Governo,iniziato vertice Di Maio-Salvini
16 Maggio Mag 2018 1528 16 maggio 2018

«Schiavismo», «No, sono utili»: cosa dicevano Di Maio e Salvini sui voucher

I leader della Lega li ha sempre difesi, seppur con dei distinguo. Il capo del Movimento invece li considerava «schiavismo». Nella bozza di contratto per la formazione del governo spuntano di nuovo i buoni lavoro. 

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Il 15 maggio l'Huffington Post ha pubblicato una bozza di contratto per la formazione del governo stilata dalla Lega Nord e dal Movimento 5 Stelle. I due partiti hanno poi precisato che si trattava di un documento vecchio - la “smentita” è arrivata nella tarda serata del 15 maggio, la bozza portava la data del 14 maggio - e che alcune delle cose contenute nel contratto, come la possibile uscita dalla moneta unica, sono state modificate o cancellate.

PREVISTI DALLA BOZZA DEL CONTRATTO. Nella smentita non si parla dei voucher che compaiono invece nel testo della bozza. I due contraenti scrivono che «la cancellazione dei voucher ha creato non pochi disagi ai tanti settori per i quali questo mezzo di pagamento rappresenta uno strumento indispendabile» e prospettano l'introduzione di uno strumento simile: «Bisogna introdurre un apposito strumento, agile ma chiaro e semplice, che non si presti ad abusi per la gestione dei rapporti di lavoro accessorio».

L'opposizione ai voucher – nel testo ora definiti uno «strumento indispensabile» - è stato un punto forte della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle, mentre la Lega ha sempre avuto una posizione intermedia. «Giovani (e non) umiliati dai voucher», scriveva a dicembre del 2016 Luigi Di Maio. Due mesi dopo, a febbraio del 2017, l'ex vicepresidente della Camera dichiarava: «I voucher sono l'emblema della concezione del lavoro che ha Matteo Renzi: schiavismo».

DI MAIO PER IL SÌ AL REFERENDUM CONTRO I VOUCHER. Un mese dopo, con davanti la prospettiva del referendum organizzato dalla Cgil, Di Maio disse: «Questa primavera saremo chiamati a votare per il referendum che elimina la schiavitù dei voucher. Sarà la spallata definitiva al Pd, a quel partito che ha massacrato i lavoratori più di qualunque altro e mentre lo faceva osava anche definirsi di sinistra!».

LO SCONTRO CON LA CAMUSSO. L'intesa con il sindacato rosso durò poi poco tempo. A settembre del 2017, Di Maio fece una dichiarazione che mandò su tutte le furie Susanna Camusso, la segretaria della Cgil. «I sindacati o si autoriformano oppure quando saremo al governo ci pensiamo noi». «Un linguaggio insopportabile e autoritario», fu la risposta della sindacalista.

A marzo del 2017 il governo Gentiloni abolì i voucher per decreto, anche per scongiurare un ennesimo scontro sul referendum della Cgil, e soprresse i tre articoli del jobs act che avevano recepito la normativa precedente sui voucher introducendo alcuni correttivi per evitare abusi.

SALVINI DICEVA: VOUCHER STRUMENTO UTILE PER LE MICROAZIENDE. Diversa invece è stata nel tempo la posizione di Matteo salvini: «Voucher? Per le microaziende andavano bene, ma non togli lo strumento solo perchè certoi ne abusano», scriveva il leader della lega il 29 maggio 2017. Salvini si era schierato per il No al referendum ma aveva lasciato libertà di scelta alla sua base. Dopo la cancellazione dei voucher da parte del governo Gentiloni aveva dicharato : «Siamo passati dall'abuso indiscriminato a zero per paura della Cgil. Il problema non è eliminare i voucher ma usarli bene. Il risultato dell'abolizione è il lavoro nero».

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