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TECNOLOGIA 3 Ottobre Ott 2014 0852 03 ottobre 2014

FireChat, come funziona l'app della protesta di Hong Kong

Va offline. Aggira le censure. Ma non è sicura. Anatomia della chat «dissidente».

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Un momento della protesta di Hong Kong.

In molti Paesi in cui la libertà di espressione è messa a dura prova da regimi repressivi Internet è stato eletto a paladino della protesta. Uno strumento capace di innescare rivoluzioni e far scendere in strada la gente.
UN BAVAGLIO PER IL WEB. Twitter e Facebook sono stati il simbolo della Primavera araba e di molte altre rivolte partite dal basso. Fino a quando la repressione non ha cercato di mettere un bavaglio anche al web.
ALTRE STRADE PER FARE RETE. La protesta però ha cercato altre strade per fare rete. E in alcuni casi le ha trovate, come è successo a Hong Kong durante le recenti manifestazioni contro il governo.
Qui i dissidenti sono riusciti a mobilitare la gente anche senza internet: per farlo è bastata un connessione wi-fi e il bluetooth dei telefonini.
Sono questi gli strumenti che hanno permesso a FireChat di diventare subito un «caso».

Uno strumento per abilitare le comunicazioni di prossimità

I download dell'applicazione sono stati più di 200 mila in appena tre giorni.

L'applicazione, creata dalla società Open Garden con sede a San Francisco, è disponibile su Apple e Android e permette di scambiare messaggi istantanei su smartphone e tablet anche senza una connessione internet. Se utilizzata senza Rete FireChat attiva la modalità «vicinanza» che utilizza il bluetooth per cercare e collegarsi con altri dispositivi nei dintorni.
QUANDO IL WI-FI NON C'È. A detta dei suoi stessi fondatori la chat è stata creata proprio per essere utilizzata in situazioni in cui il wi-fi o la copertura di rete cellulare non è disponibile come per esempio in metropolitana o in aperta campagna o in un posto affollato (dove di solito per via dei tantissimi utenti connessi la Rete risulta sovraccarica).
PERMETTE L'ANONIMATO. La piattaforma inoltre permette anche di collegarsi in modalità anonima tra persone che non si conoscono e partecipare a discussioni di gruppo che possono gestire fino a 10 mila utenti.
Quando l'applicazione è stata rilasciata per la prima volta per il sistema operativo di Apple, l'iOs, la società Open Garden aveva spiegato che la modalità «vicinanza» funzionava al meglio con una distanza non superiore ai nove metri. Poi, quando è stata resa disponibile anche per Android, le distanze sono state «corrette» a 60 metri.
UTILIZZA UNA RETE PEER-TO-PEER. In ogni caso la distanza è relativa perché con FireChat si dà vita a una Rete peer-to-peer ossia «punto a punto» dove gli stessi utenti fanno da nodi di smistamento e permettono così di aumentare il raggio d'azione della chat.

A Hong Kong il successo grazie al passaparola

Hong Kong: i giovani si riposano in strada durante le manifestazioni.

In Cina la chat ha avuto un successo enorme grazie all'iniziativa di uno dei maggiori organizzatori delle proteste di Hong Kong, un ragazzo di appena 17 anni - Joshua Wong - il quale, dopo le voci che indicavano il governo cinese pronto a bloccare le comunicazioni via Internet, ha espressamente chiesto ai manifestanti di scaricare sui propri smartphone l'applicazione FireChat «prima di recarsi in massa davanti alla sede del governo per protestare».
Il Wall Street Journal ha detto che l'applicazione è stata scaricata 100 mila volte a Hong Kong tra la mattina del 28 e la mattina del 29 settembre. Un altro sito specializzato, GigaOm, ha poi riportato come il 30 settembre il numero di download sia addirittura raddoppiato, e abbia toccato quota 200 mila.
I PRECEDENTI A TAIWAN E IN IRAQ. Non si tratta però della prima volta in cui FireChat è utilizzata come strumento per veicolare la protesta. Il co-fondatore e amministratore delegato di Open Garden ha spiegato che l'app è stata già usata dagli studenti a Taiwan durante le manifestazioni anti Pechino del Sunflower Movement la scorsa primavera.
Inoltre Bloomberg aveva raccontato come anche in Iraq lo scorso giugno fosse stata utilizzata per arginare la censura del web da parte del governo dopo che il Paese era stato attaccato dai i militanti dell'Isis.

I limiti: è poco sicura e può essere intercettata

Una schermata dell'applicazione di FireChat.

A differenza di una qualsiasi altra rete mobile, nel caso di FireChat più utenti sono connessi più la rete si rafforza e si diffonde ed è per questo che l'applicazione è riuscita a gestire flussi enormi di messaggi come nel caso delle proteste di Hong Kong.
MESSAGGI ACCESSIBILI A TUTTI. Ma c'è un problema: non si tratta di una chat privata e i messaggi sensibili possono essere intercettati in qualsiasi momento, anche dalle forze dell'ordine.
Tanto che gli stessi ideatori della piattaforma hanno spiegato che «non era stata pensata per comunicazioni sicure e private» e per questa ragione hanno rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui hanno invitato i sostenitori della protesta a non utilizzare i loro nomi reali.
COMUNICAZIONI SENSIBILI A RISCHIO. Anche secondo un report del Citizen Lab dell'Università di Toronto dello scorso luglio, la chat è «altamente insicura per le comunicazioni sensibili».
Le informazioni non sono criptate e inoltre il bluetooth permette di accedere direttamente ai telefoni con il quale si collega.
UN JAMMER PER DISTURBARE LE FREQUENZE. FireChat in realtà può essere intercettata ma non bloccata come succede invece a social e applicazioni che utilizzano esclusivamente Internet. L'unico metodo per contrastarla è interferire con le connessioni bluetooth e wi-fi con strumenti come gli jammer, utilizzati principalmente in ambito militare che funzionano da disturbatori di frequenze e inibiscono le trasmissioni.

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