ALLO SCOPERTO 30 Ottobre Ott 2014 1300 30 ottobre 2014

Apple, Tim Cook: «Sono gay, è un dono di Dio»

L'ad della Mela fa coming out: «Il mondo è cambiato, ma restano discriminazioni».

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Tim Cook fa coming out. «Sono orgoglioso di essere gay», ha dichiarato l'amministratore delegato di Apple in un articolo pubblicato da Bloomberg businessweek.
Il numero uno del gigante informatico ha scritto: «Anche se non ho mai nascosto il mio orientamento sessuale, non l'ho mai reso pubblico finora. Quindi voglio essere chiaro: Sono orgoglioso di essere gay e considero questo uno dei più grandi regali che Dio potesse farmi».
Il numero uno del gigante di Cupertino spiega di non aver mai nascosto negli anni di essere omosessuale a molte persone, e diversi colleghi ne sono a conoscenza. «Non è stato facile decidere di renderlo pubblico, ma ho ritenuto di farlo perché credo che possa aiutare altri».
«HO SEMPRE TENUTO ALLA MIA PRIVACY». Certo, ha dovuto mettere da parte la sua riservatezza: «Durante tutta la mia vita professionale ho cercato di conservare un livello base di privacy. Vengo da radici umili e non mi interessa attirare l'attenzione su di me. Apple è già una delle aziende più in vista al mondo e ci tengo a mantenere l'attenzione sui nostri prodotti e sulle cose incredibili che riusciamo a fare. Al tempo stesso credo profondamente nelle parole di Martin Luther King, che disse: 'La domanda più persistente e impellente della vita è Cosa stai facendo per gli altri?'. Mi pongo spesso questa domanda e sono arrivato alla conclusione che il mio desiderio di privacy mi ha impedito finora di fare qualcosa di più importante. E questo mi ha portato a oggi».
Cook, che in passato era stato definito dalla rivista Out come il gay più influente negli Usa, ha spiegato: «Essere gay mi ha dato una più profonda comprensione di ciò che significa essere in minoranza e mi ha fornito una finestra sulle sfide che le persone in altri gruppi di minoranza fanno tutti i giorni. La mia omosessualità mi ha dato la pelle di un rinoceronte, che torna utile quando si è il Ceo di Apple», ha aggiunto.
«C'È ANCORA TROPPA DISCRIMINAZIONE». Per Cook c'è ancora molto da fare per superare le discriminazioni contro gli omosessuali. «Il mondo è cambiato così tanto da quando ero un ragazzino», ha constatato, ma ha anche aggiunto che in molti Stati ci sono ancora leggi che «consentono ai datori di lavoro di licenziare le persone unicamente sulla base del loro orientamento sessuale»: «Ci sono molti posti dove i proprietari possono sfrattare gli inquilini gay, o dove può essere impedito di visitare partner malati e condividere le loro eredità. Innumerevoli persone, in particolare bambini, affrontare la paura e gli abusi ogni giorno a causa del loro orientamento sessuale».
Il 'coming out' di Cook è giunto nel momento in cui la casa di Cupertino, che rimane saldamente al primo posto tra le aziende mondiali nella classifica del 'Most innovative companies' di Boston consulting, starebbe puntando al mercato dell'Iran.
APPLE PRONTA A SBARCARE IN IRAN. Secondo il Wall street journal, la Apple avrebbe avviato dei contatti preliminari con alcuni distributori di Teheran per esplorare la possibilità di lanciare i suoi prodotti, iPhone e iPad in primis, in un mercato finora off limits. Ed essere così pronta nell'eventualità che le potenze occidentali allentino il regime di sanzioni contro quel Paese. Un primo incontro sarebbe avvenuto al quartier generale londinese di Apple, e intorno al tavolo si sarebbe valutata la possibilità del franchising, un modello che l'azienda fondata da Steve Jobs ha già sperimentato in Europa e in Asia.

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