Brasile 140402105325
AMBIENTE 2 Aprile Apr 2014 1035 02 aprile 2014

Brasile, la siccità raggiunge il livello d'allerta

Il Paese attraversa la crisi idrica più grave degli ultimi 70 anni.

  • ...

Manca l’acqua nel Paese che al mondo ne ha più di tutti, ovvero il Brasile che può contare su oltre 8.300 km cubi di acqua dolce, il 42% in più di tutta l’Europa, Russia compresa. E più di Stati Uniti e Canada messi assieme, che pure di fiumi ne hanno in abbondanza.
Paradossale, ma è proprio così, se è vero che già da settimane gli 1,3 milioni abitanti di Guarulhos - la città che ospita nella sua periferia l’aeroporto internazionale di San Paolo e per i mondiali accoglierà la nazionale iraniana - si sono visti razionare l'acqua dalle autorità locali.
Il motivo è semplice. Il livello delle riserve idriche di Cantareira che rifornisce la megalopoli San Paolo (terza maggiore area metropolitana al mondo con 20 milioni di abitanti) è sceso nell’ultimo weekend di marzo a un preoccupante 13,4%.

Il Brasile vive la crisi idrica più grave degli ultimi 70 anni.

Brasile, il 68% dei kwh prodotti proviene dalle centrali idroelettriche

Non era mai accaduto da 70 anni a questa parte che il Brasile dovesse affrontare una crisi d’acqua di questa entità e, di riflesso, una crisi energetica altrettanto grave, dato che il 68% dei kwh prodotti dal Paese del samba arriva dalle grandi centrali idroelettriche, anch’esse costrette a fare come si suole dire “le nozze con i fichi secchi”.
STIME IN RIBASSO. E se le autorità a cominciare dal ministro dell’Energia Lobão, che ironicamente di nome fa Edison come l’inventore della lampadina, cercano di tranquillizzare media ed elettorato – a ottobre si vota alle presidenziali e i tre punti su cui l’attuale presidente ricandidata Dilma Rousseff aveva promesso di rivoluzionare il Brasile erano trasporto, casa ed energia - l'agenzia pubblico-privata che si occupa della distribuzione dell'acqua a San Paolo, la Sabesp, ha rivisto per l’ennesima volta al ribasso i suoi calcoli su una siccità che rischia di creare molti problemi.
Non solo ai cittadini brasiliani ma anche ai turisti che stanno per arrivare da quelle parti per godersi il prossimo campionato del mondo di calcio.
RISERVE A RISCHIO ESAURIMENTO. Nell’ultimo scenario della Sabesp, infatti, le riserve della Cantareira si potrebbero esaurire già a partire dal prossimo 21 di giugno, esattamente nove giorni dopo la partita inaugurale che apre la rassegna mondiale proprio nello stadio di San Paolo (che, per la cronaca, deve ancora essere terminato: i lavori sono fermi a causa dell’ennesimo operaio morto).
Certo, tranquillizzano anche qui le autorità, e spiegano che comunque c'è acqua anche una volta esaurite le riserve di Cantareira per altri quattro mesi addizionali, ma nessuno può negare che il Brasile oggi sia sconvolto dalla peggiore crisi idrica che si ricordi.

Le riserve della Cantareira si potrebbero esaurire già il 21 giugno.

Aumento delle temperature e investimenti sbagliati: le cause del problema

Quali le cause del problema nel Paese? Innanzitutto l'aumento delle temperature nella regione del semi-arido centro sud brasiliano che ha fatto seccare i fiumi e morire di sete il bestiame. Le foto pubblicate dalla stampa locale sono impressionanti e la desertificazione del territorio avanza a tal punto che sembra di essere nel Sahel piuttosto che nel Paese più ricco di acqua dolce al mondo.
A peggiorare la situazione, quest’anno ha piovuto quasi la metà della media stagionale nelle tre regioni che sono il fulcro produttivo del Paese e includono da sole il 40% della popolazione brasiliana, circa 80 milioni di persone.
UNO SCENARIO COMPLICATO. La Commissione internazionale sul cambiamento climatico dell'Onu (Ipcc) è pronta a rilasciare un nuovo rapporto sul global warming, a sette anni di distanza dalla prima pubblicazione. Le anticipazioni sostengono che il riscaldamento globale causato dall'uomo alla fine di questo secolo avrà provocato lo sfollamento di centinaia di migliaia di persone e lo scatenarsi di numerose guerre, alcune delle quali proprio per l’Oro blu, senza contare gli ingenti danni per l'economia globale.
RAZIONAMENTO E MULTE PER CHI CONSUMA TROPPO. Di certo la deforestazione dell'Amazzonia non aiuta, insieme con l'impatto di un capitalismo produttivo senza programmazione né investimenti concreti.
Da un lato c’è l’incremento del consumo, dall’altro la carenza di infrastrutture e acquedotti efficienti. Negli ultimi anni sono state costruite molte più centrali idroelettriche che acquedotti e, adesso, l’unica soluzione a breve termine sembra essere quella del razionamento o delle multe nei confronti di chi supera un certo limite di consumo.
GENERAL MOTORS: «SIAMO PREOCCUPATI». Ci sono casi paradossali come quello avvenuto a Natal, dove giocherà anche l’Italia e dove per migliorare in vista dei Mondiali il trasporto pubblico hanno danneggiato l’acquedotto: in attesa che vengano sostituiti i tubi, il razionamento è arrivato anche lì.
E poi ci sono le industrie. Il presidente della General Motors, come tanti altri, non ha alcun piano B nel caso in cui il governo dovesse razionare l’acqua non solo ai cittadini ma anche alle aziende. «Loro lo hanno negato», ha dichiarato al Wall Street Journal, «ma noi siamo preoccupati».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso