Ramadan 2014 Cade 140708161741
TENDENZE 8 Luglio Lug 2014 1609 08 luglio 2014

Il Ramadan sbarca sui social network

Il digiuno musulmano sbarca sui social network.

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Il Ramadan nel 2014 cade nel mese tra il 29 giugno e il 28 luglio.

Un hashtag per non sentirsi soli nelle lunghe giornate di digiuno ma soprattutto in grado di dimostrare al mondo non musulmano che anche il Ramadan può diventare 2.0.
#RamadanProblems è uno degli hashtag più usati al momento in Paesi come Stati Uniti, Regno Unito, Pakistan, Canada e gli Emirati Arabi: da Twitter a Instagram, fino a Facebook e Vine, il digiuno diurno dei musulmani è diventato un trend condiviso sui social.
A modello dell’hashtag #FirstWorldProblems, usato per prendere in giro le manie di comodità, i disagi e le paranoie degli occidentali, #RamadanProblems descrive le difficoltà quotidiane di chi si trova nel mese di digiuno, giocando spesso con l’ironia.
Nato già negli anni scorsi, curiosamente è esploso nel 2014 a partire da Instagram, patria del food porn (ovvero l’ossessione di postare immagini di cibo, pari al 67% delle foto pubblicate). Invece di succulenti cosce di pollo, graziosi cupcake e invitanti bicchieri di spritz, i digiunanti hanno iniziato a pubblicare immagini di tutto ciò che agli occhi di un affamato può sembrare cibo ma non lo è.
SEMBRA UN WAFFLE, MA È UN HASHTAG. «Ho visto questo su Instagram e ho pensato ‘Sembra delizioso’. Poi ho letto la didascalia: mixando la vernice. #RamadanProblems».Quando si scambiano tempere per frullati, non resta che cogliere il lato ironico della fame che attanaglia: «Camminare e vedere il cibo al posto delle persone«, oppure «capitare in una conversazione tipo: ‘Ma davvero, neppure l’acqua?», e ancora «potete evitare l’# durante il Ramadan? Sembra un waffle».
La maggior parte delle conversazioni social sul digiuno musulmano riguarda proprio il senso di fame e del tempo diurno che sembra non passare mai: sono comparsi così video che esprimono l’agonia del contare i secondi prima della preghiera della sera (quella che interrompe il digiuno); o anche una divertente foto di una saponetta morsicata seguita dalla didascalia: «Quando senti la preghiera della sera mentre ti stai facendo la doccia».

Dalle app alle pagine Facebook: il Ramadan 2.0

Un post su Twitter con l'hashtag #RamadanProblems.

Se il Ramadan 2.0 è utile a chi lo sta vivendo in prima persona poiché riesce a creare un senso di comunità online (della serie: mal comune, mezzo gaudio), questo deriva dal leggere i tweet e guardare le foto taggate #RamadanProblems ha inevitabilmente anche il merito di avvicinare il digiuno musulmano a tutti gli utenti di altre religioni.
Soprattutto in Occidente dove parole come immigrazione, criminalità, mancanza di diritti civili e terrorismo risultano spesso legate alla religione islamica, facendola diventare per gran parte della popolazione una specie di tabù o mito di fede estremista: vedere quindi che in realtà anche i musulmani «sono come noi» non può che essere positivo.
Anche loro usano i social network e anche loro affrontano un durissimo mese di digiuno diurno come potremmo fare noi: condividendolo online.
ANCHE QUESTO È UN FENOMENO DI MASSA. Ci volevano la lingua e la libertà di espressione dei social per farci capire meglio cosa prova la nostra collega, compagna di classe o vicina di casa musulmana durante il Ramadan? «Fissare il frigo come se fosse il tuo ex #RamadanProblems», scrive una, mentre un’altra in riferimento alla buona condotta da adottare durante il digiuno: «Visto che non possiamo tenerci aggiornati su gossip, lusso e oscenità durante il Ramadan, ci risentiamo in agosto». Sono codici linguistici e tematiche che ci sono vicine e che conosciamo bene, tant’è che, piano piano, l’hashtag riservato al mondo musulmano ha iniziato a essere usato anche dagli amici delle persone che stanno affrontando il duro digiuno: «Cercare di mangiare il tuo enorme pranzo prima di incontrare l’amico musulmano, così da non avere fame mentre sarete insieme».
Dopo tutto anche il Ramadan, visto dal punto di vista dei social network, è un fenomeno di massa: se ne sono accorti da tempo gli esperti di tecnologia che hanno creato apps quali Ramadan Tips, custode di consigli su come affrontare al meglio il digiuno. La pagina Facebook Productive Muslim ha più di 1 milione di like e Twitter ha creato icone a tema come la luna crescente e i caratteri arabi. Perfette per il Ramadan 2.0.

#RamadanProblems Tweet

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