Maltempo Genova 141010160759
SCOPERTA 14 Ottobre Ott 2014 1653 14 ottobre 2014

Meteo, un nuovo modello prevede le 'bombe d'acqua'

È stato messo a punto per le Ande centrali, ma è difficile applicarlo all'Italia.

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Situazione critica a Genova, flagellata nella notte tra il 9 e il 10 ottobre dal maltempo che ha provocato anche una vittima nella zona di Brignole.
Alcune zone del capoluogo ligure sono rimaste senza energia elettrica con strade allagate e piene di detriti.
L'esondazione dei torrenti genovesi e del fiume Bisagno hanno riportato alla mente l'alluvione del 2011 che causò 11 morti.

Arriva un nuovo modello meteo per prevedere le cosiddette 'bombe d'acqua': i violenti nubifragi capaci di causare alluvioni.
Messo a punto per la zona delle Ande centrali, non è però applicabile a zone più complesse dal punto di vista del territorio e della meteorologia, come l'Italia.
VALIDO SISTEMA DI ALLERTA. Secondo quanto riportato sulla rivista Nature Communications, il metodo si basa sulla combinazione di una vasta mole di dati raccolti dai satelliti meteorologici: il modello è così in grado di fornire un valido sistema di allerta.
Il risultato è opera del gruppo di ricerca coordinato da Niklas Boers, dell'Istituto tedesco per la ricerca sul clima a Potsdam (Pik), e secondo gli autori potrebbe essere applicato anche per prevedere cambiamenti estremi di altri sistemi complessi, come i mercati finanziari e l'attività del cervello.
Il nuovo metodo permette di prevedere correttamente il 90% delle piogge molto intense, che si verificano nelle Ande Centrali durante El Niño, e il 60% di quelle che cadono in tutte le altre condizioni.
«Modelli di questo tipo funzionano nel contesto delle Ande Centrali perché a quella latitudine è più facile seguire l'evoluzione delle nubi temporalesche che si formano sull'oceano e si dirigono verso l'interno», ha spiegato Francesco Napolitano, che insegna protezione idraulica del territorio e dei litorali all'università Sapienza di Roma.
«IN ITALIA I FENOMENI SI EVOLVONO TROPPO IN FRETTA». «In Italia», ha aggiunto l'esperto, «è invece più difficile mettere a punto un sistema di allerta perché l'evoluzione di questi fenomeni è molto rapida». «Il territorio», ha aggiunto Napolitano, «è caratterizzato da piccoli bacini, come fiumi e torrenti, che rispondono in sole tre ore a una pioggia abbondante».
«Per dare l'allerta alla popolazione in tempo utile», ha proseguito lo studioso, «è necessario avere la previsione del fenomeno almeno nove ore prima, considerando che alla Protezione civile servono sei ore per mettere in campo tutte le azioni per fronteggiare un'inondazione».
Secondo Napolitano in Italia dobbiamo soprattutto «fare mitigazione del rischio, con la prevenzione»

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