Golden Sands Varna Bulgaria
29 Maggio Mag 2017 0800 29 maggio 2017

La fuga low cost dei pensionati italiani in Bulgaria: il reportage

Viaggio a Varna nella nutrita comunità di anziani. Affitti a 150 euro, assegni previdenziali lordi non tassati, cena al ristorante con meno di 10 euro. Le storie di chi ha lasciato (non pentito) il nostro Paese.

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da Varna, Mar Nero

Il paradiso fiscale dei pensionati italiani ha un nome bulgaro che potrebbe essere italiano, Varna, e un paesaggio dai contorni morbidi, dove i colori pastello delle campagne e degli edifici sfumano nel celeste tenue del cielo e del mare, che sprofonda man mano nel blu. D'inverno fa freddo, ma non è come nell'entroterra. D'estate alle 4 e mezzo albeggia, ma è un sole che accarezza e che non brucia. C'è vita, ma in un clima di relax e non di frastuono e di movida come nelle spiagge assaltate dai vacanzieri teenager un centinaio di chilometri più a Sud.

LA VIAREGGIO BULGARA. Ci sono le terme gratuite affollate di anziani, grandi e curati giardini, l'aeroporto e l'università. Buoni servizi medici nella località balneare più grande e rinomata del Mar Nero dall'inizio del '900, dunque tra le meno povere della Bulgaria. «Abbiamo anche il nostro ponte di Brooklyn nella nostra laguna», scherza una coppia di 60enni bulgari di rientro in treno dalla capitale Sofia sul loro ponte di ferro. Per i palazzi e i gazebo della belle époque ridipinti di fresco Varna potrebbe ricordare Viareggio, se non fosse che i pensionati italiani trapiantati su queste spiagge per più di sei mesi all'anno ricevono dall'Inps un assegno lordo.

Sul lungomare di Varna.

Non è un miraggio e neanche evasione fiscale: dal 2007 la Bulgaria è uno Stato dell'Unione europea che assegna anche un medico di base ai cittadini degli altri Paesi membri e siccome le misere pensioni (la minima è di 80 euro, la media di 150 euro, la massima dei ricchi di 400) dello Stato più povero dell'Ue non costituiscono per il fisco bulgaro un reddito imponibile, qui di tasse per chi ormai si è ritirato dal lavoro non ne esistono. Non serve la cittadinanza, ma un contratto d'affitto e un conto corrente bulgaro.

COMUNITÀ DI PENSIONATI. Chi passa più di 183 giorni l'anno nel Paese è considerato residente e sono sempre di più i pensionati nostri connazionali in Bulgaria, la maggioranza dei 1.516 (1.138 le famiglie) iscritti all'Anagrafe italiana dei residenti all'estero di Sofia, secondo gli ultimi dati disponibili del 2015 del Ministero dell'Interno. «Ma da allora sono sicuramente aumentati», spiega a Lettera43.it il presidente della Fondazione per gli italiani e gli amici dell’Italia in Bulgaria Claudio Antonio Chiffi, 65enne trasferito in pianta stabile a Varna dal pensionamento alla fine del 2011 e titolare anche di una società di consulenza per seguire i connazionali nelle procedure e nei servizi.

Claudio Antonio Chiffi con il delegato della fondazione a Roma Vincenzo Spavone.

Gli italiani a Varna sono sempre di più e noi siamo sempre più indaffarati. Solo in questo distretto circa 200 sono residenti, dal 2014 abbiamo sistemato una cinquantina di famiglie

Claudio Antonio Chiffi

Ogni giorno Chiffi riceve centinaia di mail di italiani che gli chiedono come si fa a espatriare e se si vive bene o no in Bulgaria. «Sono sempre di più», racconta, «e noi siamo sempre più indaffarati, in queste settimane dobbiamo gestire un trasloco importante». Anche grazie al libro Cosa farò da grande, la mia vita da pensionato in Bulgaria del pioniere Franco Luigi Tenca, in pochi anni a Varna si è creata una nutrita comunità di pensionati in fuga dal nostro Paese: «Solo in questo distretto circa 200 italiani sono residenti, dal 2014 abbiamo sistemato una cinquantina di famiglie», precisa Chiffi, che aiuta anche gli imprenditori italiani ad aprire società con la tassazione al 10% del governo di Sofia.

