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SOCIAL NETWORK 10 Settembre Set 2014 1552 10 settembre 2014

WhatsApp, per gli avvocati rovina le coppie

L'Ami: «Peggio di Fb, favorisce i tradimenti».

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WhatsApp facilita il tradimento e la fine delle relazioni. È questa l'accusa lanciata da Gian Ettore Gassani, presidente dell'Associazione degli avvocati matrimonialisti italiani, alla popolare app di messaggistica istantanea.
«L'infedeltà nella coppia è sempre più tecnologicamente assistita» - ha dichiarato Gassani - «e nel mondo occidentale i social network stanno contribuendo a sfasciare molte famiglie, perché rappresentano un sistema veloce e immediato per intrattenere rapporti interpersonali, allacciare nuove amicizie e tradire il partner. Soprattutto in Italia».
IL 40% DEI TRADIMENTI SCOPERTI SU WHATSAPP. Per l'avvocato non è ovviamente lo strumento in sé a fare del male, «ma è indubbio che amplifica a dismisura le voglie e le possibilità del fedifrago seriale e di quello occasionale».
Secondo un'indagine del Centro studi dell'Ami, basato sull'incrocio dei dati provenienti da molti studi legali, l'app mobile ha superato Facebook in termini di 'pericolosità'. «Nel 40% dei casi, infatti» - ha aggiunto Gassani - «le infedeltà si scoprono su WhatsApp, che è un modo ancora più rapido di Facebook e di Twitter, per mandare messaggi e immagini in tempo reale e a costo zero. Pertanto, WhatsApp non solo porta all'appuntamento con l'amante, ma anche a quello davanti al giudice».
UN CUORICINO COME PROVA DELL'ADULTERIO. «Controversa» - ha concluso l'avvocato - «è l'utilizzabilità dei messaggi su WhatApp, che di solito il tradito fotografa e allega come prova dell'adulterio. Sul punto la giurisprudenza non è univoca e costante, seppure molti tribunali ammettano messaggini, cuoricini e faccine come dimostrazione del tradimento. Perciò attenzione, un cuoricino o uno smile di troppo possono costare risarcimenti, appartamenti e anni di causa».

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