FOCUS 29 Ottobre Ott 2014 0630 29 ottobre 2014

Costa Rica, tasse basse e salute al top

Imposte dirette sotto il 15%. Aspettativa di vita oltre i 78 anni. E la natura al centro. L'oasi tropicale attrae sempre più italiani: i residenti sono 4 mila.

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Non è l'Eldorado, ma la terra etichettata, da anni, come il 'Paese della felicità'.
Uno Stato senza esercito, che ha iniziato a investire nell'ambiente molto prima degli altri governi del mondo. Con paesaggi tropicali da Laguna Blu (ma il film con Brooke Shields era girato in Giamaica) e pure, fino al maggio scorso, con una presidente donna tosta come l'Argentina e il Brasile e un ex presidente Nobel per la Pace, al pari di Barack Obama.
La Costa Rica, che spicca nelle classifiche come la Svizzera dell'America Latina, ha molte esche per gli italiani in cerca di luoghi dove star bene in tempi di crisi.
STANDARD DI VITA MEDIO ALTI. In molti si buttano senza conoscere i difetti, oltre che i pregi, di uno Stato con standard medio alti per la regione, ma dove ancora si vive con meno che in Italia e lontano quasi un giorno d'aereo dal nostro Paese.
Qualcuno, soprattutto giovani, si ferma qualche anno, per immergersi in un verde selvaggio e incantato con progetti alternativi, portandosi poi il ricordo di un'esperienza unica.
Altri, soprattutto pensionati, mettono radici, costruendo ecovillaggi, residence e bed & breakfast, vivendo di siesta e natura.
SOLO IN PANAMA CI SONO PIÙ ITALIANI. Con Panama, la Costa Rica è il secondo Paese dell'America centrale più assaltato da italiani in fuga.
Pura vida, è il motto dei costaricensi e anche lo slogan che attrae migliaia di stranieri l'anno. Gli immigrati green che hanno fatto questa scelta di vita scoraggiano i connazionali dall'edulcorare questa terra, tanto più se l'obiettivo è venirci a speculare sopra.
Ma le richieste di informazioni degli aspiranti migranti piovono lo stesso, sempre di più.

Giovani e pensionati: oltre 4 mila si sono trasferiti dal nostro Paese

Panama, rispetto alla Costa Rica, è un Paese ancora più povero ed è il paradiso fiscale per antonomasia. Un rifugio dorato per frotte di evasori.
La Costa Rica, al contrario, come le isole spagnole Canarie ha un regime di tassazione fiscale basso e concede agevolazioni e una discreta libertà d'impresa agli stranieri. Ma, secondo il principale metro dell'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), dal 2011 non è più nella black list dei paradisi fiscali, per i maggiori vincoli e controlli introdotti dal governo che hanno allineato il regime del Paese ai parametri internazionali.
RICHIESTE IN AUMENTO. Da cinque anni nel buen retiro di Puerto Viejo de Talamanca, nel Sud caraibico, all'indirizzo del suo blog Italia-Costa Rica il 60enne Alfredo Ingegno riceve centinaia di mail la settimana, con un sito che in media fa 1.200 visite al giorno. «Davvero di tutte le fasce», racconta a Lettera43.it, «giovani e giovanissimi in cerca di prospettive migliori. Disoccupati o malpagati di mezza età che devono reinventarsi. Pensionati e anche una minoranza di piccoli investitori. Certo, tra questi ci sono anche i fuggitivi inseguiti dai problemi e gli speculatori, ma loro danno poco nell'occhio».
Sul registro dell'Aire (l'Anagrafe degli italiani residenti all'estero) figurano in poco meno di 4 mila, un centinaio i pensionati ufficiali. Ma chi è del posto riconosce le altre migliaia di italiani che vivono mimetizzati tra i quasi 5 milioni di costaricensi come «turisti permanenti», rinnovando il visto ogni tre mesi: o perché non hanno i requisiti per la residenza o perché non la vogliono e vengono a svernare nel caldo inverno.
TURISMO SOSTENIBILE, IL PROGETTO DI ALFREDO. Italiani come lui ce ne sono anche nei villaggi. Ma Alfredo non li ama. «Li rispetto ma non li frequento, perché non colgono nemmeno lontanamente la bellezza e le infinite diversità del Paese», commenta. Con la compagna Anna, ha realizzato delle case in legno per turisti, «quasi tutti italiani, che vengono al mare ma spesso cercano anche un primo appoggio per trasferirsi».
A casa, come molti altri, torna per almeno un mese all'anno. Le abitazioni in cui vive, e che affitta, sono «molto piccole e semplici, con materiale non sottoposto a tutela forestale» e in un paio di settimane hanno avuto il via libera comunale. «Progetti più impegnativi richiedono invece la valutazione di compatibilità ambientale di un organo tecnico dello Stato, la Setena». E per quella si impiegano anche due anni.

