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ASTRONOMIA 20 Ottobre Ott 2014 1525 20 ottobre 2014

Siding spring, la cometa ha 'sfiorato' Marte

Il passaggio ravvicinato è stato fotografato dalle sonde presenti sul pianeta rosso.

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Marte ripreso dalla Nasa.

Il passaggio più ravvicinato di una cometa a un pianeta mai registrato è accaduto il 19 ottobre, ed è stato uno spettacolo straordinario.
La cometa Siding spring ha infatti 'sfiorato' Marte alla distanza di circa 135.500 chilometri (un terzo della distanza Terra-Luna) e alla velocità di 56 chilometri al secondo.
«UN EVENTO UNICO». «Non siamo a conoscenza di nessun altro passaggio così ravvicinato a un pianeta nella storia documentata, eccezion fatta per la cometa Shoemaker-Levy che nel 1994 si schiantò su Giove» ha osservato l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma.
Il passaggio è stato fotografato dalle sonde in orbita intorno al pianeta rosso.
È stata un'occasione unica per studiare da vicino questo autentico fossile, che per la prima volta è uscito dalla Nube di Oort.
Siding spring è infatti la prima cometa di questa nube a essere osservata da vicino dai veicoli spaziali: opportunità preziosa per conoscere meglio i materiali, compresi i composti di acqua e carbonio, che esistevano durante la formazione del sistema solare 4,6 miliardi di anni fa, e che potrebbero essere ancora conservati nel nucleo.
OBIETTIVO: STUDIARE IL NUCLEO DELLA COMETA. Obiettivo delle osservazioni è stato fotografare il nucleo della cometa, e studiare i possibili effetti sull'atmosfera marziana da parte dei gas e delle polveri rilasciate dalla cometa.
Le sonde della Nasa, Odyssey, Mro e Maven, e la sonda Marx express dell'Agenzia spaziale europea in orbita intorno al pianeta rosso hanno ripreso immagini e informazioni per quasi tutte le fasi di avvicinamento e allontanamento e 'stanno bene'.
Le tre sonde americane ha spiegato la Nasa «non hanno subito danni dal passaggio della cometa Siding spring».
Si temeva infatti che le polveri della cometa potessero collidere con le sonde.
Per ridurre ogni rischio durante il massimo avvicinamento, avvenuto alle 20.27 ora italiana, le sonde sono state messe per oltre un'ora in 'posizione di difesa', dalla parte opposta alla cometa, e hanno avuto il pianeta come scudo.
SERVE TEMPO PER ELABORARE I DATI. Le sonde hanno già cominciato a inviare le informazioni ai centri di controllo sulla Terra ma, hanno avvertito gli esperti della Nasa, servono molte ore per completare l'invio prima di poter cominciare a elaborare i dati.

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