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STORIA & TECNOLOGIA 11 Agosto Ago 2014 0800 11 agosto 2014

Resistenza su Wikipedia, l'Anpi sul web

Online le biografie di 3 mila partigiani.

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La partigiana Vera Vassalle.

C'è la storia di Rosa Guarnieri Calò Carducci, fucilata mentre tentava di salvare il figlio dall'arresto. Si dice che Rossellini si sia ispirato a lei per Roma Città Aperta.
C'è la vicenda di Saverio Coen, commerciante, costretto a cambiare identità dopo le leggi razziali, arrestato per aver collaborato con i servizi segreti inglesi e giustiziato alle Fosse Ardeatine.
E poi ci sono Iris Versari, staffetta partigiana morta a 22 anni, e Nicolai Bujanov, giovane soldato dell'Armata Rossa ucciso mentre cercava di proteggere la popolazione di un paesino del Chianti.
NELL'ELENCO LEVI E MAFAI. Sono più di 3 mila le biografie di Donne e Uomini della Resistenza che l'Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi) ha deciso di donare a Wikipedia, perché le renda pubbliche.
Nel lungo elenco, che comprende i nomi di moltissime donne (alcune decorate con la Medaglia d'oro al valor militare), spuntano ogni tanto nomi noti, come Primo Levi, Miriam Mafai o Leone Ginzburg.
LE STORIE DEI MENO NOTI. Nella maggior parte dei casi si tratta, però, di ragazzi morti troppo giovani per diventare celebri, o di persone comuni che hanno compiuto un pericoloso lavoro di retrovia, proteggendo chi rischiava di essere deportato o trasportando messaggi da una brigata all'altra. Storie già raccolte sul sito dell'Anpi, grazie al lavoro del giornalista Fernando Strambaci, e che, grazie a questa collaborazione, avranno un posto d'onore nella grande enciclopedia digitale.

L'idea di Susanna Giaccai, socia di Wikimedia Italia

La pagina dell'Anpi su Wikipedia.

Il progetto nasce dall'iniziativa di Susanna Giaccai, socio di Wikimedia Italia, la corrispondente italiana della Wikimedia Foundation che gestisce l'enciclopedia online.
«Personalmente sono interessata a incrementare il numero di voci esistenti relative alle donne e al loro punto di vista. Wikipedia ha prevalentemente redattori maschili e di conseguenza prevalgono le voci relativi ai loro interessi» racconta a Lettera43.it.
«Tutte le volte che a un wikipediano o a una wikipediana si fa notare che manca una voce su un argomento che l'interlocutore ritiene fondamentale, viene risposto: bene, se ritieni quella voce importante e hai le fonti relative, scrivila tu, non è difficile».
MATERIALE DELL'ANPI. Durante la sua ricerca, Giaccai è finita sulla lista di donne partigiane del sito dell'Anpi e ha deciso di contattare i responsabili.
Il materiale era già pronto, l'unico ostacolo erano i diritti d'autore. Prima di riversare tutto online, la licenza d'uso dei testi e delle foto è stata convertita in una Creative Commons By-Sa, strumenti che consentono a chiunque di condividere i documenti, semplicemente indicandone la provenienza e mantenendo la stessa licenza. E le 3 mila biografie sono state trasformate in un patrimonio comune.
PROMUOVERE LA RESISTENZA. «La nostra prima missione è promuovere la memoria dell'antifascismo e della Resistenza», spiega Andrea Liparoto, responsabile comunicazione dell'Anpi nazionale.
«Wikipedia è molto consultata dai giovani per cui devo dire che non abbiamo dovuto riflettere troppo a lungo sull'opportunità di accettare la proposta».

La compilazione delle voce a carico dei volontari

Primo Levi è uno dei 3 mila partigiani del progetto dell'Anpi su Wikipedia.

Il lavoro di adattamento e inserimento è tutto a carico dei volontari di Wikimedia Italia. Molti nomi sono già stati trascritti, altri sono ancora al vaglio dei contributor, che prima di dare il via libera all'integrazione controllano eventuali errori e li selezionano in base ai criteri minimi di 'enciclopedizzazione' stabiliti dal sito.
Ogni voce inserita diventa un lemma come gli altri, che può essere modificato in futuro se si dovessero trovare nuove fonti.
LA LIBERA DONAZIONE. «Il discorso di 'donazione di materiale con licenza libera' è qualcosa che va avanti da molto tempo nel mondo wikipediano», racconta il presidente di Wikimedia Italia Andrea Zanni, spiegando che il sito contiene già molti esempi di archivi o gallerie d'arte che hanno deciso di donare parte dei loro materiali.
«È molto comune, inoltre, la donazione di fotografie, per il progetto Wikimedia Commons, o anche di libri digitalizzati, per Wikisource».
COLLABORAZIONI COI MUSEI. Tra le collaborazioni italiane più importanti, quella con il Museo della Scienza di Firenze, che ha donato, dietro richiesta, tutti i materiali relativi a una mostra.
A breve anche la Biblioteca Nazionale di Firenze farà dono di alcuni testi.
«Altri progetti? Beh, non dipende solo da noi», conclude il portavoce di Wikimedia Italia Maurizio Codogno. «Siamo sempre pronti ad aiutare chi vuole aggiungere voci di questo tipo all'enciclopedia: dall'altra parte occorre però che ci sia la disponibilità per 'liberare' le informazioni, per renderle disponibili secondo la licenza di Wikipedia».

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