DALLA TOSCANA A VARNA. Ma il grosso, per il momento, sta nei faldoni con i moduli per l'Inps e per le agevolazioni della tessera sanitaria Ue. Anche il Portogallo ha azzerato i prelievi fiscali sulle pensioni ma per 10 anni e (come in Tunisia dove dal 2007 si tassa solo il 20% del lordo trasferito dall'Italia e da altri Paesi) il costo della vita è più alto. I coniugi Malatesta, 70enni toscani della Lunigiana che parla ligure, avevano sondato vari terreni: «Ci eravamo informati anche per Hammamet» confida a Lettera43.it Raffaello, vicino alla moglie Luciana, sul buen retiro di italiani lungo la litoranea tra Tunisi e i resort di Susa, entrambi teatro degli attentati del 2015.

Gli stabilimenti sul Mar Nero.

«Un mare fantastico, si mangia benissimo, vivono bene in Tunisia sa? Ma là...», e fa il gesto, «tagliano le gole». Ora è la Bulgaria il Paese più vantaggioso per pensionati italiani, e anche Raffaello e Luciana sono approdati a Varna: «Ci siamo documentati, abbiamo scoperto che è chiamata la perla del Mar Nero», ricorda la moglie, «pochi chilometri a Nord ci sono le Sabbie d'oro». Il mare non è quello degli scogli liguri, men che meno della Sardegna dove pure vagheggiavano di spostarsi. Ma le spiagge sabbiose di Varna non sono poi molto diverse da quelle di Massa Carrara o di Marina di Pisa, dove Raffaello dopo il lavoro in ospedale aveva aperto un ristorante.

IN ITALIA IL RECORD DI TASSE. Con amarezza Luciana commenta che «in Toscana, la nostra terra, non era più possibile godersi dignitosamente la pensione». In Italia un assegno medio è tassato più del 20%, oltre il doppio che in altri Paesi dell'Ue. Pensioni di 750 euro sono le uniche nell'Ue per importo a subire prelievi del 9%: impossibile, per molte famiglie strozzate da quasi 10 anni di crisi, pagare bollette, affitti, spese mediche con ticket ormai superiori a 50 euro anche per banali analisi del sangue, talvolta anche parte dei mutui dei figli in ristrettezze economiche.

I parchi di Varna.

Gli uffici a Varna della fondazione e dell'attività di consulenza di Chiffi sono una sorta di patronato. Le informazioni e l'orientamento per la visita iniziale dei luoghi sono gratuiti, per i servizi burocratici e di sostegno nel trasferimento (inclusa la stipula del contratto di abitazione e con le banche locali) si pagano quote oneste e per la comunità di italiani lo sportello resta un appoggio anche dopo: «La lingua è simile al russo e in più hanno mantenuto l'alfabetico cirillico», spiega. Chiffi frequenta la Bulgaria dalla caduta del comunismo nel 1989, qui si è ricostruito una famiglia e va a scuola il figlio piccolo Pier Riccardo, parla la lingua ed è in contatto con le sedi consolari.

RIMESSE IN ITALIA. Con la moglie bulgara Jasmina e gli altri sei impiegati della sede, gli capita di accompagnare le famiglie di italiani «dal veterinario» o di «indirizzarli per le cure mediche». Alcuni si rivolgono a lui anche per «inviare rimesse ai figli, grazie ai risparmi che in Bulgaria possono accantonare e in Italia non più». Con 150 euro d'affitto (circa 300 leva bulgari) Luciana e Raffaello vivono in una villetta di più di 100 metri quadrati nelle campagne di Varna: anche in centro per più 60 mq non si superano mai i 200 euro d'affitto. Le bollette ammontano a meno della metà che in Italia, l'assicurazione per l'auto costa dai 90 ai 150 euro l'anno, la benzina a poco più di 1 euro al litro è la più bassa d'Europa.

In pensione sul Mar Nero.

Un chilo di pane costa meno di un euro, in ristorante si mangia carne per 7 euro bevande incluse, con i voli low cost gli italiani vengono anche per risparmiare sulle cure dentali

Un litro di latte e un chilo di pane, nonostante i rincari dall'entrata della Bulgaria nell'Ue, costano l'equivalente di meno di un euro, una cena per due in un ristorante (anche a base di carne) raramente supera i 30 leva: circa 6-7 euro a testa, bevande incluse. I farmaci vengono in parte rimborsati dal sistema sanitario italiano e quelli non passati si pagano meno della metà. Per gli esami e le visite specialistiche e anche del medico di base c'è un ticket, ma i costi sono irrisori: da 1,5 euro a meno di 10 euro; 65 test per le analisi del sangue costano circa 3 leva. In Bulgaria, con i voli low cost, gli italiani vengono anche per risparmiare sulle cure dentali.