Tasse al 15% e niente Tasi: la pura vida in fattoria o nelle case di legno

In Costa Rica difficilmente le imposte dirette superano il 15%, anche per i redditi medio alti e l'impatto della tassa sulle proprietà è modesto.
Ma al contrario che alle Canarie, dove il netto è più alto per i minori prelievi locali, ai residenti la pensione viene tassata in Italia, poiché manca un accordo fiscale bilaterale tra i due Paesi.
Come ricordano a Lettera43.it anche Silvia e Toti, due ragazzi che, prima di avvicinarsi alle Canarie, hanno vissuto in Costa Rica per qualche anno nella loro (ex) fattoria di permacultura, «è sbagliato farsi false illusioni sul “Paese della felicità”. Ottenere il permesso di soggiorno per la residenza non è facile. Si deve dimostrare di poter vivere di rendita o essere sposati con un cittadino costaricense».
Gli investitori devono arrivare con un portafoglio di almeno 200 mila dollari, i titolari di rendita con un introito mensile di 2.500 dollari.
IL CLIMA È PIOVOSO. Ai pensionati, però, per essere accolti basta un assegno mensile di 1.000 dollari da depositare in una banca locale. E con i tempi che corrono, a chi regge la lontananza vivere in Costa Rica conviene più che restare in Italia.
I dolci tropici possono diventare tristi, per chi non sa convivere con il clima piovoso e gli animali della regione, a volte anche strani: «Ci sono ragni, serpenti, scimmie.. E miliardi di insetti che portano il dengue, la febbre tropicale», raccontano i due giramondo green, che pure leggono una montagna di mail da italiani vicini al gran passo.
Le intrusioni sono il contraltare di un luogo primo al mondo per biodiversità e anche per la sua tutela. Un eden per giardinieri, naturalisti e centinaia di volontari ambientali, giovani da tutto il mondo che popolano i parchi rigogliosi della Costa Rica.
I POSTI DI LAVORO TRADIZIONALI SCARSEGGIANO. Anche per chi, come Silvia e Toti, vi ha coronato il sogno di un'agricoltura sostenibile: «Abbiamo fatto bellissime esperienze in campo contadino, in una riserva quasi inaccessibile e a contatto con le comunità indigene. Il progetto di Finca Feliz, fattoria felice, è nato in collaborazione con agricoltori locali. La gente del posto è meravigliosa», ricordano.
Certo, per chi pretende di vivere all'occidentale l'incantesimo si rompe: «È uno dei Paesi più cari dell'America centrale che non offre posti di lavoro tradizionali. Non ce ne sono neanche per i locali, bisogna sapersi adattare. Chi parte credendo sia tutto rose e fiori poi si lamenta», concludono i due 20enni.
Per star bene occorre tornare all'essenza delle cose. La Costa Rica, in termini di civiltà, è un Paese che insegna molto alle realtà occidentali.

Pace e ambiente: mezzo secolo senza esercito e di politiche green

Al di là delle mistificazioni, la felicità profonda non è a buon mercato. Ma esiste se, come i costaricensi, la si sa raggiungere.
«Qui la pace è un’attitudine, una forma di vita, un modo di affrontare i problemi e risolvere i conflitti», disse nel 1987 il presidente costaricense Oscar Arias, Nobel per la Pace per aver mediato tra l'Honduras, El Salvador e il Guatemala, Stati vicini tutti in guerra.
Nell'inquinata San José così diversa dalla natura circostante che prevale ancora sull'uomo, l'Onu ha fondato l'Università della pace e il ministero della Giustizia, che in Costa Rica si chiama Giustizia e Pace, ha prima abolito la caccia, poi chiuso gli zoo. «Per decenni i boschi sono stati distrutti indisturbatamente, ma poi capi di Stato lungimiranti come Arias hanno varato imponenti programmi di riforestazione e tutela del territorio, istituendo i numerosi parchi ed aree protette, ossatura portante del Paese, significativo polmone verde del pianeta», ricostruisce Ingegno.
IL 50% DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI. Con oltre il 50% di energia da fonti rinnovabili e il faro dell'indipendenza dal petrolio, le big company pronte a scavare miniere sono state allontanate. Chi apre strutture alberghiere ecosostenibili ha le tasse azzerate sui materiali da costruzione e riceve la consulenza dal ministero del Turismo. La regione di Alfredo e Anna spicca per numero di microimprese per produzione e vendita di prodotti biologici e sul territorio fioriscono le associazioni per uno sviluppo rurale amico dell'ambiente.
Quest'attitudine alla pace e al rispetto della natura, la pura vida costaricense, è la stessa che ha portato, nel 1948, alla scelta quasi rivoluzionaria di abolire l'esercito, dopo il trauma dell'unica guerra civile, proclamando poi neutralità perpetua. «La Costa Rica ha una storia unica. Cristoforo Colombo la trovò intatta, ricoperta quasi totalmente da inestricabili foreste. Un'oasi pura abitata da pochi indigeni, isolati dalle altre culture», spiega Ingegno.
SOLO IL GIAPPONE CONTA PIÙ CENTENARI. Il Paese appariva inospitale e dalle risorse scarse e inaccessibili. La coltura proficua del caffè nel 1800 avrebbe poi posto le basi di una «borghesia ricca e laboriosa, che in poco tempo ha dato notevole impulso alla crescita economica e sociale interna». Amica degli Usa ma senza esagerare (anche la Cina è penetrata nella sua economia), ancora nel 2014 la Costa Rica è stata premiata dall'Happy Planet Index come Paese più felice del mondo.
Zappano, non sono ricchi ma sorridono sempre. Il 75% degli abitanti è soddisfatto di essere costaricense. E tra loro, ha rilevato National Geographic, i 60enni hanno il doppio delle possibilità di arrivare a 90 anni rispetto agli statunitensi. L'aspettativa di vita supera i 78 anni e solo il Giappone ha più centenari della Costa Rica.
Certo, la congiuntura internazionale non aiuta. Anche per San José, dove i livelli di sanità e istruzione sono i migliori dell'America centrale, sono anni di tagli e risparmi. Ma i costaricensi sorridono, mentre i pensionati stranieri sperano in una pura, ancora lunga, vita.

Twitter @BarbaraCiolli

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