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RINNOVABILI 3 Aprile Apr 2012 1000 03 aprile 2012

Germania, solare al tramonto

Crac della Q-Cells: perdite da 846 mln. Avviata la procedura di insolvenza.

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da Berlino

Q-Cells ha 2.200 occupati e ha sede a Bitterfeld-Wolfen.

Non si arresta l'ondata di insolvenze che sta trascinando al fallimento le imprese del solare tedesco.
Dopo i casi di Solarhybrid, Solar Millennium e Solon, è ora il turno di Q-Cells, azienda con 2.200 occupati (di cui 500 in Malesia) che ha sede a Bitterfeld-Wolfen, nella Sassonia-Anhalt e che fino a poco tempo fa era considerata uno degli esempi di eccellenza imprenditoriale nei territori dell'ex Germania orientale.
DA TEMPO VOCI DI FALLIMENTO. «Da giorni ormai si rincorrevano voci su un possibile fallimento di Q-Cells», ha scritto il Financial Times Deutschland, «ma ora gli spifferi sono diventati realtà. Il 3 aprile, l'azienda di Bitterfeld avvierà la procedura di insolvenza».
Il settore è piombato velocemente in una crisi che appare inarrestabile, determinata da una sovracapacità di produzione, dal crollo dei prezzi e dall'irresistibile concorrenza dei cinesi, mentre ha poco a che fare con il recente provvedimento del governo di Angela Merkel di ridurre le sovvenzioni statali per gli impianti fotovoltaici.
MOTIVI DI NATURA INDUSTRIALI. I motivi sono prettamente industriali. Come ha riportato il quotidiano finanziario, «i manager di Q-Cells hanno reso noto che, dopo numerosi tentativi di elaborare un piano per la ristrutturazione finanziaria dell'azienda, si è dovuti giungere alla conclusione che la sua sopravvivenza futura non possa essere ristabilita con la dovuta sicurezza».
Come spesso accade in questi casi, un comunicato zeppo di parafrasi burocratiche rende solo più amara la fine di un'avventura, sebbene le avvisaglie fossero ormai ben visibili a tutti.
DENUNCIA DI UN PICCOLO INVESTITORE. «Nelle scorse settimane, la Q-Cells aveva già fatto trapelare la notizia del fallimento del piano di risanamento», ha proseguito il Ftd, «dopo che un piccolo azionista aveva portato tale piano di fronte alla corte d'appello di Francoforte». Nelle intenzioni dei manager, gli azionisti sarebbero dovuti entrare nella proprietà dell'azienda. Ma quelli di minoranza non volevano saperne e avevano minacciato di ricorrere tutti alle vie legali per ottenere i dividendi delle loro azioni. La corte di appello di Francoforte non si è ancora pronunciata sulla causa, ma in un caso simile, che riguardava l'impresa del legno Pfleiderer, aveva già dato ragione ai piccoli investitori. Il precedente ha convinto il managment a non proseguire oltre.
RITIRATE SUBITO LE AZIONI IN BORSA. Nel 2011 Q-Cells aveva registrato una perdita di 846 milioni di euro, mentre i ricavi si erano contratti a 1 miliardo di euro, un quarto in meno del 2010.
Inevitabile, dopo il comunicato dell'azienda, il temporaneo ritiro delle azioni dalle contrattazioni in borsa. E pensare che solo qualche anno fa l'azienda di Bitterfeld era in procinto di accedere al Dax, il segmento della Borsa di Francoforte che contiene i 30 titoli a maggiore capitalizzazione: sarebbe stata la prima volta per un consorzio orientale.

Non è ancora certa la morte dell'azienda

La Q-Cells era considerata uno degli esempi di eccellenza imprenditoriale nei territori dell'ex Germania orientale.

L'avviamento della procedura di insolvenza non significa automaticamente la morte dell'azienda.
Il tribunale competente (in questa vicenda quello di Dessau) deve ora nominare un curatore fallimentare, al quale è delegato il compito di salvare il salvabile.
Secondo le indiscrezioni del Financial Times Deutschland deve essere un nome di grido: Hartwing Albers, capo della sede berlinese del prestigioso studio amburghese Brinkmann und Partner.
CONDIZIONI PERCHÉ SOPRAVVIVA. Alla sua abilità si affida anche il viceresponsabile della sezione locale del sindacato Ig Bce, Sylke Teichfuß, per il quale «esistono ancora tutte le condizioni perché la Q-Cells sopravviva».
La Germania si è impegnata nella svolta energetica, rinunciando all'atomo per rimpiazzarlo con fonti rinnovabili: «Per questo le aziende che operano nei cosiddetti settori verdi sono necessarie», ha concluso Teichfuß, «e penso che la Q-Cells avrà un futuro».
DANNI DA DEINDUSTRIALIZZAZIONE. La regione di Bitterfeld ha vissuto una difficile fase di deindustrializzazione dopo la caduta della Ddr. Chiusi i grandi conglomerati statali del carbone e della chimica, ha sofferto per anni un alto tasso di disoccupazione, per riscoprire una vocazione industriale abbracciando le nuove tecnologie del solare. È sorta così la cosiddetta Solar Valley, il più grande distretto del suo genere in Europa, con al centro il colosso Q-Cells.
A RISCHIO UN INTERO SETTORE. Un'intera comunità è oggi preoccupata per il proprio futuro. «È possibile che con la procedura di insolvenza, l'azienda possa risorgere sotto nuove forme», ha commentato la Tageszeitung, «ma a prescindere dal caso specifico, l'intera industria del solare tedesco è precipitata in una crisi profonda perché nessuno aveva immaginato che la concorrenza internazionale sarebbe cresciuta così in fretta. In questa vicenda si nascondono due amare verità: la prima è che rischia di fallire un intero decennio industriale del nostro Paese; la seconda è che gli incentivi statali non aiutano più lo sviluppo del settore».
USA, CINA E GIAPPONE GLI AVVERSARI. Per il quotidiano di sinistra berlinese, il calo dei costi per l'energia solare resta un dato positivo, ma la Germania deve capire di non essere più il precursore: oggi deve fare i conti con Usa, Cina e Giappone.
«Quel che invece è richiesto al governo», ha concluso, «è di inventare un'intelligente politica industriale per consentire al settore di superare la traversata nel deserto e di riguadagnare, attraverso l'innovazione, il successo economico di un tempo».

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