MEDICI DI BUON LIVELLO. Di recente Luciana ha fatto dei raggi «per l'artrosi» e «si è trovata bene». Tutti gli italiani intervistati concordano che le «strutture sanitarie sono vecchie, ma i macchinari sono buoni e la professionalità dei medici alta». Dai Malatesta è da qualche giorno ospite una giovane famiglia loro parente, di Sarzana: marito e moglie neopensionati 50enni, un figlio a carico 19enne, quattro cani e sette gatti da trasferire presto con loro a Varna. Li abbiamo accompagnati a visitare la casa che hanno infine deciso di prendere in affitto «per 150 euro al mese» da Daniele, pensionato di Ferrara, e la moglie rumena in fase di sgombero.

Il centro di Varna.

Pianterreno con cucina spaziosa, bagno e camera arredati, un ingresso con un divano letto e soprattutto un grande giardino per gli animali li attendono per la loro «nuova vita»: nessun ripensamento, in una settimana verranno a Varna armi e bagagli. Dai bulgari, che anche secondo i dati Eurostat 2016 conservano il triste primato di Paese Ue con più over 65 a rischio di esclusione sociale (più del 50% dei pensionati ha serie difficoltà a pagarsi cibo e spese mediche), i pensionati italiani vengono bonariamente invidiati: in Bulgaria con 1.000 euro di assegno mensile si vive da signori.

RICCHI E POVERI. Per tanti bulgari l'alternativa a una vecchiaia nell'indigenza è accumulare contributi nei Paesi dell'euro, come molte badanti emigrate in Italia. Ma in questi anni Chiffi ne ha viste e lette tante, anche per molti italiani il passo è forzoso. «Certo, ci sono professionisti in pensione tra i meglio retribuiti, come ex piloti o ex dirigenti che vengono legalmente qui in Bulgaria per non farsi detrarre 2-3 mila euro dai loro assegni in Italia», confida, «ma ci sono anche tante famiglie del ceto medio impoverite o indebitate, che faticano sempre di più ad arrivare a fine mese. Dai loro l'ok e il giorno dopo sono qui, in furgone».

Il ristoratore Carlo Guadalupo.

Che anche la Bulgaria abbia i suoi bei problemi di corruzione non li spaventa: pure l'Italia, nel rapporto 2016 di Transparency International, è agli ultimi posti nell'Ue (seguita da Grecia e Bulgaria) e neanche quanto a criminalità organizzata può dare lezioni all'estero. La Bulgaria non è poi target di attentati terroristici, in banca e in altri luoghi sensibili si entra ancora senza metal detector. Regolamenti di conti e altri malaffari tra bulgari non toccano chi viene da fuori e - in tempi di guerra tra poveri - rassicura diversi espatriati anche che in giro si vedano pochissimi extracomunitari. Il governo di Sofia ha blindato il confine con la Turchia di muri di filo spinato e i pochi richiedenti asilo in transito restano chiusi nelle strutture.

UN ANGOLO D'ITALIA. Di tanto in tanto la comunità di pensionati di Varna si raduna in lunghe tavolate a "Buongiorno pasta e pizza", il locale a un passo dalla stazione del siciliano Carlo Guadalupo: un'oasi dell'Italia migliore, sempre pieno di connazionali. Da quattro anni il ristoratore, già emigrato anni fa col fratello a Monaco di Baviera, sforna sul Mar Nero pizze ottimamente farcite e dolci deliziosi: la cura nella scelta degli ingredienti è la sua passione. La moglie bulgara lo ha spronato a lasciare la Germania «portandomi qui e ormai neanch'io tornerei più indietro», racconta a Lettera43.it. Anche il nipote, che in Italia non trovava lavoro, è ad aiutarlo in cucina.

Viviamo tranquilli, in pace. Anche sopra la perla del Mar Nero volano i gabbiani

Luciana e Raffaello Malatesta

Prima o poi «qua a Varna sorgerà il palazzo Italia», dicono i connazionali. I coniugi Luciana e Raffaello sono arrivati in camper e non rientrano in Italia più di una volta all'anno, «sempre in auto, per paura dell'aereo». Sono stati in «Serbia, Romania», hanno «girato un po' la Bulgaria» e se non fosse pericoloso andrebbero «anche in Turchia, è a un passo». Non comprano casa, vogliono «essere liberi» di restare a Varna finché va loro: «Viviamo tranquilli, in pace. Guardi, anche sopra la perla del Mar Nero», ci indicano, «volano i gabbiani».

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