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NOVITÀ 8 Ottobre Ott 2014 1523 08 ottobre 2014

Facebook lavora all'app anonima

Il social network starebbe per lanciare il programma che consente di chattare senza svelare l'identità.

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Facebook prepara la chat anonima.

Facebook sta preparando un'app per chattare in forma anonima. Dopo il dietrofront sull'obbligo di usare il nome di battesimo, contestato dalla comunità Lgbt Usa, l'azienda di Mark Zuckerberg ha deciso di fare una netta marcia indietro e promuovere un importante progetto mirato sulla privacy degli utenti.
«DISPONIBILE A NOVEMBRE». Secondo il quotidiano statunitense New York Times, infatti, Facebook ha in programma di lanciare una app che consente di dialogare liberamente senza autocensure su vari argomenti. Il progetto sarebbe iniziato dopo l'acquisto della start up Branch, nata per creare piccoli gruppi di discussione online. Secondo il giornale newyorkese, che ha citato fonti anonime, l'applicazione, pensata per smartphone e tablet, potrebbe arrivare tra fine ottobre e novembre.
SI POSSONO USARE PIÙ PSEUDONIMI. L'applicazione sarebbe nata in seguito a un lavoro durato un anno e capitanato da Josh Miller, un product manager che si è unito al team di Facebook in seguito all'acquisizione di Branch, nel gennaio 2014, sulla quale in precedenza aveva messo gli occhi anche Twitter. Nell'app gli utenti dovrebbero essere in grado di usare più di uno pseudonimo, in modo da poter esprimere la loro libera opinione sui temi più disparati, senza dover per forza rivelare la propria identità.
RISPOSTA ALLE PROTESTE LGBT. La notizia della chat anonima è arrivata a poche settimane di distanza dalla protesta della comunità Lgbt degli Stati Uniti, in polemica con Facebook per la sospensione di alcuni account di drag queen, 'colpevoli' di aver usato il loro nome d'arte. La 'legal namepolicy' adottata dal social network ha dato impulso ad una una nuova rete sociale, Ello, che invece consente l'uso di pseudonimi. Facebook si era poi scusato con la comunità Lgbt. Chris Cox, il chief product officier della società, aveva infatti dichiarato che «lo spirito della nostra policy è di consentire agli utenti di utilizzare il nome che usano nella vita reale, non quello legale».

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