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AMBIENTE 24 Ottobre Ott 2014 1934 24 ottobre 2014

Vertice Ue, accordo sul pacchetto clima: gas serra da ridurre del 40%

Impegno dell'Eurozona a una drastica riduzione entro il 2030. Ma gli ambientalisti restano critici.

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Il ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti.

L'Unione europea ha messo nero su bianco la sua strategia in materia di clima-energia 2030 e ora punta decisa verso la conferenza Onu di Parigi 2015. L'accordo, tuttavia, ha lasciato delusi gli ambientalisti. La lunga maratona negoziale dei leader europei è terminata in nottata con un poker di target, a partire dalla riduzione obbligatoria «di almeno il 40%» della Co2 rispetto al 1990, destinato a essere ripartito fra i diversi Paesi Ue in obiettivi nazionali. Il principale strumento per arrivarci è il mercato europeo delle emissioni (Ets), unito a nuove misure in settori finora non coperti dall'Ets: agricoltura, trasporti ed edilizia.
IL 27% DI ENERGIA DA RINNOVABILI. Un altro obiettivo vincolante del pacchetto, ma solo a livello Ue, è quello di «almeno il 27%» di consumo di energia da rinnovabili. Segue poi un target solo indicativo «di almeno il 27%» di aumento dell'efficienza energetica, che sostanzialmente confida nella buona volontà dei singoli Stati membri. Questi ultimi due obiettivi «non saranno tradotti in target obbligatori nazionali» e i Paesi restano padroni di scegliere il proprio mix energetico, hanno spiegato i leader Ue.
OBIETTIVO 10% INTERCONNESSIONI. Assieme al tris «40-27-27» bisogna contare anche un «obiettivo minimo» del 10% per il 2020 di interconnessioni della rete elettrica rispetto alla produzione installata, da realizzare al più presto e tramite «misure urgenti», per poi puntare al 15% per il 2030. «È un accordo importante che dà un segnale al resto del mondo» ha detto il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, guardando chiaramente a Parigi 2015. Ma nel quadro europeo, a gridare vittoria nella partita clima-energia 2030 è prima di tutto la Polonia, che insieme al blocco dei Paesi più «poveri» dell'Est ha incassato una serie di aiuti e compensazioni tramite il mercato europeo della Co2. Soddisfatti anche i leader delle istituzioni Ue, inclusa la commissaria europea uscente al Clima, Connie Hedegaard: «Il taglio vincolante del 40% della Co2 si può raggiungere solo con importanti trasformazioni nella società».
CRITICI GLI AMBIENTALISTI. Sonora la bocciatura da parte del mondo ambientalista: secondo Greenpeace Ue il pacchetto mette un freno alle rinnovabili e tiene l'Europa «ancorata a carburanti costosi e inquinanti». «Descrivere il 40% come un obiettivo adeguato o ambizioso è pericolosamente irresponsabile», ha commentato Friends of the Earth. Per il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, si tratta di «una grande occasione sprecata» e secondo Mariagrazia Midulla, responsabile clima ed energia di Wwf Italia, «per evitare le peggiori conseguenze di questa decisione l'Ue dovrà rivedere i suoi obiettivi verso l'alto».

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