Blue Parrot
SPARATORIA 17 Gennaio Gen 2017 1027 17 gennaio 2017

Messico, la guerra fra narcos contagia Playa del Carmen

Per il dominio nella zona è in corso una lotta tra i cartelli Golfo e Cjng. Che controlla già 14 Stati del Paese. E non esita a trasformare in campi di battaglia locali come il Blue Parrot. Dove ha perso la vita Daniel.

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da Playa del Carmen

Centinaia di messaggi di sconforto e cordoglio accompagnano l’ultima pubblicazione di Daniel Pessina sul suo profilo Facebook. «Después de jugar, Dubfire»: «Dopo aver giocato, Dubfire», un famoso dj iraniano-statunitense, che nel video del post mixa musica elettronica davanti a una folla danzante. A fianco del video, un fiume di «Rip» e «Descansa en paz». La pubblicazione è datata 14 gennaio, alle 12.02 messicane, poche ore prima che Daniel trovasse la morte per mano di sconosciuti nella discoteca Blue Parrot di Playa del Carmen, durante la chiusura del Bpm Festival.

ESCALATION DI VIOLENZA. Una sparatoria in cui sono morte cinque persone e altre 15 sono state ferite, e che sia gli organizzatori del festival sia le autorità vogliono far passare per un fatto isolato. Ma le testimonianze e la situazione di violenza che sta vivendo lo Stato del Quintana Roo, dove si trova Playa del Carmen, sembrano contraddire questa versione. In conferenza stampa, l'agente Miguel Ángel Pech Chen ha dichiarato che alle 2.28 la polizia ha registrato spari nelle vicinanze della discoteca e che poi un individuo ha cercato di entrare armato nel locale. Quando le guardie glielo hanno impedito, ha aperto il fuoco.

LA GUERRA TRA CARTELLI. «C’erano nel locale diversi spacciatori di un cartello che vendevano droga», è invece la testimonianza, a cui Lettera43.it ha avuto accesso, di una persona che era nella discoteca al momento della sparatoria. Senza specificare a quale organizzazione appartenessero, ha detto che a un certo punto «cinque individui sono apparsi da tre porte differenti della discoteca e hanno cominciato a sparare sulla gente». Il testimone ha spiegato di avere visto uno di loro avvicinarsi a due ragazzi, uno dei quali corrisponde alla descrizione di Daniel, e freddarli con due colpi.

Il 2016 è stato l’anno più violento a Cancún, capitale del Quintana Roo, con 63 esecuzioni

Altri testimoni, secondo il caporedattore del quotidiano La Verdad Carlos Matus, confermano che i cinque individui appartengono a un cartello rivale: dopo essere stati buttati fuori dalla discoteca, sarebbero tornati armati e avrebbero aperto il fuoco per più di 20 secondi, cercando di colpire gli organizzatori del festival. Pessina, morto per uno sparo all’addome che lo ha raggiunto davanti al locale, in certe ricostruzioni appare come turista, in altre come membro dell’organizzazione dell’evento. Stando a informazioni verificate da Lettera43.it con fonti locali, era residente Sayulita, Nayarit, località turistica del Pacifico messicano a più di 2 mila chilometri da Playa del Carmen, dove da qualche anno aveva aperto un ristorante.

63 ESECUZIONI IN UN ANNO A CANCÚN. La situazione che si vive nel Quintana Roo non faceva sperare niente di buono: il 2016 è stato l’anno più violento a Cancún, capitale dello Stato, con 63 esecuzioni. Da alcuni mesi è iniziata nel Sud-Est del Messico una disputa per il controllo del narcotraffico tra il cartello del Golfo e il Cártel Jalisco Nueva Generación (Cjng), che ha provocato una escalation di violenza in tutta la regione, in particolare a Cancún e nel Nord del Quintana Roo.

DUE PRECEDENTI A NOVEMBRE. A fine novembre in altre due discoteche di Cancún si erano verificati omicidi con arma da fuoco: al Mandala, dove un dipendente del locale è stato ucciso, e al Congo bar. Anche in questo caso la vittima è stata un membro dello staff, freddato nel bagno della discoteca mentre stava vendendo droga. In entrambi i casi, secondo le autorità, il movente era la lotta tra cartelli per il traffico di stupefacenti, in particolare nelle discoteche.

L'esterno del Blue Parrot, Playa del Carmen.

Il Cjng è il cartello più potente: controlla 14 Stati e ha assunto il dominio di gran parte del traffico di droga verso gli Usa

Il Cjng (presente nel Quintana Roo dal 2013, quando si era alleato col gruppo locale Los Pelones) ha iniziato a seminare violenza a Cancún nel giugno del 2016 entrando nella città, secondo fonti di stampa, con un gruppo di 50 sicari d’élite e dichiarando pubblicamente l'intenzione di impossessarsi della zona. L'obiettivo era ed è destabilizzare i cartelli che controllano il territorio, anche attraverso la cattura di alcuni dei loro boss locali, come Farfán Peraza (Zetas) e Juan Daniel Velázquez “El Talibancillo” (Golfo).

L'ALLEANZA CON LOS CUINIS. Il Cjng è attualmente il cartello più potente in Messico: controlla 14 Stati nel Paese e ha messo le mani su gran parte del traffico di droga verso gli Usa. Ha accresciuto la sua influenza durante il mandato dell’attuale presidente, Enrique Peña Nieto, e dopo l’alleanza fra il proprio leader, Nemesio Osegueda Cervantes “El Mencho”, e il cognato Abigael González Valencia, leader del cartello Los Cuinis.

LE OMBRE SUL GOVERNATORE. Il governatore del Quintana Roo, Carlos Joaquín González, ha provato a gettare acqua sul fuoco, dicendo che la sparatoria del Blue Parrot è dovuta a un litigio fra due persone. Ma se da una parte invita alla calma ed esclude la pista dei narcotraffico, dall'altra solo pochi giorni fa (il 13 gennaio) annunciava che un generale dell’esercito assumerà il coordinamento delle azioni di polizia nello Stato, per via degli scarsi risultati ottenuti in materia di sicurezza e dell’avanzata del crimine organizzato. Un'avanzata iniziata ormai quasi 10 anni fa, tra il 2005 e il 2008, quando González dera sindaco di Solidaridad, municipio in cui si trova Playa del Carmen. In un'area divenuta oggi meta internazionale del turismo ma anche terreno fertile per i narcos.

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