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SOSTENIBILITÀ 16 Aprile Apr 2012 1034 16 aprile 2012

Germania, rivoluzione mobile

Berlino vuole ridurre del 40%, entro il 2050, il consumo di energia per i trasporti.

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da Berlino

Aumento del prezzo della benzina, rivoluzione della mobilità urbana, riduzione di emissioni per ricondurre l'inquinamento entro limiti sostenibili. In questo triangolo delle Bermuda, è finito il simbolo che ha accompagnato le rivoluzioni industriali d'Occidente (e oggi quelle d'Oriente) fino alla realizzazione di un mito che ha segnato l'immaginario collettivo del benessere individuale: l'auto.
Libera mobilità per cittadini liberi, sganciati dai vincoli degli orari dei mezzi pubblici. Tutto questo sembra ormai appartenere al passato, anche se le strategie per il futuro appaiono ancora confuse, costose, in molti casi impopolari.
LA MOBILITÀ DI DOMANI. La Germania ha cominciato a porsi concretamente il problema. In vista del vertice internazionale sul trasporto, che si svolgerà a Lipsia nei primi giorni di maggio, «42 esperti sono stati radunati attorno al tavolo del ministero dei Trasporti, per discutere e immaginare gli scenari della mobilità di domani».
Come ha scritto l'Handelsblatt, «gli obiettivi tedeschi sono ambiziosi: ridurre entro il 2050 almeno del 40% il consumo di energia per il trasporto». I tecnici - scienziati, responsabili di associazioni ambientaliste, imprenditori, direttori di istituti di ricerca, funzionari del ministero - sono arrivati alla conclusione che «una rivoluzione nella strategia del trasporto sarà impresa altrettanto impegnativa che la svolta energetica per superare il nucleare».

Shade: per rivoluzionare la mobilità far crescere il prezzo dei carburanti

Il motivo è presto detto: per raggiungere gli obiettivi prefissati non è sufficiente la produzione di motori più efficienti e auto elettriche. Sarà invece necessaria una miscela di innovazione tecnologica e nuove regole che incidano sulle abitudini degli automobilisti, spingendoli a modificare mentalità e usi.
ADOTTARE NUOVI COMPORTAMENTI. «Gli obiettivi per la salvaguardia del clima non saranno centrati soltanto attraverso la tecnologia», ha confermato Wolfgang Schade, esperto di trasporti dell'Fraunhofer Institut di Karlsruhe, «anzi, un terzo di essi saranno possibili solo grazie all'adozione da parte degli utenti di nuovi comportamenti. È dunque necessario che la politica adotti un pacchetto unitario e variegato di misure».
Alcune di esse non sono una novità e hanno già suscitato reazioni furiose nel mondo delle associazioni che tutelano i diritti degli automobilisti. Lo stesso Schade le aveva proposte nel 2011, quando partecipò come consulente alla redazione del Libro Bianco pubblicato dalla Commissione europea: dal 2050, nessuna auto con motore a combustibile fossile dovrà più circolare nelle città europee, il trasporto di beni commerciali dovrà sempre più essere trasferito dall'asfalto ai binari, gli aeroporti regionali dovranno essere progressivamente chiusi.
In più: mantenere alto il prezzo del combustibile, argomento che costituisce il nervo scoperto di ogni automobilista.
«Schade suggerisce di far crescere progressivamente il prezzo dei carburanti attraverso l'aumento della tassa sul petrolio», ha proseguito l'Handelsblatt: «In questo modo, il prezzo aumenterebbe ogni due, tre mesi di 1 centesimo al litro e al consumatore verrebbe lanciato un segnale chiaro, invitandolo ad acquistare un'automobile più economica o a individuare un'alternativa. In fondo, si tratta di trovare il modo per ridurre le emissioni di CO2 il più velocemente possibile».

Gli ambientalisti «auspicano una miscela di divieti e incentivi, tasse e regolamentazioni»

Angela Merkel, cancelliera tedesca.

Il 2050 sembra una data lontana, ma il tempo per mettere in moto meccanismi che potranno produrre gli effetti desiderati in meno di 40 anni non è tanto, anche perché secondo le statistiche mondiali il traffico legato ai beni commerciali è in continua crescita.
«Le organizzazioni ambientaliste premono affinché vengano messe in campo regole per influenzare drasticamente il comportamento degli utenti», ha proseguito il quotidiano economico, «e auspicano una miscela fatta di divieti e incentivi, tasse e regolamentazioni».
Per Dietmar Oeliger, esperto di trasporti del Naturschutzbund Deutschland (Nabu), un'organizzazione non governativa per la salvaguardia della natura che opera da oltre 100 anni, «sarebbe necessario introdurre contemporaneamente ulteriori limiti alla soglia di emissione di gas, portandoli entro il 2025 a un massimo di 80 milligrammi per chilometro per le auto e a 60 per gli altri mezzi di trasporto».
Una proposta su cui i Verdi concordano e che sarà uno dei punti del programma delle prossime elezioni nel 2013: «Auto più parsimoniose sono anche la difesa più efficace contro i costi crescenti alle pompe di benzina», ha detto la deputata dei Grünen Lisa Paus.
MOTORI PIÙ ECOLOGICI. Ma una vera svolta nelle politiche del settore appare più complessa rispetto a quella adottata per le fonti energetiche. Se lo sviluppo delle rinnovabili offre già oggi alternative praticabili al nucleare, nel campo dei motori non è ancora stata inventata una soluzione efficace. I motori elettrici per le auto o quelli a idrogeno per i camion sono speranze legate al futuro. Sino ad allora, bisognerà affidarsi all'invenzione di motori convenzionali più efficienti e più ecologici.
«Poi c'è il problema del traffico aereo», ha concluso l'Handelsblatt, «e di quello navale, su cui si muove in misura crescente il trasporto dei beni commerciali, ambiti regolati a livello internazionale e nei quali è impossibile imporre soluzioni unilaterali. Così il rischio è che a sopportare il peso della difesa climatica sia solo il traffico su strada, dunque automobilisti e autotrasportatori».

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