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VITA DIGITALE 29 Settembre Set 2014 1803 29 settembre 2014

Ello, il social network anti-Facebook

Promette di difendere la privacy. Senza pubblicità. La nuova piattaforma che sfida il colosso di Zuckerberg.

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Il co-fondatore di Ello, Paul Budnitz.

Non ama la pubblicità, è gay-friendly, permette di entrare solo con invito. E sembra essere spuntato dal nulla.
Sono queste le caratteristiche di Ello, un nuovo social network indipendente lanciato a marzo del 2013 e che già, per molti, punta a prendere il posto di Facebook.
Probabilmente in molti lo conoscono già. Qualcuno ci è arrivato addirittura attraverso i social rivali come Facebook e Twitter dove qualche utente ha iniziato a parlarne o ha collegato il proprio account. Ma Ello, deve ancora imparare a farsi conoscere. E soprattutto provare di potere resistere alle critiche e alle esigenze della Rete.
I CREATORI? DESIGNER E ARTISTI. I creatori di Ello sono designer e artististi. Il suo amministratore delegato, Paul Budnitz, crea giocattoli per lavoro. Dietro non ci sono grandi strategie di marketing e nessun palese legame con la Silicon valley. Insomma, nessun elemento 'tipico' di un social network, perlomeno di quelli a cui siamo abituati.
ISCRIZIONI QUASI QUADRUPLICATE. Nonostante questo, pare che la gente cerchi di iscriversi a Ello (ancora nella sua versione beta) a frotte e la sua rete negli ultimi giorni si è quasi quadruplicata. Secondo alcuni siti Usa specializzati, come Engadget, gli utenti hanno già raggiunto la cifra record di 20 mila solo nelle ultime ore.
Numeri impressionanti se si pensa che - almeno per il momento - è un social che funziona solo a inviti: in pratica per accedere bisogna essere portati da un utente già registrato secondo il meccanismo del passaparola.
INVITI SOSPESI E SERVER IN PANNE. I numeri sono cresciuti così tanto che Ello ha dovuto addirittura sospendere gli inviti perché i suoi server non riuscivano a gestire il flusso e ci sono già persone che addirittura hanno messo in vendita gli inviti su eBay per 100 dollari.

Il desiderio di privacy: gli utenti temono gli annunci pubblicitari

Un'immagine del nuovo social Ello.

Il motivo di tutta questa popolarità? La prima risposta è fin troppo semplice: non è Facebook. E questo evidentemente basta per renderlo interessante agli occhi di chi è stanco della 'mondanità virtuale' del social di Zuckerberg e cerca un posto più tranquillo, riservato e di nicchia anche in Rete.
PROFILI LGBT CANCELLATI DA FACEBOOK. A questo si aggiunge il fatto che nelle ultime settimane Facebook ha ricevuto tantissime critiche per la sua scelta di cancellare diversi profili di utenti Lgbt e soprattutto drag queen perché, a detta dei vertici del social, «non rispettavano la policy del nome reale» tanto cara a Zuckerberg e soci ma utilizzavano pseudonimi o avatar per creare un profilo personale.
SU ELLO ANCHE NOMI FALSI O PSEUDONIMI. Su Ello questo non succede: nessuna policy specifica sull’utilizzo dei nomi reali e gli utenti possono decidere chi desiderano e chiamarsi come credono.
Il vero punto di forza di Ello però è un altro e promette di fare la sua fortuna. Gli utenti che si iscrivono al social non saranno mai tartassati dalla pubblicità. Spontanea o mirata poco importa: su Ello l’advertising non esiste.
IL MANIFESTO PROGRAMMATICO. Si tratta infatti di un caposaldo su cui gli stessi fondatori hanno creato il loro 'manifesto programmatico' che infatti inizia con una frase emblematica («Your social network is owned by advertisers» - «Il vostro social network è gestito dagli investitori pubblicitari») e termina con una ancora più diretta («You are not a product»- «Voi non siete un prodotto»).
NESSUNA INFORMAZIONE CEDUTA A TERZE PARTI. I creatori hanno infatti voluto specificare che non venderanno le informazioni degli utenti a qualche mago del marketing. Le uniche informazioni raccolte in modo anonimo sono quelle relative al luogo e lingua degli iscritti, al dispositivo utilizzato, all’indirizzo Ip e al tempo trascorso sul portale. Non verranno vendute agli inserzionisti, ma se Ello dovesse acquistare altre società verranno condivise con loro.
LA POLITICA AGGRESSIVA DI FACEBOOK. Un tema davvero caldo se si pensa che fra le maggiori preoccupazioni degli utenti di Facebook c’è proprio il tema privacy e pubblicità: il social network di Palo Alto, per esempio, (ma come lui anche Twitter e Google seppure in modi diversi) ha introdotto gli annunci mirati in base ai like degli utenti sul diario a giugno 2014 e il 29 settembre ha lanciato Atlas, una nuova piattaforma pubblicitaria che punta sul marketing basato suller persone per aiutare gli inserzionisti a raggiungere i consumatori su più dispositivi. Insomma, il vero incubo per chi cerca un po’ di privacy anche sul web ma senza rinunciare alla socialità virtuale.

Le falle sulla policy per il trattamento dei dati

Ecco come appare la schermata di un profilo in Ello.

In realtà però Ello ha già fatto qualche passo falso. A partire proprio dal tema scottante della privacy: la sua versione beta infatti è stata rilasciata senza nessuna policy né controlli o opzioni di blocco sul fronte dei dati sensibili degli utenti.
LA SVISTA E IL POST SU TUMBLR. Dopo che qualcuno aveva postato l'informazione su Tumblr, la 'svista' del social è diventata virale in pochissimo tempo ed Ello è stato costretto a inviare ai suoi utenti una mail per informarli che «la funzionalità di privacy sarebbero arrivate molto presto» e che Ello adotterà una «politica di tolleranza zero» su molti comportamenti abusivi e molesti.
UN VALORE DA CAPITALIZZARE. Non è detto che questo basti a convincere gli utenti presenti e futuri che i propri dati siano al sicuro.
Di certo si tratta dell'ultimo, ma non l'unico, social network che ha cercato di far leva sul tasto dei dati personali a cui gli utenti sono da sempre molto sensibili. Bisognerà vedere se Ello sarà in grado di capitalizzare questo valore aggiunto in qualche modo anche senza dover vendere informazioni personali a milioni di inserzionisti pronti a fagocitarle e trasformarle in pubblicità mirata.

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