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LA SCOPERTA 13 Ottobre Ott 2014 1254 13 ottobre 2014

Misurata la febbre dei buchi neri

I fenomeni non trattengono tutto quello che inghiottono, ma emettono una debolissima radiazione termica.

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Un buco nero emette radiazioni termiche.

Anche i buchi neri hanno la febbre, che adesso è anche possibile misurare. Succede grazie a un nuovo sistema sperimentale illustrato sulla rivista Nature Physics dal ricercatore Jeff Steinhauer dell'Istituto di tecnologia di Israele. «Nel 1974, Stephen Hawking aveva teorizzato che i buchi neri non fossero poi così neri. Mettendo insieme le conoscenze della fisica classica con quelle della fisica quantistica, l'astrofisico britannico aveva ipotizzato che i buchi neri non trattengono tutto quello che inghiottono, ma emettono una debolissima radiazione termica, con una temperatura prossima allo zero assoluto, che è stata chiamata radiazione di Hawking», ha spiegato Francesco Belgiorno, ricercatore del Politecnico di Milano ed esperto di buchi neri ricreati in laboratorio.
FEBBRE STELLARE. Da allora un esercito di fisici di tutto il mondo ha tentato di trovare la prova tangibile di questa radiazione ricreando in laboratorio dei sistemi analoghi ai buchi neri astrofisici. La misurazione di questa febbriciattola, però, si è rivelata un'impresa molto ardua, perché è talmente debole che nessun termometro riesce ancora a rilevarla in maniera incontrovertibile. Jeff Steinhauer ha provato a superare questo ostacolo riuscendo a ricreare in laboratorio una radiazione di Hawking che si auto-amplifica.

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