I 400 colpi
Fisco, ecco come si usano le tue tasse
17 Maggio Mag 2018 0913 17 maggio 2018

Il successo o meno del governo giallo-verde si gioca sulle tasse

Le due aliquote, 15% per i redditi fino agli 80 mila euro, il 20% oltre quella soglia, costituirebbero la più imponente e decisiva riforma della nostra storia repubblicana. Ma c’è un problema, ed è dirimente: dove troveranno M5s e Lega i soldi per realizzarla?

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Una contratto di 40 pagine, con dentro di tutto: buoni propositi, ingenuità, progetti velleitari, incognite, violazioni costituzionali, allegro utilizzo dei soldi come se i vincoli di bilancio fossero quisquiglie e le coperture qualcosa cui si può ovviare stampando moneta. Ma c’è un punto cruciale, che sarà determinante per capire quanta strada potrà fare questa inedita compagine giallo-verde, ed è la fiscalità. Dal documento non è chiaro come l’esecutivo abbia intenzione di declinare la Flat tax, ma ci sono due indicazioni che bastano a fare qualche ragionamento. Le due aliquote, 15% per i redditi fino agli 80 mila euro, il 20% oltre quella soglia, costituirebbero la più imponente e decisiva riforma della storia repubblicana. Sono il tanto auspicato quanto mai realizzato choc in grado di rimettere prepotentemente in moto i consumi e galvanizzare le imprese i cui profitti, sempre stando al contratto, verranno tassati al 15%.

SI PREMIANO I RICCHI. Nemmeno Donald Trump, che per l’industria americana nella sua recente riforma ha abbassato le imposte dal 35 al 20%, ha saputo osare tanto. E costituisce anche, nel suo principio ispirativo, un intervento di tipo reaganiano, ovvero favorisce senza mezzi termini i ricchi. L’idea è che dare più soldi a chi ne ha già tanti serve a far da volano al prodotto lordo di un Paese, perché rispetto al ceto medio che si caratterizza per una spiccata propensione al risparmio, i ricchi i soldi li investono, li rimettono nel circuito produttivo perché non sanno resistere alla tentazione di diventare ancora più ricchi. Idea naturalmente opinabile, come tutte le idee, ma che Oltreoceano ha dato i suoi frutti in termini di crescita e di (quasi) piena occupazione.

Nemmeno Donald Trump, che per l’industria americana nella sua recente riforma ha abbassato le imposte dal 35 al 20%, ha saputo osare tanto

In questi anni dove si sono succeduti governi di centrodestra e centrosinistra, dove uno degli uomini più ricchi di tutti nonostante la prosopopea in materia non è riuscito ad abbassare le imposte che di qualche centesimo di punto, si era sempre detto che la fiscalità era l’ineludibile crocevia dove far passare le speranze di ripresa economica. Ma non interventi spot, piccole trasfusioni come gli 80 euro in busta paga (che, per carità, meglio averceli che no), non effimere mance una tantum, bensì una terapia d’urto che ridisegnasse l’impianto impositivo da cima a fondo. E basta dare un occhio alle classifiche Ocse per capire la portata rivoluzionaria del provvedimento grillin-leghista.

IN ITALIA TASSAZIONE SENZA EGUALI IN EUROPA. In Italia il prelievo fiscale ha raggiunto aliquote inusitate: oltre il 47% per un lavoratore single e senza figli contro una media del 36%. Ancora più impressionante il carico sulle imprese, che secondo il serio e puntuale ufficio studi della Cgia di Mestre nel 2017 ha raggiunto il 64,8%. Per un prelievo complessivo di 98 miliardi di euro sull’intero sistema produttivo, che in Europa non ha eguali.

Vista così, la rivoluzione appena descritta è epocale. Ma c’è un problema, ed è dirimente: dove trovare i soldi per realizzarla? La sola Flat tax nelle più ottimistiche delle ipotesi costa almeno 50 miliardi. Lasciando stare pittoreschi quanto improbabili e iniqui condoni, si scommette in gran parte sulla drastica riduzione dell’evasione fiscale. Detto banalmente, dimezzare le imposte è il miglior incentivo affinché tutti le paghino, quel che l’erario perde nel prelievo lo recupererebbe insomma nel gettito. Abbondano gli scettici, ovvero gli economisti che non la fanno così facile. Quindi non resta che misurare gli effetti della riforma sul campo. Ma ammettiamolo, detta come l’hanno detta loro è seducente: chi non voterebbe con sincero e interessato entusiasmo un governo che ti dimezza le tasse?

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