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LA SCOPERTA 8 Luglio Lug 2014 1158 08 luglio 2014

Evoluzione, un ossicino potrebbe riscrivere la storia

Nell'orecchio individuato un osso che si pensava appartenesse all'uomo di Neanderthal. Invece è più recente.

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Si pensava che l'osso appartenesse all'uomo di Neanderthal.

Un piccolo ossicino individuato nell'orecchio potrebbe permettere di riscrivere la storia dell'evoluzione umana. In un primo momento la comparsa di questo osso era stata associata all'uomo di Neanderthal, adesso si è capito che invece potrebbe risalire ai primi uomini moderni. Per arrivare a questa conclusione gli studiosi hanno nuovamente esaminato un cranio umano di circa 100 mila anni fa, rinvenuto 35 anni fa nel nord della Cina, che ha rivelato la presenza di una formazione nell'orecchio interno, che si riteneva tipica dei Neanderthal.
Come ha spiegato un gruppo di ricercatori internazionali, guidati da Erik Trinkaus della Washington University di St. Louis, nello studio pubblicato sulla rivista Pnas, la ricerca si è basata su recenti microtomografie che hanno mostrato la configurazione interna dell'osso temporale nel fossile di questo cranio umano. «Questa scoperta mette in discussione l'intero scenario della distribuzione delle popolazioni umane nel tardo Pleistocene, e suggerisce che le ultime fasi dell'evoluzione umana siano state più un labirinto di biologia e popoli che delle semplici linee sulle mappe», hanno spiegato gli studiosi. I ricercatori sono infatti rimasti sorpresi nel trovarsi davanti un labirinto temporale e canali semicircolari dell'orecchio, che finora si era visto appartenere ai Neanderthal, somiglianti invece a quelli degli uomini moderni.

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