Plovdiv
14 Giugno Giu 2017 0800 14 giugno 2017

Bulgaria, gli affari d'oro del made in Italy a Plovdiv

Boom di italiani che investono nella capitale della cultura del 2019. Immobili storici da ristrutturare per 130-200 mila euro. Grande richiesta di abiti e cibo nostrani. Tra start up e qualche delocalizzazione.

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da Plovdiv

Ogni primavera alla fine di maggio le strade delle città e dei villaggi dell'antica terra di Tracia si riempiono di rose, i fiori che stanno alla Bulgaria come i tulipani all'Olanda. Ma per la festa delle rose (il Paese ne è il maggior coltivatore europeo), il centro di Plovdiv ha una peculiarità in più: oltre ai fiori profumo e simbolo nazionali, sulla via del corso è affacciato un buon 30% di negozi glamour in alfabeto latino e con le insegne italiane. Sono sempre di più: alcuni di bulgari rimpatriati dopo anni di esperienza nelle cucine dei ristoranti e delle pizzerie del nostro Paese, altri di italiani che in Bulgaria non hanno ancora preso la residenza ma dove hanno iniziato a delocalizzare o impiantare i loro business.

COME TIRA MANGIARE E VESTIRE ITALIANO. Tra maggio e giugno si tiene in Bulgaria anche il Festival italiano, con rassegne culturali e artistiche e meeting imprenditoriali sull'italian style nei maggiori centri del Paese, e il sodalizio non poteva essere dei migliori. Sui sei colli di Plovdiv, patrimonio Unesco dell'umanità, gli investimenti dei connazionali hanno iniziato a moltiplicarsi dall'investitura della città di quasi 350 mila abitanti a capitale europea della cultura, con Matera, del 2019: un destino ancora una volta comune. Nel Paese più emergente dell'Ue (il più povero, ma con l'economia più in crescita: 3-4% annuo), il made in Italy è un cult per le classi medie: mangiare e vestire italiano va a ruba e come non approfittarne, per un imprenditore.

Shopping Made in Italy, Plovdiv.

A disposizione, anche per il turismo, ci sono i fondi Ue. Un bell'edificio storico a più piani, da recuperare nelle vie dello shopping, può essere acquistato a 130, al massimo 200 mila euro (un leva bulgaro ne vale circa la metà) e si conta di rivenderlo tra qualche anno a un milione. Intanto si aprono negozi o si affittano spazi alle attività commerciali: quelle con prodotti italiani sono eleganti e si estendono anche su più piani, come la grande gelateria della catena Afreddo. A volte anche in più di un palazzo, come La Veranda: il nuovo ristorante panoramico più chic di Plovdiv, aperto ai lati della gradinata verso le pareti rocciose della montagnola di un colle, raro paradiso urbano per arrampicatori alla Manolo.

START UP CHE DA NOI CHIUDEREBBERO. Prima che la città fosse prescelta dall'Ue nel 2014, questi locali per cenare all'italiana erano vuoti e disadorni. Adesso lungo il centrale boulevard Ruski spezzato dai resti dello stadio romano venuto a galla con gli scavi (bloccati) della metropolitana, accanto a varia gastronomia della cucina più rinomata al mondo spiccano negozi di scarpe e pelletteria dai nomi italiani Fabiano e Paolo Botticelli e la boutique Montenapoleone 10, lanciata da un imprenditore romano con le migliori firme della moda italiane. Oltre ai grossi marchi anche italiani dell'abbigliamento, capita che in Bulgaria creino un loro brand e aprano più punti vendita artigiani che in Italia, come accade a tante start up, chiuderebbero presto bottega senza decollare.

Gian Lorenzo d'Elia nello studio a Plovdiv.

La ripresa in italia è una bugia. Per mancanza di volontà, di potere e per miopia dei nostri politici l'Italia ti obbliga a trovare soluzioni fuori

Gian Lorenzo d'Elia, Bulgaritaly

Diviso tra Plovdiv e Salerno, anche il consulente per il management Gian Lorenzo d'Elia è convinto che l'Italia ormai non ce faccia più. Dal 2016 il 44enne ha fondato qui la sua SpA Bulgaritaly dopo due lauree in Economia e in Scienze politiche, un corso di specializzazione e anni di dottorato nell'università campana: «Sono anche iscritto all'albo Consob come promotore finanziario», racconta a Lettera43.it, «ma per le qualifiche conseguite venivo pagato una miseria, come tanti ricercatori accademici e cultori della materia. Avevo anche tentato di aprire mie società, ma mancava sempre la spinta, è una bugia che c'è la ripresa. Per mancanza di volontà, di potere e per miopia dei nostri politici l'Italia ti obbliga a trovare soluzioni fuori».

ORGANIZZA "TOUR" PER IMPRENDITORI. Alla vigilia della ripartenza per l'Italia, D'Elia è appena rientrato a Plovdiv da una trasferta sul mare a Burgas: quattro giorni su cinque e anche di più gli capita di scortare connazionali a caccia di investimenti nel Paese. Fra le tre e le quattro società a settimana lo contattano. «Qualche giorno fa c'erano due siciliani e uno di Verona, ieri degli imprenditori di Perugia e uno di Firenze, la settimana prossima arrivano da Pescara». Come tra i pensionati trapiantati a Varna, non ci sono distinzioni geografiche: dal 2007 l'Agenzia per la promozione delle imprese italiane all'estero (Ice) certifica un'impennata del 300% delle aziende di connazionali registrate in Bulgaria: oltre 7.900 per una fucina di circa 52 mila occupati.

Nella valle delle rose, Bulgaria.

GETTY

Nell'ambito del Festival italiano, a Sofia una ventina di aziende di connazionali ha esposto l'eccellenza degli occhiali italiani e, tra gli altri, anche la Claro ottica valuta un distaccamento in Bulgaria. Con i collaboratori italiani e bulgari di Bulgaritaly, gli imprenditori possono fare un giro di qualche giorno nel Paese «per farsi un'idea: due giorni a Plovidiv, altri due sul mare, uno a Sofia, inclusi i distretti industriali», e poi, se convinti, aprire una società o loro sedi in Bulgaria. Tra visite, traduzioni e procedure burocratiche si può fondare un'azienda in quattro o cinque giorni per circa 600 euro di spese tra la consulenza nelle pratiche e le registrazioni, più i costi dei pernottamenti e del tour.

UNA FLAT TAX SUGLI UTILI AL 10%. Le normative da rispettare esistono, ma sono per tradizione semplificate in un diritto penale e civile di poche pagine. Soprattutto, per attrarre capitali esteri dal 2008 il governo bulgaro ha introdotto una flat tax sugli utili al 10%, abbattendo la progressività dell'imposizione fiscale. Anche se con l'ingresso nell'Ue il leva è rincarato del 30%, il costo delle compra-vendite rimane molto basso. E, non ultimo, dalla Romania gli incentivi Ue per lo sviluppo si sono spostati man mano spostati verso la Bulgaria. D'Elia e gli altri «attendono il boom con Plovdiv capitale della cultura». Solo per rinnovare l'aeroporto cittadino sono arrivati 35 milioni di euro.

Un palazzo da ristrutturare, Plovdiv.

Se circa 400 italiani vivono in pianta stabile a Plovdiv, un via vai di 20 mila italiani viene, riparte, torna a sondare il terreno in zona. L'alimentare e altri prodotti del made in Italy vanno per la maggiore con l'immobiliare. Ma c'è anche un imprenditore calabrese che produce pellet per l'abbondanza e il basso costo della materiale e del lavoro, altre aziende manifatturiere confidano nel rilancio del distretto industriale di Plovdiv: capitale culturale e anche commerciale della Bulgaria dai tempi del collettivismo sovietico. La città a un'ora d'auto da Sofia ospita anche alcune sedi consolari e di distaccamenti ministeriali.

ATTENZIONE PERÒ ALLE FRODI. A una ditta aperta in Bulgaria si può intestare anche un'auto aziendale, con meno di un terzo delle spese italiane. L'assicurazione viene in media 120 euro (a seconda della cilindrata) all'anno, il bollo un centinaio di euro, per il passaggio di proprietà servono 30 euro. Ma proprio per l'attrattiva e la facilità di aprire, grazie alla normativa bancaria bulgara, società anonime con azioni al portatore operative in tutta l'Ue, le truffe nel settore abbondano: ogni settimana una bisarca per caricare le auto da immatricolare in Bulgaria attraversa lo stivale dal Tirreno all'Adriatico e là diversi connazionali vedono sparire le loro auto insieme a centinaia di euro versati per il trasporto e il falso appoggio logistico di società rivelatesi fasulle.

Essenziale non farsi adescare da annunci sui generis. Ma rivolgersi sempre all'Ice o a consulenti italiani o bulgari non improvvisati, in contatto da tempo con le sedi consolari che propongono un orientamento sul posto

A Varna come a Plovdiv e a Sofia, è essenziale non farsi adescare da annunci sui generis. Ma rivolgersi sempre all'Ice o a consulenti italiani o bulgari non improvvisati, in contatto da tempo con le sedi consolari e che propongono un orientamento sul posto di qualche giorno prima di compra-vendite o società da istituire. D'Elia, che studia e frequenta la realtà bulgara dal 2010, ricorda anche che la «normativa sulla residenza è cambiata, gli imprenditori che sono soliti fermarsi per più di due settimane devono prenderla». Un passo che anche lui sta per compiere, con moglie e due figli piccoli a Salerno: «Fate finta che papà fa il camionista, dico sempre loro», sdrammatizza ma mica poi tanto, «che per noi del Sud stare lontano dagli affetti è dura».

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