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MEDICINA 22 Ottobre Ott 2014 1852 22 ottobre 2014

Diabete, la cura è potenziare il sistema immunitario

Studi per manipolare le difese del corpo e fare trapianti senza i farmaci anti-rigetto.

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Analisi di laboratorio.

La possibile cura per il diabete di tipo uno, in futuro, potrebbe passare per la manipolazione e il potenziamento del sistema immunitario.
Questa è l'idea di Camillo Ricordi, presidente della Fondazione Ri.Med ed esperto nel trapianto di isole pancreatiche contro il diabete.
Il professore ne ha parlato il 22 ottobre a Milano durante un convegno sull'immunologia organizzato dalla stessa Fondazione.
Nel diabete uno, quello di origine genetica e che si manifesta in età precoce, «il sistema immunitario 'impazzisce'», ha spiegato lo studioso, «e non riconosce più le cellule del nostro corpo dedicate alla produzione di insulina, distruggendole».
TRAPIANTI DI CELLULE DEL PANCREAS. La prima strategia dei ricercatori è stata quindi quella di trapiantare cellule del pancreas che producono insulina in pazienti con il diabete: questa procedura «è ormai approvata in Canada, in Inghilterra, in Svizzera, in Australia e in alcune regioni italiane. Negli Usa abbiamo appena concluso il trial di fase III per l'approvazione da parte della Food and drug administration, come procedura almeno per i casi più gravi» ha riferito Ricordi.
Come ogni altro trapianto, però, esiste il problema del rigetto: l'organismo del paziente, infatti, riconosce come estranee le cellule sane di un donatore, ed è programmato per distruggerle.
Per questo nei trapianti si usano farmaci anti-rigetto, che condizionano però pesantemente la qualità di vita del paziente.
«PIÙ TOLLERANZA PER LE CELLULE TRAPIANTATE». «È quindi necessario», ha commentato l'esperto, «unire gli sforzi della ricerca per raggiungere un grande obiettivo: quello di indurre la tolleranza per queste cellule trapiantate», per riuscire in futuro a fare «trapianti senza utilizzare farmaci anti-rigetto, che al momento limintano questa possibilità ai casi più gravi».
Al momento sono in corso di sperimentazione anche altre strategie contro il diabete: ad esempio si sta provando a «iniettare cellule ingegnerizzate in laboratorio capaci di ristabilire un equilibrio tra l'aggressione alle cellule dell'insulina e il normale funzionamento del sistema immunitario», ha detto il professore.
«I risultati iniziali sono molto promettenti: nell'immunologia, in generale», ha concluso Ricordi, «siamo in una situazione storica di enormi passi avanti, e virtualmente non c'è area della medicina che non sia stata coinvolta».

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