Migranti:169 su barcone,soccorsi in mare

Emergenza migranti

Pegida
15 Gennaio Gen 2017 1800 15 gennaio 2017

Dresda, viaggio nella capitale del nuovo estremismo tedesco

Arte e bellezza si mischiano a pulsioni populiste e xenofobe. L'odio monta nelle periferie. E gli attacchi di stampo razzista sono in aumento costante. L43 nella roccaforte di Pegida e Alternative für Deutschland.

  • ...

da Dresda

La scalata dei nazionalpopulisti tedeschi del terzo millennio è iniziata e si alimenta nella Firenze sull'Elba rasa al suolo nel 1945. Ogni lunedì sera i Pegida, i Patrioti europei contro l'islamizzazione dell'Occidente, si radunano da tutta la Sassonia, ex Germania Est, nella grande piazza di Dresda delle monumentali e delicate chiese barocche, all'ombra del cupolone rosato della Frauenkirche. Dal vicino tetto della cattedrale cattolica, le statue dai volti umani sembrano osservarli melanconiche.

«NOI SIAMO IL POPOLO». A un passo da loro la Semperoper, il prestigioso teatro dell'opera delle prime di Wagner, e le sterminate pinacoteche statali con i capolavori di Raffaello, Tiziano, Botticelli e migliaia di altre opere d'arte accumulate dalla dinastia del principe ed esteta Augusto il Forte. Da sotto le volte di un palazzo storico risuonano le note in tedesco di due ragazzi, cantanti lirici di strada. Dalla parete dell'Accademia delle belle arti pende la scritta: «Cittadini! Non lasciate che il clima spirituale e intellettuale della nostra terra venga ancora avvelenato dall'ideologia del nazionalismo di destra». Migliaia di Pegida scandiscono rozzi e monotoni in piazza: «Wir sind das Volk, wir sind das Volk», noi siamo il popolo.

La Firenze sull'Elba.

Difficile capire da dove escano. Negli altri giorni e nelle altre ore del giorno la piazza e tutto il quadrilatero del centro sono popolati da musicanti e da una moltitudine di passanti bendisposti e aperti. Dalle bancarelle si affacciano volti sorridenti. Nelle settimane natalizie i Pegida non sono potuti sfilare: tutte le piazze di Dresda erano tappezzate di mercatini, forse proprio per non far loro rovinare le feste. «Diversi stand erano multietnici. Anche per il 3 ottobre, il giorno della riunificazione, c'erano bancarelle multietniche: c'erano cucine, spezie, colori dai Paesi dei migranti...», raccontano a Lettera43.it alla rete d'accoglienza di Dreden – Place to be, «c'era anche Angela Merkel. Ma sono arrivati i Pegida, una minoranza, e una minoranza ci ha rovinato la festa».

CAMERATI SASSONI. Dicono che vengono da fuori, dall'hinterland di cittadine chiuse come Bautzen e Heidenau, delle sassaiole e degli attacchi dei neonazi ai centri per migranti. Alcuni simpatizzanti di Pegida sono stati arrestati per reati razziali tra gli estremisti di destra della provincia, i Liberi camerati (Freie Kameradschaft) e altri gruppi, anche per questo il movimento sta tenendo un profilo basso: ripetutamente contattati, non hanno accettato di rilasciare dichiarazioni a Lettera43.it. Dal 2016 il leader e agitatore di Pegida Lutz Bachmann si divide tra il capoluogo sassone e la sua residenza alle Canarie, dove è stato dichiarato «persona non grata»: raduni e altre azioni vengono organizzati attraverso i social, i simpatizzanti arrivano a Dresda anche da Lipsia e da altre regioni della Germania.

L'esortazione alla tolleranza dell'accademia delle belle arti di Dresda.

L'Europa è di fronte all'invasione. Come il Giappone durante la Seconda guerra mondiale, presto la Russia reagirà. Torneranno i bombardamenti

Cittadini del Reich

Nella piazza della Semperoper, illuminato da un lampione, è montato lo stand dei Senza Stato (Statenlos), una delle cellule dei Cittadini del Reich sparse in tutta la Germania, sotto varie sigle: nei volantini si dichiarano «denazificati», come i Pegida, ma in realtà sono ultraconservatori nostalgici che vagheggiano la vita ai tempi e nei confini guglielmini del 1937, alcuni anche della fine dell'800. Una voce registrata farnetica dall'altoparlante teorie catastrofiche della cospirazione: «L'Europa è di fronte all'invasione, la minaccia è alle porte e come il Giappone durante la Seconda guerra mondiale, presto la Russia di Vladimir Putin, vittima aggredita, reagirà. Torneranno i bombardamenti».

I NAZI RALLY PIÙ GRANDI D'EUROPA. Alla fermata del tram, nella Dresda che non ha ancora superato i raid del 1945, tutti si mettono a ridere. Attorno allo stand dei Senza Stato c'è il vuoto, nessuno si avvicina ai due Cittadini del Reich, sono isolati. Ma anche loro frequentano le dimostrazioni dei Pegida, si armano e sono sempre più xenofobi, come i gruppi della scena neonazi tedesca ed europea che, dalla riunificazione, sfilano nei nazi rally di Dresda – i più grandi d'Europa – per commemorare la tragedia dei bombardamenti del 13 febbraio 1945: sfruttano le circa 35 mila vittime, sono diventate la loro bandiera. Nel 2010 erano in circa 6 mila, nel 2012 si è toccata l'affluenza il record di 12 mila, dalla Germania e da altri Paesi.

Dresda freak.

