Lega. Non arriva a rompere l'alleanza di centrodestra, lascia che Matteo Salvini prosegua il suo «tentativo». Non c'è “editto bulgaro», insomma. Ma il leader di Fi fa suoi i timori di Ue, «aziende e risparmiatori». E nel giorno della tempesta sui mercati per la bozza di programma - poi superata - 'anti-Euro' e 'anti-Bce', al tentativo giallo-verde il leader di Fi oppone la forza di fuoco del Ppe, incluso il populista Viktor Orban. Riabilitato e ricandidabile, sia pure rinviato a giudizio oggi nell'inchiesta Ruby ter, Berlusconi sceglie il palcoscenico di un summit del Partito popolare europeo a Sofia, per riprendersi il ruolo dei leader dei moderati italiani. Assicura di non avere ad ora «in programma» il ritorno in Parlamento: «Non sono tentato, nel prosieguo vedremo».

Anche perché se finora dice di essersi messo «a lato soprattutto per evitare il ritorno al voto», spuntano nuove «riflessioni di grande preoccupazione». Le trattative di governo in Italia sono osservato speciale in Europa, come emerge a margine della cena dei leader Ue cui in serata prende parte Paolo Gentiloni: il premier in carica, riferiscono fonti europee, riceve domande cariche di curiosità e preoccupazione da leader come Macron e Merkel. «Rassicurare rischia di essere difficile con proposte velleitarie», dice Gentiloni al Tg1. La «preoccupazione» è anche quanto emerge nel vertice del Ppe cui prende parte Berlusconi nel pomeriggio.

MERKEL E JUNCKER GRANDI ASSENTI. Assenti Angela Merkel e Jean Claude Juncker, nella plenaria il primo ministro bulgaro Boyko Borissov e il presidente del Ppe Joseph Daul chiedono al Cavaliere di parlare della situazione italiana. A «preoccupare», riferisce poi il Cavaliere, sono idee del contratto di governo M5s-Lega come la richiesta alla Bce di cancellare 250 miliardi di Btp. Ad ascoltare ci sono anche il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, che governa con l'estrema destra, e il populista Orban, che dopo un colloquio con Berlusconi, dichiara: «Sono un ragazzo vecchio stile, sono leale. In Italia ho un solo grande amico, che è Berlusconi». Il Ppe non chiede, assicurano Berlusconi e Antonio Tajani, di rompere con la Lega. Ma se i giallo-verdi vanno avanti su queste premesse - si sfoga un esponente di Fi - rischiano di far danni. Perciò se si votasse oggi la fiducia a un governo M5s-Lega, Fi probabilmente direbbe "no", così come ha fatto sul Def.

ASTENSIONE SEMPRE MENO BENEVOLA. L'astensione benevola si fa insomma ogni giorno di più opposizione. «Non è troppo tardi» per ripensarci, dice anche Giorgia Meloni a Salvini, tornando a evocare un governo di centrodestra. In alternativa, sostengono fonti azzurre, si potrebbe permettere la nascita di un esecutivo del presidente per andare a elezioni più in là, magari il prossimo anno. Ma oggi il centrodestra resta unito, Berlusconi non forza. E prova a farsi garante con i popolari europei ma anche con il suo elettorato: «Sono molto preoccupato», ripete, «di quello che succede ai mercati, ma anche alle aziende e ai risparmiatori».

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