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INTERNET 21 Ottobre Ott 2014 1845 21 ottobre 2014

Cina, attacco hacker contro Apple

Preso di mira iCloud. Dati degli utenti a rischio. Sospetti sul governo di Pechino.

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ICloud è stato colpito dagli hacker in Cina.

Potrebbe esserci il governo cinese dietro a un nuovo attacco che ha preso di mira gli utenti cinesi di iCloud, la 'nuvola' di Apple in cui si archivia di tutto, dai messaggi ai documenti. L'accusa è arrivata da Greatfire.org, un gruppo che monitora la censura cinese di internet, secondo cui «dopo Google, Yahoo! e Microsoft, le autorità cinesi stanno ora attaccando iCloud». L'esecutivo, che finora ha sempre rigettato tutte le accuse occidentali di infiltrazione in siti e servizi di governi e compagnie, ha smentito il suo coinvolgimento anche in questo caso, ma il gruppo di esperti informatici si mostra sicuro: i dati degli utenti sono a rischio.
CREATO UN FALSO SITO. L'attacco rilevato è del tipo 'man in the middle', con gli hacker che frappongono un loro sito web tra l'utente e il server. In sostanza viene creato un falso sito, identico alla pagina Apple per l'accesso al servizio iCloud, su cui gli utenti vengono dirottati. Quando si inseriscono utenza e password, queste vengono rubate, dando ai malintenzionati libero accesso a un numero ingente di documenti. Sulla nuvola, infatti, si archivia di tutto, sms e foto, contatti e documenti. Lo sanno bene le star di Hollywood che a settembre hanno visto le loro foto osé pubblicate in Rete dopo essere state rubate. Provando ad accedere ad iCloud tramite browser occidentali come Chrome o Firefox, l'utente viene avvisato di un potenziale rischio sicurezza. Avviso non presente se si usa il browser cinese Qihoo, spiega Greatfire, secondo cui la prova che il mandante sia il governo cinese sarebbe il fatto che l'attacco sfrutta il 'Great Firewall of China', il firewall governativo.
APPLE AUMENTA LA SICUREZZA. «È chiaramente un attacco ad Apple per rubare username e password degli utenti», scrive il gruppo sul suo blog, precisando che l'attacco ha coinciso con il lancio dell'iPhone 6 nel Paese. Un collegamento con le vendite del nuovo melafonino, per cui Apple ha faticato a ottenere una licenza in Cina, potrebbe esserci. Sullo smartphone la società fondata da Steve Jobs «ha incrementato la crittografia, presumibilmente per evitare infiltrazioni da parte della Nsa» dopo il Datagate, «ma questo aumento della sicurezza impedisce l'accesso anche alle autorità cinesi», osserva Greatfire. «Non è chiaro se Apple abbia apportato modifiche agli iPhone venduti in Cina, tuttavia questo attacco può indicare che ci sia almeno qualche conflitto tra le autorità cinesi e Apple per alcune delle caratteristiche del nuovo telefono».

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