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STUDIO 4 Novembre Nov 2014 1504 04 novembre 2014

Europa, scomparsi oltre 400 milioni di uccelli

A causa del cambiamento climatico, le specie più comuni hanno perso il 20% di esemplari dal 1980.

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Il passero, lo storno comune e l'allodola eurasiatica sono le specie più colpite dal calo demografico.

Il clima è cambiato e gli esseri umani non sono gli unici ad essersene accorti.
Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Ecology Letters, sono infatti ben 421 milioni gli uccelli scomparsi dall'Europa per questo motivo a partire dall'inizio degli Anni 80, con una conseguente diminuzione del 20%.
SPECIE IN DECLINO. «Il 90% di tale declino è da attribuire alle 36 specie più comuni», ha spiegato l'autore Richard Ingar, professore dell'Environment and Sustainability Institute presso l'Università di Exter, intervistato dal Washington Post. Secondo Ingar, il passero, lo storno comune e l'allodola eurasiatica sono le tre specie maggiormente colpite da un calo della popolazione.
RICERCA BASATA SU MIGLIAIA DI INDAGINI. La ricerca si basa su migliaia di indagini effettuate da volontari a partire dal 1980. Sorprendentemente, ha rivelato come molte specie rare o in via di estinzione (tra cui il falco di palude e le cicogne bianche) siano in realtà aumentate di numero, probabilmente proprio perché questi uccelli sono stati protetti con successo dall'uomo. La scomparsa degli uccelli più comuni, però, rischia di avere conseguenze drammatiche, dal momento che grazie alla loro ampia popolazione svolgono un ruolo cruciale negli ecosistemi, come il controllo delle specie infestanti.
IL CALO È INDICE DI DEGRADO AMBIENTALE. Lo studio ha rivelato inoltre che, proprio perché il calo riguarda le specie comuni, ci sono maggiori probabilità che possa indicare un elevato degrado ambientale. Un degrado dovuto in gran parte alla crescente urbanizzazione e all'espansione delle coltivaizoni agricole, che spesso finiscono col distruggere l'habitat degli uccelli. «I risultati della ricerca sono una sorta di avvertimento che gli uccelli danno all'Europa», ha detto il coautore dello studio, Richard Gregory della Royal Society per la protezione degli uccelli. «Il modo in cui stiamo gestendo l'ambiente è insostenibile per molte delle nostre specie più familiari, la conservazione e la tutela giuridica di tutti gli uccelli e dei loro habitat sono fattori essenziali per fermare il declino».

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