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LAVORO 15 Ottobre Ott 2014 1240 15 ottobre 2014

Congelamento ovuli: incentivi dalle aziende Usa

Facebook e la Mela offrono bonus alle impiegate che ritardano la maternità. Concentrandosi sulla carriera. Mentre spuntano le prime start-up specializzate.

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Nella Silicon Valley le donne hanno oggi una preziosa opportunità per continuare a fare carriera senza compromettere il sogno, un giorno, di diventare mamme.
Facebook ha deciso di offrire alle sue dipendenti negli Stati Uniti un bonus economico per il congelamento degli ovuli a partire da quest’anno. A ruota Apple, pronta a introdurre la misura dal 2015.
Entrambe le aziende hanno messo sul piatto 20 mila dollari per coprire le spese assicurative, le procedure di estrazione e di conservazione degli ovociti.
OBIETTIVO: ATTRARRE I TALENTI FEMMINILI. Per molti osservatori si tratta di una politica mirata ad attrarre e mantenere i talenti femminili evitando alle donne di dover scegliere fra maternità e carriera.
Le due aziende hanno sottolineato che il supporto per il congelamento degli ovuli è solo uno dei benefici per i dipendenti messi in campo a favore della famiglia come i bonus bebè da utilizzare per pannolini o pasti, o i benefici per le coppie che adottano un bambino o le coppie omosessuali.
PRIMA IL PROFITTO, POI LA VITA PRIVATA. Il “benefit” però, sono in molti a sostenerlo, potrebbe essere un modo - dai tratti maschilista - di convincere le donne a ritardare la maternità per concentrarsi sul lavoro e sul profitto. A tutto vantaggio dell’azienda e a discapito degli equilibri lavoro-carriera.
Uno studio del 2013 della New York University su 183 donne che avevano congelato i propri ovuli ha evidenziato come il 19% avesse dichiarato che avrebbe avuto un figlio prima se il suo posto di lavoro fosse stato più flessibile e conciliante sul fronte della maternità.

Per congelare gli ovuli negli Usa servono almeno 10 mila dollari

Cupertino: sede dell'Apple.

Il congelamento degli ovuli è una pratica costosa: almeno 10 mila dollari per ogni turno di raccolta di ovociti (e i medici ne raccomandano almeno due per potenziare il successo dell’operazione) a cui si aggiungono circa 500 dollari all’anno per la conservazione. Anche per questa ragione finora non è stata una pratica utilizzata dalla maggior parte delle donne in età fertile che sono preoccupate di non riuscire a concepire naturalmente.
In Europa, invece, ormai da qualche tempo di parla di «social egg freezing», congelamento sociale degli ovociti. Una nuova arma anti infertilità usata dalle donne che vogliono rimandare, spesso oltre i 40 anni, il concepimento. In pratica possono congelare da giovani (di solito tra i 25 e i 35 anni) gli ovociti per poi fecondarli al momento opportuno.
ITALIA, NESSUNA VIOLAZIONE DELLA LEGGE 40. Per conservare gli ovociti bisogna sottoporsi a una stimolazione ovarica. Il primo ciclo viene fatto a casa, in autonomia, con delle punture sottocutanee. Il secondo è monitorato in ospedale. Quando i follicoli sono pronti vengono aspirati con un piccolo intervento e poi congelati. Gli ovociti possono essere conservati con la tecnica della vetrificazione o con quella del congelamento lento.
Il social freezing è permesso anche in Italia perché riguarda ovuli non fecondati e quindi non vìola la legge 40. Secondo il registro della Procreazione medicalmente assistita (Pma) ci sono 121 centri che crioncoservano ovociti: 58 privati e 61 pubblici. Il costo dell’operazione va dai 2 ai 3 mila euro, comprensivi dei farmaci per la stimolazione ovarica, a cui si aggiungono circa 200-300 euro per il deposito annuo.

Il simbolo di un cambiamento culturale

Il numero uno di Facebook, Mark Zuckerberg.

Se da una parte la scelta delle aziende della Silicon Valley di “proteggere” la fertilità delle loro dipendenti potrebbe essere visto come l’ennesimo segnale dell'impegno ad attrarre talenti, dall’altra è la cartina di tornasole di un cambiamento culturale che ha di fatto sdoganato la pratica del congelamento degli ovuli.
Nel 2008 la Società americana di medicina riproduttiva l'aveva definita una «tecnica sperimentale» da utilizzare solo in «precise circostanze».
Nel 2012 il parere dell’ente è cambiato ed è stata confermata l’efficacia del metodo su una percentuale importante della popolazione. Da quel momento i medici hanno visto un’incremento delle richieste di congelamento.
BOOM DI START-UP SPECIALIZZATE. In realtà quello di Facebook ed Apple non è un caso isolato. Molte altre grandi aziende nel campo legale, della consulenza e della finanza americane starebbero infatti già offrendo da qualche tempo un supporto economico per aiutare le loro dipendenti a congelare i propri ovuli.
Non è un caso poi che stiano nascendo anche una serie di realtà legate a questo business. Dalla Eggsurance alla Extend Fertility passando per la EggBanxx: assicurano sostegno finanziario e gestionale per le donne che intendono avviare questa pratica. In particolare la start-up EggBanxx ha addirittura iniziato a organizzare party a tema a New York per proporre i suoi servizi alle donne in età fertile.

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