Le leghe antifasciste Dresden nazifrei e No pasaran, della sinistra radicale, si sono mobilitate in blocchi e manifestazioni di strada per fermare i raduni, che se un anno arretrano l'anno dopo riemergono ancora più prepotentemente. Gli osservatori dei movimenti estremisti e diversi politici nazionali recriminano alle autorità e anche a parte della società civile di Dresda l'indulgenza verso la destra xenofoba. Però la Sassonia è un Land uscito da 40 anni di bavaglio dell'ex Ddr e anche per tanti attivisti e volontari impegnati nel sociale la tolleranza è sacra, «bisogna difendere la libertà d'espressione, una questione di democrazia», rivendicano.

TRA ULTRAS E PERIFERIE. Ma c'è di più: la minoranza dei Pegida arriva anche da Dresda, tra le migliaia di nazi dei raduni ci sono centinaia di camerati cittadini e il partito di derivazione filo-hitleriana dell'Npd ha da decenni una presenza storica nel Consiglio comunale e nel Land regionale. I camerati provengono dagli ultras di calcio della Dinamo Dresda e dagli alveari degli anonimi casermoni di vecchie periferie socialiste come Prohlis: una città oltre la città, così diversa, opposta dal fermento culturale del centro storico, ma non degradata come Tor Bella Monaca a Roma o le Vele napoletane di Scampia.

Le periferie di Prohlis.

Centinaia di palazzi si succedono uguali, grigi e squadrati, e tuttavia nell'appiattimento non si scorgono criminalità o violenza di strada, piuttosto i volti di tante persone semplici. Matthias, che vive e lavora come meccanico a Prohlis con la moglie e i due figli all'asilo, ci dice di «non essere un nazista ma di aver votato l'Npd e ora di seguire i Pegida» perché «qui siamo più poveri che in altri Land e non deve venire gente da fuori». L'estrema destra ha da anni diversi basi e supporter anche a Pieschen, il quartiere dei palazzi medio-borghesi che si alternano agli squallidi alberghi a ore e ai locali di striptease dei giri di prostituzione dall'Est Europa.

LA DRESDA FREAK. Anche Bachmann da giovane lavorava nei locali a luci rosse tra Lipsia e Dresda. La Pieschen delle scritte vandaliche sui muri della Dinamo confina con la rossa Neustadt, la parte nuova della città e il secondo quartiere centrale dopo l'Altstad, il centro storico: da questa roccaforte antagonista, dove esiste ancora qualche punk, partono le marce e i blocchi «antifascisti» degli scontri periodici con i nazi. Sulle pareti dei palazzi di Neustadt spuntano i murales fricchettoni e le stampe del volto di Gramsci con le scritte «no pasaran» e «nazi frei», liberi da nazisti. I gestori di uno dei tanti alimentari bio o vegani della zona affermano l'opposto dei proletari di Prohlis, «a Prohlis sono nazisti e bisogna impedire loro ovunque di manifestare».

Street art a Neustadt.

Ma la storia degli anti-imperialisti di Neustadt contro i proletari squadristi di Prohlis e Pieschen è il passato. A Dresda l'estrema destra ha sempre mietuto voti nelle periferie, come a Lipsia e in altre città dell'Est. Il salto di qualità sono stati i Pegida di Bachmann: un passato di traffici e trascorsi anche criminali, ma pure da grande imbastitore di relazioni e con una medaglia al valore civile per la rete di salvataggio per l'alluvione del 2009, il capopopolo ha attratto il ceto medio nell'orbita di Pegida. Anche nell'alto-borghese Altstadt l'Npd raccoglieva simpatie, anche tra le villette borghesi di Plauen sfilavano i nazi: Bachmann ha saputo sdoganare queste pulsioni, rendere populista l'estremismo xenofobo.

IL CAPOPOPOLO. «È il prototipo del populista perfetto», spiega a Lettera43.it l'esperto di ricerche sui conflitti e sulla violenza sociali dell'Università di Bielefeld Andreas Zick, che ha insegnato per anni anche a Dresda, «Bahcmann ha un'agenzia pubblicitaria, è un ottimo comunicatore e, anche se Pegida gli andrà male perché non raccoglie voti politici, farà qualcos'altro. Lui resta sempre a galla». Di Dresda, capofrazione al parlamento regionale, è anche la leader di Alternative für Deutschland, Frauke Petry. A lei si deve la svolta xenofoba e populista del partito degli euroscettici. Petry promette di sbarcare al Bundestag, con le Legislative del 2017, e di puntare al cancellierato nel 2021.

Fuck Pegida.

A Dresda gli atti di razzismo sono in aumento da anni: i “soli” 23 attacchi del 2012 sono saliti a 48 nel 2014 e a 116 nel 2015

Dresden Nazifrei

A Dresda e in Sassonia AfD sta capitalizzando i voti di Pegida: nei sondaggi è data al suo picco massimo del 25%, i gradimenti arrivano dalle periferie proletarie, dai delusi dell'ex Ddr, dalle campagne e dai borghesi frustrati, un panorama composito. Dalla sua roccaforte di Neustadt, la lega dei Dresden Nazifrei ricorda come, dalle statistiche del Land, «a Dresda gli atti di razzismo siano da anni in aumento: i “soli” 23 attacchi del 2012 sono saliti a 48 nel 2014 e a 116 nel 2015. Numeri cittadini che sono diventati della portata di quelli di Land regionali, come i 121 in Turingia o i 130 in Meclemburgo-Pomerania».

TREND SEMPRE PEGGIORE. Il trend del 2016 è ancora peggiore. C'è una sorta di orgoglio tradito in Sassonia, un tempo il Land più ricco e tuttora il più industrializzato della Germania Est, e anche nella bella Dresda dal passato tragico, incredibilmente ricostruita ma con i suoi fantasmi portatrice – suo malgrado – di un virus pericoloso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso